Omar Wisyam
Presentazione del
“Rapporto sulla costruzione di situazioni”
Guy Debord nel 1957 ha ventisei anni e, sebbene abbia firmato un film estremista come Hurlements en faveur de Sade e indirizzato teoreticamente e praticamente la dérive, deve ancora giocare le sue carte principali. La prima e la più importante è la fondazione dell'Internazionale Situazionista nel 1957. Di quell'anno è anche la redazione del Rapporto sulla costruzione di situazioni.
Dopo cinquant'anni non si può che condividere l'inizio del Rapporto dove Debord scrive che la "notre époque est caractérisée fondamentalement par le retard de l'action politique révolutionnaire sur le développement des possibilités modernes de production, qui exigent une organisation supérieure du monde". In questi cinquant'anni lo sviluppo del dominio capitalistico, cioè in buona parte dell'estensione, della capillarità e della profondità dell'assorbimento dello spettacolo, è stato fortissimo. Ma fortissime sono oggi anche le tensioni e i conflitti.
Rimane parzialmente vero l'assioma di Debord che recitava: "Le but principal de l'idéologie e la classe dominante est donc la confusion". Sì la confusione, ma, in Occidente, assieme alla paura.
Nel 1957 Debord non aveva ancora teorizzato la società dello spettacolo, ma si possono reperire i prodromi di questa teoria nel Rapporto nell'analisi della "décomposition idéologique". Nel Rapporto si possono trovare diversi passaggi che anticipano la descrizione della società dello spettacolo: nell'accenno alla "activité publicitaire" durante il caso Sagan-Drouet, a proposito del quale Debord nota che la pubblicità esclude ogni giudizio critico diventando il primo "moyen d'action sur la vie quotidienne"; nella critica della passività del pubblico che la costruzione di situazioni dovrà spingere a trasformare in viveurs; nella critica dello spettacolo in quanto luogo dell'alienazione (aliénation), cioè del non intervento (non intervention); nelle parti dedicata alla "bataille des loisirs", alle "bassesses télévisées", alla "banalisation", all' "abêtissement de la jeunesse" e altro ancora.
Debord scriveva che "la seule démarche espérimentale valable se fonde sur la critique exacte des conditions existantes, et leur dépassement délibéré". Mentre questa affermazione è valida ancora oggi, i mezzi suggeriti nel Rapporto, a proposito della costruzione di situazioni non sono sicuramente più attuali.
Ma come si può realizzare oggi "le changement le plus libérateur de la société et de la vie où nous nous trovons enfermés"?
Dopo cinquant'anni il nostro pianeta è molto più malato, le contraddizioni più grandi, gli ostacoli più terrificanti.