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La verità, forse, non la conosceremo mai

From: "croce nera" <[email protected]>
>Reply-To: [email protected]
>Subject: [movimento] A fuoco gli avvoltoi
>Date: Sat, 23 Jun 2001 04:53:09 +0200

A fuoco gli avvoltoi A fuoco gli avvoltoi!

>Martedì 19 giugno muore Mario Deiana.
>
>I mass-media dicono che si sia buttato sotto un treno. Vorrebbe essere
>questo l'epilogo di una storia quantomeno strana, iniziata la domenica
>precedente con la notizia di un incendio procurato su un vagone
>dell'eurostar.
>
>La ricostruzione dei fatti da parte di sbirri e giornalisti, vuole che
>Mario sia un pazzo attentatore intenzionato a fare una strage e che come
>"logica" conseguenza del suo gesto si sia poi suicidato, come qualche
>giornale aveva già "profetizzato". Per loro, non poteva esserci altra fine
>possibile per questa storia, il folle doveva scomparire, liberare la
>società dalla sua presenza inutile e pericolosa, meglio ancora suicida,
>togliendo così il compito e il fastidio a sbirri, magistrati e operatori
>sociali, di doverlo eliminare legalmente fra le mura di un carcere o di un
>ospedale psichiatrico.
>
>Del resto non è certo la prima volta che i soliti avvoltoi si avventano su
>una vicenda di questo tipo, dilaniando e infamando la "vittima" di turno,
>allargando le infamie anche a quelli che sono stati i suoi compagni (veri o
>presunti).
>
>Alla notizia dell'incendio,sono seguite le solite dissociazioni da parte di
>chi si vuole a tutti i costi accreditare come la parte buona del movimento
>di fronte all'opinione pubblica, ai giornalisti e alle istituzioni dalle
>quali non esitano a beneficiare di contributi e spazi che hanno persino la
>sfacciataggine di definire occupati. Gli stessi personaggi che alla morte
>di Mario si sono riscoperti suoi compagni, approfittandone per denunciare
>una montatura ai danni della loro immagine.
>
>Tra le altre cose è stato detto e scritto che Mario frequentava gli
>anarchici e che da questi sarebbe stato allontanato a cazzotti: nessun
>anarchico ha mai cacciato Mario. Alcuni di noi lo ricordano nelle lotte per
>le occupazioni (vere!) di case a Bologna. Gli altri che non hanno avuto
>l'occasione di conoscerlo si sentono, ad ogni modo, solidali con la sua
>storia, vicini ai suoi sentimenti di ribellione, incazzati per com'è stato
>strumentalizzato proprio da quella parte di società che lui odiava. Per
>questo, abbiamo voluto pronunciarci anche noi su questa vicenda,
>semplicemente per non lasciarlo in pasto ai suoi nemici.
>
>I nemici di ogni individuo innamorato della libertà che non vuole e non può
>trovare il suo posticino all'interno di una società-galera.
>
>
>Individualità anarchiche.
>

 

----- Original Message -----
From: "la strega" <[email protected]>
To: <[email protected]>; <[email protected]>
Sent: Sunday, June 24, 2001 10:11 PM
Subject: Re: [movimento] Chi era MARIO DEIANA ???????

> e già, a voi proprio non vi si regge più, sempre pronti a sciacallare,a
> utilizzare a vostro vantaggio vicende  che sono distanti da voi un miliardo
> di chilometri circa
> il pretesto poi stavolta è proprio patetico, nell'89 lo conoscevate....e che
> dire sul percorso che lui ha poi intrapreso allontanandosi(per fortuna
> sua)da voi rincoglioniti socialdemocratici moderati?
> a proposito, avete problemi con gli anarchici? non siete certo gli
> unici...ci sono a farvi compagnia i vostri amici-modelli: i giornalisti da
> cui tanto bene avete imparato a sparare cazzate e i giocolieri di corte come
> Luttazzi. Comunque se volete ci vuole poco a risolverli...

____________________________________________________________________________________

Caro La Strega la prima lettera sotto altra sigla era più squisita ed accettabile la successiva intrisa di odio, bile, negatività per la negatività e, soprattutto, male indirizzata. Che brutta gente dovete essere!!! Riemerge il solito e consolidato vizio di etichettare le persone, senza conoscerle. Tra tutte le operazioni di vero sciacallaggio condotte in quei giorni non risultano interventi di chiarificazione da parte vostra se non slogan e negatività endemiche che VI associano completamente al profilo tracciato dalla stampa bottegaia recando ulteriore danno alla memoria di una persona che era e resterà altro da ciò che rappresentate.

Adesso trovate il vigore di scagliarvi contro persone ed in particolare contro questo sito, che oltre a NON avere interessi di bottega non sono neppure socialdemocratiche né, tantomeno, travestite di rosso...! IERI ISOLATORI OGGI TESAURIZZATORI da 30 Denari!!!!

Inventando fandonie classiche di chi odia la lettura e l'approfondimento accecati dal PRE-giudizio e dal più insensato dei fanatismi. 

Vi degnamo di risposta per l'emblematicità (speriamo NON rappresentativa) del Vostro intervento e per rispetto a quelle persone che oltre ad aver condiviso più di qualcosa con Mario sia pure in un'altra città od ovunque, ma sempre in positivo (qualcuno di loro anche in tempi più recenti e, sia ben chiaro, proprio per le ragioni per cui ricorrete agli insulti) HANNO VOLUTO OFFRIRE, per quanto possibile, una fotografia diversa

da quella architettata in questi giorni. 

 Ma meglio passare ad ALTRO...

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Questa storia è troppo strana ed assurda per essere tutta vera, per come ce la raccontano, per come i signori del giornalismo ce l'hanno somministrata col contagocce...

Ma non arrivano solo insulti. Ma anche contributi e testimonianze sensate come nel documento che segue.

La seguente comunicazione è stata anche inviata al recapito di questo sito, [email protected] e alla lista di ECN nella medesima data:

 

From "robert" <[email protected]>
Date Thu, 28 Jun 2001 23:51:28 +0200
Subject [movimento] "Mio fratello non e' mai salito sul rapido Taranto-Ancona"
"Mio fratello non e' mai salito sul rapido Taranto-Ancona"

No. Il suicidio di Mario non 'chiude il caso'.

Oh, non abbiamo dubbi che qualcuno abbia sperato tanto che un anonimo
qualunque non rovinasse la vetrina del movimento dei movimenti, o quella dei
centri sociali bolognesi, da cui Mario non e' mai stato cacciato ne'
tantomeno allontanato. E non perche' i cosiddetti centri sociali bolognesi
non abbiano la tendenza all'egemonia della contestazione ma perche' Mario
non ha mai cercato di entrare in quei centri sociali. Conoscevamo Mario,
abbiamo fatto parte dello stesso Comitato autorganizzato sulla casa (COSC) e
ha partecipato alle iniziative delle case occupate di V. del Pratello 76/78
di Bologna, che quei centri sociali, che tanto fiato sprecano, hanno
contribuito ad isolare quando hanno preferito barattare la propria esistenza
politica con qualche decina di milioni di contributi comunali.

Per tutti i giornali e gli opinion leaders dei vari centri sociali, Mario
era colpevole. Ancora
prima di venire processato. Tutti hanno diritto al beneficio del dubbio
anche chi e' accusato di
reati ben piu' gravi dell'incendio doloso e dell'interruzione di pubblico
servizio (perche'
queste sono le accuse). Tutti, tranne Mario.

Non sappiamo chi siano quelle persone che lo conoscevano cosi' bene - meglio
di noi pochi amici
che Mario frequentava e che da lunedi' 18 giugno hanno condiviso la
sofferenza e l'ansia per la
sua sorte - da affermare che Mario fosse alla ricerca, addirittura perenne,
della propria
identita', come se ogni individuo non sia sempre alla ricerca del proprio
viaggio nella storia.

Non una parola sullo sciacallaggio della vita di Mario, non una parola sui
chili d'inchiostro di
scribacchini alla perenne (loro si') ricerca di storie, di vite, da vendere;
avvoltoi che non
esitano a cercare tra le cose piu' intime cosi' come nei sacchi della
spazzatura delle loro
vittime pur di confezionare la notizia.

Non una parola sugli squallidi personaggi che ieri negavano ogni tipo di
rapporto con Mario e che
oggi si sono autonominati suoi amici, suoi conoscenti, tutti psicologi,
psichiatri, investigatori.

Non una parola se non oggi sulle stranezze di tutta la vicenda. Sulla
stranezza di una caccia
all'uomo in tutta Italia tranne nella zona dove era piu' probabile trovarlo.
Non una parola sul
sequestro di una compagna sentita come testimone la notte del 18/6 quando
gia' era indagata dal
17/6. Non una parola che potesse interrompere il volgare spettacolo messo in
scena sulla vita di Mario da parte dei giornalisti e da tutti quegli
arrivisti che sono, loro si', riusciti ad essere dei
"leaders".

Per quanto ci riguarda, con le nostre capacita' e possibilita', continueremo
a ricercare la
verita' per rimuovere i dubbi che ci restano sulla vicenda.


Le compagne ed i compagni di Mario
Bologna, 21 giugno 2001

Nelle settimane successive all'intervento di questo sito abbiamo ricevuto testimonianze e richieste di informazioni da parte di persone che avevano conosciuto Mario o che avrebbero voluto conoscerlo. Tutti quanti hanno seguito la gestione del caso da parte del mondo dell'informazione e le versioni ufficiali di una magistratura che ha voluto chiudere troppo in fretta il caso.

Tutti concordiamo sul fatto che è stata data in pasto all'opinione pubblica una versione dei fatti che fa pensare ad una strategia inquietante da parte di chi sembra aver scientificamente architettato la gestione del caso.

Così come l'immagine che è stata data di Mario lascia presagire che dietro tale coordinamento (preciso fino all'inverosimile...!) delle informazioni che dovevano essere date da TV e Giornali vi siano delle "intelligence" che possono avere come unica motivazione, dalla loro parte, quello di difendere la ragione immonda della propria esistenza!!!!


 

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