Carlotta Sylos Caló. Torno Subito. Exposición en Studio Lipoli & Lopez. Roma, Mayo 2004.

"En la instalación, construída valiéndose de lenguajes diversos que conviven y dialogan en un mismo espacio, reencontramos uno de los siete personajes protagonistas del trabajo de Guendalina Salini, expuesto en la muestra precedente. Como en la continuación de un trayecto, una mujer aparece en el "espacio" de la Galería. Sobre las paredes de la habitación se han dibujado elementos inspirados en las pinturas que decoran la Camera de los Misterios de Pompeya, detalles que, según las intenciones de la artista, una vez separados de su contexto, se convierten en significantes de un patrimonio de imágenes que se puede alcanzar sin limitaciones temporales, siguiendo el filo de una imaginación siempre activa y propia del arte tout-court. En la instalación la mujer es espectadora y parte de una realidad construída con imágenes arquetípicas, propias de una circularidad de iconografías y de lenguajes, de los cuales somos llamados a participar. También esta vez nos encontramos en confronto con la experiencia del viaje, no en el sentido de un recorrrido a través de lugares oníricos, como lo era en el vídeo de la exposición anterior, sino viaje entendido como modalidad de movimiento del imaginario del artista en el tiempo entre lo antiguo y lo moderno, entre viejas y nuevas formas expresivas".

"Nell'installazione, costruita avvalendosi di linguaggi diversi che convivono e dialogano in uno stesso spazio, ritroviamo uno dei sette personaggi protagonisti del lavoro di Guendalina Salini, esposto nel precedente appuntamento. Come nella continuazione di un tragitto, una donna prende posto nello "spazio" della galleria. Sulle pareti della stanza sono stati disegnati elementi ispirati dalle pitture che decorano la Camera dei Misteri di Pompei, particolari che, secondo le intenzioni dell'artista, una volta separati dal loro contesto, divengono significanti di un patrimonio di immagini cui si può attingere senza limitazioni temporali, seguendo il filo di un'immaginazione sempre attiva e propria dell'arte tout -court. Nell'istallazione la donna è spettatrice e parte di una realtà costruita con immagini archetipiche, proprie di una circolarità di iconografie e di linguaggi, cui siamo chiamati a partecipare. Anche questa volta ci troviamo a confrontarci con l'esperienza del viaggio, non nel senso di un percorso attraverso luoghi onirici, come era nel video della precedente mostra, ma piuttosto viaggio inteso come modalità di movimento dell'immaginario dell'artista nel tempo tra l'antico e il moderno, tra vecchie e nuove forme espressive".

 
 
 
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