Home ] Rassegna Stampa 2003 ] Risultati 2003 ] Corsi ] Staff ] Record ] Storia ] Filosofia ] Foto 1 ] Foto 2 ] Foto 3 ] Home CUS ]



G. Pambianchi, M. Magnani



S. Chersoni

 
 
 
 

 -di Massimo Magnani -
La storia della mia vita

 
  Cinquant'anni, una vita! Si può già dire "50 anni di storia". Per me sono davvero la "storia della mia vita". I primi 20 anni del CUS non li conosco, gli altri sì, tutti, vissuti sempre in prima linea a correre, lavorare, lottare (anche combattere) per affermare (prima) e consolidare (poi) la presenza costante di una maglia, di un simbolo, di un ambiente, di una città; portandomi sempre appiccicato addosso (ma soprattutto dentro) questo marchio del CUS Ferrara che mi contraddistingueva (ancora oggi) in ogni parte e che faceva dire:"ecco c'è Magnani, ecco c'è il CUS Ferrara". Non solo nell'atletica, il mio mondo, in ogni ambiente, in ogni circostanza. Ricordo una volta Beppe Mastropasqua, il Presidente della Pro Patria di Milano, un grande  Club per il quale corsi per 7 anni (per provare il grande salto verso l'internazionalità dovetti emigrare), mi disse:"Da quando sei arrivato tu in Pro Patria, sembra che noi abbiamo cambiato società, e siamo diventati una succursale del CUS Ferrara, calmati un po' o ti caccio!". Sì, anche cambiando maglia non mi sono mai svestito dei miei veri panni; pochi anni dopo, infatti, sono tornato a "casa" accompagnato non solo da Pambianchi (anche lui emigrato con me), ma anche  da Pizzolato e altri atleti, ma soprattutto portai con me un solido e duraturo contratto di sponsorizzazione (la Champion) e l'anno successivo ne procurai un secondo (Universo Assicurazioni): insieme contribuirono a fare la storia della nostra Sezione e di tutta la Società.

Con l'atletica cominciai nel 1966, grazie a Giampaolo Lenzi, il vero motore di tutto il movimento; a lui sono rimasto legato e lo sono tuttora da un rapporto e da un sentimento, per me, ineguagliabili. Allora si correva per l'AICS, poi, un giorno (1969), Giampaolo disse:"Ragazzi, cambiamo maglia. Grazie ad un aiuto dell'Università potremmo avere qualche risorsa in più e un'organizzazione societaria migliore; sarete voi i protagonisti di questa nuova società, gli artefici del miglioramento della nostra Atletica ferrarese". Rik (Capanna) l'intellighentia e la simpatia, Dario (Bonetti) la classe e l'esempio per me, Luciano (Mazzanti) il mio compagno di ventura, Mario (Zardi) l'uomo degli anelli, Maurizio (Marabini) il forte ed eterno indeciso, Silvia (Chersoni) senza aggettivi...aveva tutto e infine il sottoscritto (la determinazione): eravamo noi i giovani protagonisti della nuova atletica a Ferrara. Non ci pareva vero avere maglie, tute e scarpe nuove e anche le scarpette chiodate che non eravamo più costretti a scambiarci: un altro mondo!! Ma soprattutto un simbolo nuovo (CUS Ferrara) e l'emblema della nostra città (il Castello) sulle maglie e ancora di più, un "compito" particolare, quasi una missione: far crescere la nostra nuova società.

Con noi ce n'erano altri, meno giovani e meno promettenti, ma tutti uniti per raggiungere l'obiettivo comune: far crescere la nostra Atletica. Anche Mingo (Giampaolo Mingozzi), il teorico, Ginca (Giancarlo Bergami), il fuoriclasse, anzi il fuori-corso, presente e vicino a me ovunque, specialmente nei traguardi più significativi: poi i più giovani: Pambio (Pambianchi), Banana (Bottoni), Molinari (il Vigile), Marani (Maranner)e altri ancora che sulla nostra spinta cominciarono e diedero un forte senso alla Società.

Fare Atletica per noi non era solo correre, allenarsi e gareggiare, era diventato un modo di essere, di crescere insieme, di formarci come persone; se ci penso, mi sembra che quegli anni siano durati una vita; anni pieni di "cose", di qualcosa che non si dimentica più, che ti lascia il segno. Può passare tanto tempo senza che ci si incontri, anche anni, ma quando ci si rivede, sembra che non sia cambiato nulla, è sempre come allora, manca solo... la terra rossa del Campo Scuola e Bandiera, il custode che spegneva le luci e "mollava" il cane.

Mi sono chiesto tante volte quanto possa avere inciso nella mia crescita di uomo l'atletica, "il Campo e il nostro ambiente". Arrivo sempre alla solita risposta: "tanto", almeno tanto quanto i km che ho fatto, anzi, se ho potuto fare tanti chilometri e fatti bene era perché avevo il "Campo e il mio ambiente". Quel gruppo e il Mister (Lenzi) ne sono stati l'anima e i presupposti per il successo di dopo, degli anni '80: la Scuola di Maratona (il sottoscritto, Pizzolato, Bettiol, Laura Fogli, Emma Scaunich, Marchisio), esempio per tutta l'Italia e non solo, i successi sulle strade di tutto il mondo, gli atleti/e che chiedevano di tesserarsi per il CUS, modello da seguire e stimolo per altri Club (forse anche per altre Sezioni), poi la gente che alle gare in qualsiasi parte d'italiaci guardava con rispetto. avevamo raggiunto l'obiettivo: l'atletica cresciuta, la città identificata con il CUS, il CUS identificato con l'Atletica. Che anni! Che emozioni! Come non essere segnati da tutto questo?

Anche dopo, nella vita di tutti i giorni, le mie scelte di studio, di lavoro, sono tutte state influenzate dal quel periodo, mi sono sempre portato addosso l'etichetta indelebile del CUS e un attaccamento talmente forte da farmelo sentire quasi mio. Sempre pronto a difenderlo in qualsiasi momento e in qualsiasi occasione; da qualsiasi cosa, soprattutto da chi non voleva e non vuole riconoscerne il passato, "quel passato", paragonandolo semplicemente a quello di altre realtà, dimenticando o addirittura negando che il CUS sia diventato tale, credibile, conosciuto e riconosciuto per quell'"Atletica" e per i personaggi che l'hanno fatta crescere.

So bene che la storia di una società non la fa una sola parte e che l'insieme degli avvenimenti ha fatto e continuerà a fare la "Storia del CUS", ma so altrettanto bene (e in questo mi conforta soprattutto il pensiero dell'opinione pubblica) che senza l'Atletica (quell'Atletica) non saremo mai stati quello che siamo, non avremo mai avuto quello he abbiamo. Che nessuno lo dimentichi.

[tratto da "50 anni di CUS Ferrara" - AA.VV.1997]

 
 


ultimo aggiornamento: 13/11/2003

 
 
 
 



G. Lenzi


 
 
 
 
 
 
Hosted by www.Geocities.ws

1