LA RUBRICA DEL
VETERINARIO


Giovanni il veterinario vi consiglia sul benessere dei vostri animali
Rubrica inserita nel  Notiziario francorosate - giornale indipendente

Parola chiave: parassitosi


Una rogna da grattare!


�Non avr� mica la rogna?� � la accorata domanda che spesso compare sulla bocca dei proprietari di cani colpiti da una qualsivoglia patologia infiammatoria della cute. Questa notissima malattia incute ancora esagerati timori forse per il ricordo di passati pruriti, retaggio di tempo in cui, insieme ai pidocchi, gli acari facevano parte del corredo personale di molti individui. Quasi debellata nel mondo occidentale nella variante umana, la rogna continua ad essere presente, nelle sue diverse forme, nei nostri amici a quattro zampe.

Il cane pu� essere colpito da tre tipi di questa parassitosi diverse per agente causale, gravit� e diffusione.

La rogna sicuramente meno grave � la cheiletiellosi provocata da un acaro relativamente grosso, cheiletiella parasitivorax, che vive sulla superficie cutanea dell'animale e lo punge per nutrirsi. Questo insetto compie l� intero ciclo vitale annidato tra i peli tra i quali depone le uova ed ha una breve vita (10 giorni) nell'ambiente esterno.
La malattia � facilmente trasmissibile sia per contatto diretto che attraverso materiali contaminati ed � tipica di luoghi nei quali vi � grosso affollamento di animali come negozi, allevamenti ecc..

I segni clinici della cheiletiellosi sono limitati ad un prurito pi� o meno intenso ed alla comparsa, sul pelo del cane, di una notevole quantit� di forfora, caratteristica questa molto peculiare. Solo nei casi pi� gravi e reiterati si pu� avere la comparsa di una dermatite.

Il gatto pu� essere colpito da questo parassita mentre l' uomo, venutone a contatto pu� manifestare piccole papule di natura pi� che altro allergica.

Una diagnosi precisa viene fatta ricercando al microscopio l'acaro presente nella forfora prelevata dal pelo mediante pettinatura o con una striscia di scotch adesivo (scotch-test). Essendo un tipo di rogna molto superficiale la cheilettielosi � facilmente eliminabile utilizzando i pI� comuni antiparassitari ad uso esterno e disinfettando eventualmente l'ambiente con prodotti ad uso domestico.

Di ben altra gravit� � sicuramente la rogna sarcoptica, meglio conosciuta come scabbia provocata da Sarcoptes Scabiei, acaro che nelle sue diverse varianti provoca la malattia in quasi tutte le specie di animali domestici. Il parassita scava gallerie nell'epidermide e l� compie, in tre settimane, il suo ciclo vitale, riproducendosi.
L� acaro della scabbia praticamente non ha alcuna vita all'esterno e la malattia � trasmissibile solo con per contatto diretto ma con altissime percentuali di contagio.

Gli animali colpiti manifestano grattamenti continui causati dal notevole prurito associati ad una nutrita variet� di lesioni infiammatorie della cute come alopecia, ipercheratosi (aumento di spessore), eritemi, papule, ecc. spesso complicate da batteri e lieviti opportunisti.

La scabbia viene diagnosticata ricercando gli acari responsabili in raschiati cutanei esaminati al microscopio. L'operazione non � facile visto il basso numero di parassiti rispetto all' estensione delle lesioni e la loro profonda localizzazione. Nonostante tutto il sarcoptes � sensibile a molti antiparassitari sia topici che sistemici per cui la cura si rivela quasi sempre efficace. A tal fine vengono impiegate spugnature di Amitraz, iniezioni sottocutanee di Ivermectina, applicazioni spot-on di Selamectin e somministrazioni orali di Milbemicina Ossima.

Se venuto a contatto con la variet� canina del parassita l'uomo non sviluppa la malattia ma soggetti sensibili possono manifestare reazioni allergiche sovrapponibili a quelle gi� descritte per la cheiletiellosi che regrediscono spontaneamente con la guarigione dell� animale.

Terza ma non ultima per diffusione � la rogna demodettica pi� frequentemente conosciuta col nomignolo di "rogna rossa".
Questa patologia � causata da un lungo ed affusolato acaro, demodex canis, che trova collocazione in follicoli piliferi e ghiandole annesse. Non sempre la sua presenza genera malattia : numerosi sono i soggetti portatori asintomatici di questo parassita. La trasmissione avviene in ogni caso per contatto diretto (lungo) ed � trasmesso il pi� delle volte dalla madre alla prole nei primi giorni di vita.

Tipica di animali giovani, la rogna rossa difficilmente si manifesta in cani adulti e sani ma pu� comparire in quelli debilitati. Clinicamente la parassitosi pu� presentarsi in due forme. La demodicosi "localizzata" caratterizzata da piccole aree alopeciche poco pruriginose, spesso autolimitanti, che non di rado tendono ad una guarigione spontanea.
Nel 10- 15% dei casi questa forma pu� evolvere nella demodicosi "generalizzata" che interessa gran parte del corpo dell' animale con vaste aree eritematose decisamente pruriginose e lesioni spesso complicate da microorganismi opportunisti.

La cura si rivela ardua e difficoltosa e soprattutto di lunga durata. La terapia topica di base richiede l'impiego quotidiano di preparati a base di Amitraz preceduti spesso da shampoo ad azione cheratolitica e antiseborroica che ne facilitano la penetrazione. A questi vanno associati farmaci per via orale, normalmente utilizzati per la prevenzione della filariosi a dosaggi elevati come moxidectina (guardian), milbemicina ossima (interceptor) o ivermectina (ivomec).

Assolutamente non contagiosa per l� uomo che pu�, in via del tutto eccezionale, sviluppare la gi� citata reazione allergica.


Giovanni il Veterinario





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