LA RUBRICA DEL
VETERINARIO


Giovanni il veterinario vi consiglia sul benessere dei vostri animali
Rubrica inserita nel  Notiziario francorosate - giornale indipendente

Parola chiave: malattie - vaccinazioni


Quando la prevenzione diventa un caposaldo


Quando un cane, cucciolo o adulto che sia, entra a far parte della nostra famiglia, � buona cosa pensare alla sua salute presente e futura. In questo contesto, un posto di rilievo � sicuramente occupato dalle vaccinazioni. Queste comunissime misure di prevenzione hanno svolto e continuano a svolgere un ruolo di primo piano nella lotta ad alcune gravissime malattie infettive rivelandosi spesso l'unico baluardo contro la loro diffusione.

Prima di passare in rassegna queste ultime � meglio soffermare la nostra attenzione su alcuni aspetti dell'argomento di basilare importanza.
Un intervento vaccinale deve essere effettuato su soggetti in buone condizioni di salute per cui l'opportunit� dello stesso deve sempre essere valutata da un medico veterinario. Sottoporre a trattamenti immunizzanti animali malati pu� voler dire, nella migliore delle ipotesi, attuare un intervento inutile mentre spesso pu� essere fonte di spiacevoli inconvenienti che possono addirittura aggravare o scatenare patologie preesistenti. E' buona pratica per questo motivo sottoporre i cuccioli a trattamenti antiparassitari interni ed esterni prima di sottoporli a routinarie pratiche vaccinali.

Non vanno mai vaccinati animali troppo giovani perch� solitamente ancora protetti da anticorpi materni che possono inattivare il preparato utilizzato salvo rare eccezioni. Personalmente ritengo inutile trattare cani e gatti prima della 6 - 7 settimana di vita come ritengo poco opportuno trattare animali appena arrivati in famiglia. Cambiamenti di casa, padrone, compagni, alimentazione ecc., sono fattori stressanti che riducono le naturali difese dell'organismo e lo rendono inadatto o poco recettivo verso � preparati immunizzanti.

Inoltre � bene ricordare che la maggior parte delle malattie virali hanno un periodo di incubazione pi� o meno lungo. L�animale appena arrivato potrebbe essere gi� stato contagiato. La fretta � da sempre cattiva consigliera per cui una decina di giorni di attesa in questo caso non guastano: che rischio di contagio ci pu� essere del resto in casa vostra.

Se un animale deve essere introdotto in un ambiente potenzialmente a rischio � invece opportuno proteggerlo per tempo visto che l'immunit� generata dai prodotti comunemente utilizzati non � immediata ma richiede qualche giorno per garantire una adeguata protezione.

I protocolli vaccinali per il cane sono volti a proteggerlo da malattie virali e batteriche, a volte trasmissibil� all'uomo, quasi sempre ad esito letale dopo grandi sofferenze. Queste colpiscono non solo soggetti in giovane et� come spesso a torto si ritiene.
Eccone comunque un rapido elenco:

  • cimurro, malattia virale che interessa tutti gli apparati ed in particolare l'apparato nervoso, respiratorio, cutaneo .
  • Epat�te infettiva, patologia virale del fegato, quasi sradicata dalle vaccinazioni, in nessun modo sovrapponibile a quella umana
  • parvovirosi,
  • leptospirosi, provocata da ceppi batterici per lo pi� presenti in acque stagnanti contaminate da urine di ratti. veri diffusori della malattia trasmissibile anche all'uomo. La morte sopraggiunge per insufficienza renale ed epatica.
Queste prime malattie vengono comprese nel piano vaccinale di base comunemente chiamato "quadriennale". Nei preparati immunizzanti attuali spesso viene aggiunta la tracheobronchite infettiva o tosse dei canili, infezione virale fastidiosa ma non mortale delle vie aeree superiori relativamente poco diffusa.

Un discorso a parte merita la rabbia, malattia tristemente nota nell'immaginario collettivo come la principale zoonosi del cane. Grazie all'obbligatoriet� della vaccinazione praticata negli anni '70-'80 dagli allora servizi veterinari di zona, la patologia � praticamente scomparsa.
Fino a quando? Ora immunizzare contro la rabbia � una decisione facoltativa del singolo proprietario ma per ragioni di sanit� pubblica non mi sembra molto corretto.

Esiste in commercio anche un vaccino contro la "malattia delle zecche" il cui utilizzo � consigliato solo in zone ad alto rischio di contagio.

In un guazzabuglio di malattie e preparati vaccinali ritengo che comunque la scelta di ogni singolo piano profilattico debba sempre essere vagliata da un medico veterinario.
Per finire � giusto ricordare che la maggior parte dei vaccini richiede, dopo una prima inoculazione, una seconda dose di richiamo a distanza di 3-4 settimane da effettuarsi poi almeno annualmente.

Se molte malattie sono quasi un ricordo lo dobbiamo alla meravigliosa scoperta del Dottor Jenner... i cani ringraziano, se lo rammentino i proprietari.


Giovanni il Veterinario





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