LA RUBRICA DEL
VETERINARIO


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Rubrica inserita nel  Notiziario francorosate - giornale indipendente

Parola chiave: malattie - epilessia


Quando il cervello si spegne


L'uomo sin dall'antichit� ha imparato a temere le malattie che poco conosce e tra queste sicuramente vengono annoverate quelle che riguardano il sistema nervoso sia perch� i meccanismi che le regolano sono ancora poco chiari sia perch� vanno a colpire quello che a torto o a ragione viene considerato il motore pensante della vita. Evidente l'incredulit� e lo sconcerto dei proprietari d'animali ai quali mi capita di diagnosticare una particolare ma non rarissima patologia: l'epilessia. Prima di continuare � d'obbligo spiegare il significato di alcuni termini che riguardano l'argomento.

Per crisi convulsiva (o comiziale) si intende un disturbo acuto ed improvviso dell'attivit� elettrica del cervello. Quando questi attacchi sono ripetuti e ricorrenti si parla di epilessia vera e propria.

In base alla sintomatologia queste crisi vengono suddivise in quattro fasi, non sempre comunque presenti. La prima definita 'prodromica' pu� durare da alcuni minuti ad alcune ore ed � assimilabile semplicemente ad un comportamento anomalo ma cosciente dell'animale. Pu� essere caratterizzata da estrema irrequietezza e movimenti involontari (tic) o spesso da un'eccessiva eccitazione che pu� essere il fattore scatenante stesso del fenomeno.
A questa fa seguito "l'aura", il periodo immediatamente precedente la crisi, in cui il comportamento diventa fortemente alterato.
Subentra poi l'accesso convulsivo vero e proprio, caratterizzato da decubito laterale, movimenti ritmici degli arti, masticazione a vuoto, perdita a volte di urine e mancanza totale di percezione cosciente.
Questo black-out elettrico dura 1 - 2 minuti dopo i quali l'animale riacquista gradualmente il contatto con la realt� ma resta pi� o meno assente per un tempo estremamente variabile.
Non sempre queste fasi sono presenti e spesso l'attacco � improvviso con sintomi di intensit� variabile.

L'epilessia viene distinta in idiopatica e patologica a seconda della causa che la provoca.
Le crisi idiopatiche sono quelle che avvengono senza che l'animale abbia particolari malattie in corso. Sono quelle che avvengono in soggetti geneticamente predisposti, in genere ad un'et� compresa tra i sei mesi ed i cinque anni e maggiormente (non esclusivamente) in razze brachicefale.
Quelle patologiche, come dice la parola stessa, sono causate da affezioni che interessano sia il sistema nervoso sia altri apparati. Sostanze tossiche accidentalmente ingerite possono scatenare convulsioni e tra queste troviamo soprattutto antiparassitari, insetticidi e lumachicidi.

Recentemente sono aumentati i soggetti con crisi comiziali ripetute, provocate da stricnina contenute in esche preparate appositamente per le nutrie.
Tossine attive sull'encefalo possono liberarsi per insufficienza epatica e provocare convulsioni soprattutto dopo i pasti.
Alcuni disturbi elettrolitici, come un eccesso di potassio o una carenza di calcio nel sangue (evento questo secondo abbastanza ricorrente durante l'allattamento) possono essere causa di attacchi epilettici mentre raramente questi si verificano con febbre molto alta.
Altre cause di questa patologia vanno ricercate direttamente nell'encefalo. Traumi pi� o meno gravi possono lesionare direttamente il cervello o provocare ematomi e fratture che comprimendolo ne vanno ad alterare la funzionalit�.

Encefaliti e meningiti possono essere responsabili di convulsioni e tra queste alcune sono causate da virus tristemente noti come quello del cimurro e della rabbia.

Anche la ben nota toxoplasmosi � a volte la causa di problemi a carico del sistema nervoso centrale.

La diagnosi di epilessia non � facilein quanto spesso le crisi sono occasionali e raramente vengono viste da proprietario e veterinario. La stessa sintomatologia pu� essere poco eclatante e costringe spesso il clinico a diagnosi presuntive, basate soprattutto su dati anamnestici riferiti dal padrone.

In presenza di un sospetto della malattia andrebbero fatti comunque un accurato esame neurologico, un elettrocardiogramma per escludere la presenza di aritmie cardiche ed un esame del sangue per verificare quanto meno condizioni di ipoglicemia. Queste ultime patologie danno crisi lipotimiche molto simili a quelle convulsive.

Laddove possibile andrebbero fatte poi una tac o una risonanza magnetica ma entrambe le pratiche hanno poca diffusione in campo veterinario, sia per l'elevato costo degli esarni stessi sia per la scarsa reperibilit� di strutture in grado di eseguirle.

Nell'uomo il caposaldo della diagnosi resta l'elettroencefalogramma che purtroppo non viene utilizzato nei nostri animali. Le terapie sono volte innanzitutto a risolvere gli stati patologici presenti e contemporaneamente a fermare e prevenire gli attacchi convulsivi. Gli animali sicuramente affetti da epilessia vengono trattati per periodi pi� o meno lunghi (anche tutta la vita) con barbiturici per bocca, monitorando, a scadenze regolari, la funzionalit� di fegato e reni. Altri farmaci anticonvulsivanti utilizzati in medicina umana hanno scarsa o nessuna efficacia su cani e gatti.

Cosa fare in presenza di soggetti in preda a crisi comiziali? Innanzitutto � fondamentale non farsi prendere dal panico e rendersi conto che la situazione dovrebbe risolversi spontaneamente in breve tempo. Non vanno mai messe le mani in bocca all'animale colpito in quanto non sussistono possibilit� di soffocamento. Va evitato per� che questi si faccia del male sbattendo in modo incontrollato. Quando il cane riacquista conoscenza � importante che attorno ad esso ci sia un ambiente tranquillo, senza gente in preda ad isterismi.

Qualora le crisi dovessero susseguirsi o durare troppo a lungo, � necessario trattare il cane con farmaci anticonvulsivanti ad azione rapida. Vengono in queste caso utilizzate le benzodiazepine e tra queste il famoso Valium la fa da padrone. 1 proprietari di cani epilettici devono sicuramente imparare a maneggiare queste sostanze. Se gli attacchi non si fermano � d'obbligo rivolgersi al pi� presto al veterinario di fiducia.


Giovanni il Veterinario





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