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Tra queste sta prepotentemente facendosi largo la pet-therapy, ovvero la cura di particolari patologie con l'aiuto degli animali. Studi ed esperienze su vasta scala hanno oramai inconfutabilmente provato l'efficacia di questa disciplina diventata oggetto di numerosi convegni internazionali da cui sono emersi risultati estremamente positivi ed incoraggiamenti tali da indurre a muoversi in questo campo anche la sanit� pubblica.
La disciplina in oggetto impiega la presenza di un animale come co-terapeuta per aiutare pazienti con disturbi intellettivi, fisici o psichici, riuscendo l� dove altre comuni terapie falliscono. Bisogna specificare subito che non si tratta di cura alternativa alle medicine ufficiali ma di valido supporto ad esse. Cani, gatti, cavalli, uccellini ecc. vengono impiegati con successo con portatori di handicap, cardiopatici, ansiosi e depressi, con bambini ed anziani affetti da gravi disturbi della personalit� ed addirittura in centri di recupero per tossicodipendenti.
E' scientificamente provato che la relazione con un animale stimola in molti soggetti l'attivit� cognitiva e comunicativa. Gli animali instaurano con l'uomo comunicazioni spontanee di tipo emotivo-affettivo e molte persone con difficolt� cognitive riescono a vivere con essi uno scambio sensazioni che servono poi da trampolino per altre terapie ed altri miglioramenti. Soprattutto i bambini con problemi di apprendimento sottoposti a pet-therapy, hanno acquisito una maggiore autostima e fiducia in se stessi ed un maggior controllo dell'iperattivit�, migliorando quindi le proprie capacit� espressive.
Nei centri di recupero per tossicodipendenti si � verificato, nei soggetti impegnati nell'allevamento di animali, uno sviluppo notevole del senso di responsabilit� verso se stessi, gli altri esseri umani e ovviamente verso i propri beniamini.
Citata in questo modo, la pet-therapy sembrerebbe una panacea per curare tutti i problemi comportamentali e psicofisici ma evidentemente non � cos�. In ogni caso gli specialisti del settore hanno elaborato precisi schemi per utilizzare l'animale giusto al posto giusto.
I cani, impiegati da tempo come compagni di non vedenti e non udenti, sono indicatissimi come coterapeuti di pazienti con patologie croniche e depressive grazie alle loro notevoli capacit� di induzione e stimolazione al gioco.
Parlare di pet-therapy non vuol dire comunque affermare che basta regalare un animale a chicchessia per risolvergli problemi legati a gravi mancanze o colpevoli vuoti. Inoltre il tutto andrebbe sempre fatto seguendo le direttive degli esperti del settore. Fortunatamente in Italia gli enti che si occupano del tema stanno aumentando in modo esponenziale.
A mio avviso, comunque, un corretto rapporto uomo-animale, andrebbe insegnato ai bambini gi� nei primissimi anni della scuola per ricordare loro il naturale legame che ci colloca tra gli esseri viventi della fauna terrestre. Suvvia, non possiamo far credere loro di essere parenti di macchine, televisori o computer. Non dobbiamo permettere che i bambini imparino a conoscere gli animali domestici navigando su Internet o vedendo documentari televisivi tra un cartone animato e l'altro. Vedendo passare la mucca 'Ercolina' diretta a Bruxelles, cerchiamo di spiegare loro che il latte lo producono gli animali come lei e non una macchinetta a gettoni... Addio comunque beata civilt� contadina!
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