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Senza dubbio questo semplice teorema influenza moltissimo le scelte ma non tiene conto del fatto che i problemi legati alla sfera riproduttiva non riguardano solo i soggetti di sesso femminile.
Forse, per la pubblica utilit�, � meglio cominciare dal principio!
Un gatto maschio raggiunge la maturit� sessuale intorno al 7�- 8� mese di vita ad eccezion fatta per alcune specie (come il persiano) in cui questa pu� manifestarsi intorno all'anno di et�. In questa fase � facilmente rilevabile un certo cambiamento comportamentale: maggior voglia di uscire, esagerata attenzione a ci� che accade all'esterno, narici tese verso l'alto in cerca di odori particolari.
Qu� solitamente cominciano i guai per il proprietario. Il gatto per demarcare il proprio territorio e segnalarne la presenza alle femmine � solito "spruzzare" urina in diversi angoli della casa e del giardino con un atteggiamento caratteristico che lo fa assomigliare ad una ballerina reggendosi sulle punte, con gli arti posteriori tesi e la coda ritta e vibrante.
Aumentano poi in modo considerevole le ore (i giorni e le notti) passate fuori di casa ed i ritorni sono caratterizzati dalle ferite da morso procuratesi durante le innumerevoli zuffe con altri maschi. E� sicuramente questo il momento in cui il gatto pu� facilmente contrarre malattie virali anche incurabili come l'immunodeficienza felina (FIV) o la leucemia felina (FELV) ed � pi� esposto ad incidenti stradali, incontri mortali con la specie canina e, perch� no, umana.
Se costretto in casa il micio diventa ben presto irrequieto ed aggressivo ed accompagna questo suo malumore con strazianti miagolii che solitamente non sono la gioia del vicinato. A questo punto si pone, all'attento proprietario, il dilemma della sterilizzazione. Personalmente ritengo sia l'unica soluzione accettabile atta a garantire al nostro micio una lunga e serena sopravvivenza visti i notevoli rischi che comporta la sua carriera di amatore.
L'orchiectomia, o castrazione, consiste nell'asportazione (naturalmente in anestesia generale) di entrambi i testicoli ed � un intervento chirurgico piuttosto semplice e senza alcun problema postoperatorio.
Il gatto diventa poi solitamente pi� tranquillo ma non cambia carattere. Se naturalmente cacciatore, conserva l'abitudine di predare topi, uccelli, rettili, ecc., ma riduce gli spazi delle sue escursioni. Gli unici inconvenienti sono senza dubbio la tendenza all'aumento di peso (comunque controllabile con una corretta alimentazione) ed una maggiore predisposizione per le malattie all'apparato urinario.
Ho notato personalmente che le remore dei proprietari verso questa pratica sono soprattutto di natura etico-psicologica e molte persone la considerano una vera e propria violenza nei confronti della libert� del gatto. Molti in effetti lasciano che il gatto conduca la propria vita sessuale come natura comanda salvo poi lamentarsi della puzza di urina e le frequenti visite dal veterinario per rimediare alle "ferite di guerra" oppure maledire le auto, i cani del vicino o il padreterno per essersi inventato i virus. Altri costringono il felino innamorato tra quattro mura con i risultati che � facile immaginare.
Chiudo quindi ponendo una domanda: � giusto privare un gatto della propria libert� di uscire o � pi� giusto privarlo degli istinti sessuali salvandogli la vita? Ovvero: meglio un giorno da stallone o cento da eunuco?... Scusa gatto, non ce l'ho con te!
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