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I nostri animali hanno percepito, gi� da un po' di tempo, il graduale cambiamento stagionale ed altrettanto gradualmente stanno mettendo in atto meccanismi che consentiranno loro di affrontare al meglio i rigori dell'inverno.
I nostri amici infatti sono stati dotati da madre natura di un regolabile "cappotto" personalizzato, formato da pelo (duro) e sottopelo (pi� morbido) e, variandone la composizione, possono adattarsi alle varie situazioni climatiche. Assistiamo quindi periodicamente alle cosiddette "mute", fenomeni fisiologici con i quali cani e gatti si liberano del vecchio mantello e lo sostituiscono poi con uno nuovo pi� adatto all'occorrenza.
Mai dunque stupirsi della perdita uniforme di pelo e soprattutto di sottopelo nei cambi di stagione.
Questo fenomeno sar� pi� marcato e visibile in cani dotati di pelo lungo e folto, in genere appartenenti a razze originarie di paesi dal clima freddo, mentre sar� meno evidente in soggetti dal pelo corto o raso.
Purtroppo, per intervento dell'uomo, non sempre questo meccanismo di ricambio segue ritmi naturali: un animale costretto in casa non cercher� pi� di regolare la composizione del mantello in base alla temperatura esterna ma lo far� seguendo quella degli ambienti artificialmente riscaldati.
Sono numerosissimi, in questo contesto, i cani e i gatti che non posseggono praticamente mai la
copertura tipicamente invernale ma sono sottoposti ad una sorta di "muta continua", con gran gioia
dei proprietari che si trovano sommersi di peli.
Non sempre il pelame morto cade spontaneamente ed � quindi opportuno pettinare frequentemente
il nostro animale per rimuovere il manto vecchio e facilitare la crescita di quello nuovo.
Durante i periodi di muta, la cute del cane � particolarmente sensibile ai vari agenti
potenzialmente allergenici e soggetti poco curati sono perseguitati da un insistente e
prolungato prurito spesso resistente anche ai trattamenti farmacologici.
Cani e gatti, anche da cuccioli, se tenuti abitualmente all'aria aperta non temono il
freddo proprio per la loro capacit� di adattamento alle diverse situazioni ambientali;
i problemi insorgono quasi esclusivamente con cani abituati a vivere in ambienti domestici:
sbalzi repentini di temperatura possono essere molto dannosi per la loro salute.
Deprecabile � sicuramente il comportamento di chi tiene cani in casa, magari sonnecchianti
vicino ad un termosifone, per tutto il giorno per poi farli uscire per i quotidiani bisognini
nelle ore pi� fredde della giornata.
Paradossalmente le patologie respiratorie da raffreddamento sono notevolmente pi� frequenti in
questi ultimi soggetti a dispetto dell'ottima salute d� cui godono i loro simili lasciati
costantemente in giardino anche di notte.
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