LA RUBRICA DEL
VETERINARIO


Giovanni il veterinario vi consiglia sul benessere dei vostri animali
Rubrica inserita nel  Notiziario francorosate - giornale indipendente

Parola chiave: randagismo - tatuaggio


Tatuaggio sì, tatuaggio no.


Finito il secolo, cambiano le mode e... fioriscono i tatuaggi. Il diffondersi a macchia d'olio di arabeschi, aquile e farfalline sulle più disparate parti del corpo di sempre più numerosi esseri umani ha probabilmente fatto risvegliare la coscienza degli operatori del servizio veterinario pubblico: dopo molti anni dalla sua emanazione ci si è ricordati di una legge che impone una identificazione demografica, o tatuaggio che dir si voglia, sulla pelle dei cani di proprietà.

Forse anche per loro è giunto il momento di una spiegazione.
Verso la fine degli anni ottanta, per combattere randagismo ed abbandono di cani, i servizi sanitari hanno istituito la cosiddetta anagrafe canina regionale. Abolita medaglietta e tassa comunale, i legislatori hanno previsto che ogni cane di proprietà venisse denunciato alle autorità competenti, comune o servizio veterinario dell' allora USL, e da queste poi identificato e catalogato mediante numero tatuato sulla faccia interna di coscia o padiglione auricolare destro: i padroni inadempienti sarebbero andati incontro a pesanti sanzioni pecuniarie.

Naturalmente dopo qualche iniziale momento di "euforia tatuativa" la pratica è stata pressochè abbandonata visto il costo in mano d'opera pubblica (?!?) e lo scarso interesse dei vari comuni interpellati. La legge non è mai stata abrogata e gli operatori dei servizi sanitari sembrano essersene ricordati da quando i fenomeni legati all'abbandono di cani si sono fatti sempre più frequenti.

Il proprietario di un cane deve denunciarne il possesso presso gli appositi uffici dell'ASL, o, dove possibile, presso quelli del Comune d'appartenenza. Qui all'animale verrà assegnato un numero di codice che il padrone dovrà far tatuare entro tre mesi o dagli stessi servizi veterinari o da veterinari liberi professionisti autorizzati.

L'operazione fatta con un dermografo del tutto simile a quelli usati per l'uomo, non è dolorosa ma sicuramente fastidiosa.
A mio giudizio è quasi sempre necessaria una sedazione sia per una corretta e chiara esecuzione del tatuaggio (a che serve se non si legge?) sia per evitare al cane un inutile e prolungato stress. Fatta con una apposita pinza ad aghi, l'operazione richiede, nei cani adulti, una sedazione più breve ma sicuramente più profonda in quanto manualità piuttosto dolorosa.

Molte ASL praticano, dove esiste un accordo con i comuni, queste procedure direttamente nei paesi di residenza, altre invece costringono i proprietari ad improbabili e scoraggianti spostamenti nelle strutture delle stesse.

Personalmente ritengo che il tatuaggio sia una ottima misura contro la piaga del randagismo ma che questa debba essere effettuata su tutti i cani di proprietà e l'eventuale inadempienza perseguita con maggior cura ed interesse da parte delle competenti autorità. Fatto solo su pochi il tatuaggio non serve a nulla.

Se l'attenzione per il problema resterà la stessa da parte dei comuni e l'anagrafe canina sarà per essi una spina da togliere il più presto possibile e non un valido strumento da utilizzare, difficilmente la convivenza tra uomini e raggiungerà un livello di civiltà sufficiente: i primi continueranno volontariamente a farsi incidere la pelle ma i secondi, purtroppo involontariamente ed impunemente, ad essere abbandonati....


Giovanni il Veterinario





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