LA RUBRICA DEL
VETERINARIO


Giovanni il veterinario vi consiglia sul benessere dei vostri animali
Rubrica inserita nel  Notiziario francorosate - giornale indipendente

Parole chiave: malattie


Dolce problema.


"Non � possibile, non pensavo potesse succedere anche a loro!". E' la classica affermazione dei proprietario quando mi capita d� diagnosticare ad un animale il diabete mellito.

Questa patologia non � sicuramente appannaggio della specie umana, anzi colpisce attualmente cani e gatti con maggior frequenza rispetto al passato sia perch� la loro vita media � decisamente aumentata, sia per le mutate condizioni di vita (eccessiva alimentazione, sedentariet�, ecc.) che rappresentano importanti fattori a rischio.

Tralasciando forme rare o particolari, il diabete classico � una patologia causata dalle cellule beta del pancreas che divengono, per diversi motivi, incapaci di produrre una quantit� sufficiente di insulina, l'ormone che consente l'utilizzo del glucosio da parte dell'organismo animale.

Ne consegue un alterato metabolismo di zuccheri, aminoacidi ed acidi grassi. Il glucosio, accumulandosi nel sangue, innalza la cosiddetta "glicemia" e superata una certa quantit� passa anche nelle urine provocando la nota "glicosuria". Con valori molto elevati l'organismo produce corpi chetonici che oltre a passare anch'essi nelle urine conferiscono all'alito il caratteristico odore di acetone.

Esistono forme di diabete che riconoscono una causa genetica predisponente la quale, associata ai gi� citati fattori di rischio, provoca lo scatenarsi della malattia. Esistono anche forme della patologia provocate da particolari sostanze, dette diabetogene, sia d� tipo farmacologico (es. cortisonici) sia di tipo ormonale (progesterone). Quest'ultimo fisiologicamente prodotto dall'ovaio sia in gravidanza che durante buona parte del ciclo estrale ed usato farmacologicamente per interrompere il calore del cane ha una struttura chimica molto simile all'insulina. Una elevata concentrazione di progesterone pu� quindi inibire la produzionedell'insulina. Non a caso il diabete si riscontra maggiormente nei cani di sesso femminile.

I sintomi che devono allarmare il proprietario sono l'aumento notevole della sete (polidipsia) e della quantit� di urine emesse (poliuria) associate a disturbi alimentari.

Come gi� detto nei casi gravi compare in bocca l'odore di acetone.

Subentrano poi, come complicanze della malattia, una repentina opacizzazione del cristallino che porta il soggetto rapidamente alla cecit�, una minor resistenza alle infezioni soprattutto urinarie e cutanee, lipidosi epatica e turbe neurologiche. La diagnosi viene fatta ambulatoriamente misurando la glicemia a digiuno possibilmente a breve distanza dal prelievo o verificando la presenza di glucosio e corpi chetonici nelle urine. La terapia nei nostri animali vede come unico caposaldo l'utilizzo di insulina in quanto i ben noti ipoglicemizzantii orali impiegati nell'uomo su di essi hanno pochissima efficacia. Ad essa va associato un rigoroso controllo dell'alimentazione, qualitativamente e quantitativamente.

Esiste in commercio un'insulina studiata appositamente per cani e gatti con una durata terapeutica di circa 24 ore.

Purtroppo non tutti gli organismi rispondono in modo uniforme alla somministrazione dell'ormone. Solitamente � necessario verificare pi� volte glicemia e glicosuria nell'arco della giornata e in pi� giorni consecutivi prima di giungere ad una dose ottimale di insulina da somministrare.

Nelle cagne pu� rivelarsi molto utile la sterilizzazione chirurgica mediante ovariectomia.

La sopravvivenza media di un animale diabetico in terapia � stimata normalmente tra i due e i cinque anni.Naturalmente animali malati non curati giungono a morte in un tempo abbastanza breve. Come per l'uomo la prevenzione deve basarsi soprattutto sul controllo dei fattori a rischio tra i quali l'obesit� occupa sicuramente un posto di primo piano. A tal proposito mi preme ricordare che i nostri animali non sono lo sfogo per i nostri "dolci" desideri repressi n� un modo per ridurre la frazione umida della spazzatura di casa.


Giovanni il Veterinario





1