1. Chi  Helen Smith?

Helen Smith era lo pseudonimo datole da Flourony per proteggere la sua vera identit, il suo vero nome era  Elise Catherine Muller. 
Helen Smith nasce nel Vallese nel 1861 e vive poi a Ginevra.  E' all'et di vent'anni che comincia ad avere episodi di glossolalia, precisamente tra il 1892 e io 1897; il suo caso viene preso molto in considerazione da diversi studiosi, in particolar modo da un noto psicologo dell'epoca, di nome Theodore Flournoy.
Gli episodi di glossolalia sono causati da una forma di isteria (stato psicofisico patologico studiato dapprima da Charcot e successivamente da Breuer e Jung) e messo a punto in particolare su Helen Smith; l'isteria  una malattia della mente che causa episodi di allucinazioni, visioni, anche in stato di veglia e sonnambulismo. In poche parole si  soggetti ad una trasfigurazione della realt.  

2. Per quali ragioni il sanscrito parlato dalla medium  di impronta dialettale?

Il sanscrito della medium, quello rinvenuto da Saussure durante le sedute di Trance,  probabilmente di impronta dialettale per via della scarsa purezza delle fonti a cui la Smith si riferiva: Helen conosceva del sanscrito i veda e gli upanisad (testi filosofico-religiosi ritenuti molto importanti soprattutto dai teosofici in quanto tema principale era quello della salvazione dal ciclo delle esistenze). 
Tuttavia possiamo notare negli enunciati della Smith una incredibile variet stilistica, segno che oltre che riferirsi a queste fonti la medium in qualche modo, aveva avuto rapporti anche con fonti pi pure. 
Altro fenomeno che potrebbe spiegare il suo dialetto sanscrito  l'influenza da parte paterna delle varie lingue zingare.

3.	La conoscenza di lingue sconosciute  dovuta, nel caso di Helen Smith, ad empatia-telepatia oppure ad apprendimento?

La conoscenza di lingue sconosciute nel caso della Smith  una conseguenza dello studio di questi linguaggi o comunque ad un contatto molto profondo con essi. Nei suoi contatti con la dottrina teosofica ginevrina la Smith era sicuramente venuta a studiare, o ad avere un profondo contatto, con il sanscrito dei testi mistici, ad esempio quelli della Blavansky che, come sappiamo, usava - cos come i suoi seguaci - una terminologia sanscrita formulata da un punto di vista esoterico, ben diverso da quel che era il sanscrito originale, vero e proprio. Inoltre aveva conoscenze anche di francese, vista la sua origine e poteva attingere inoltre dalle diverse lingue zingara del padre, che aveva riferimenti proprio alle lingue orientali ed indiane.

4. Che cos' la teosofia e su quali principi si basa? 

La teosofia  un movimento culturale e morale fondato nel 1875 con la costituzione della Societ Teosofica fondata da H.P.Blavansky e Steele Olcott. Questa dottrina  nata come reazione neo-spiritualista alle scienze positiviste; dottrina in cui confluivano aspetti/elementi della cultura positivista - come evoluzionismo, magnetismo, elettricit - insieme ad elementi delle diverse correnti della filosofia indiana - come bramanesimo e buddismo - con lo scopo di recuperare l'Antica Sapienza Divina (o esoterica); con questa Sapienza si poteva giungere ad una contemplazione e conoscenza della realt tale da rendere un tutt'uno l'anima e lo spirito dell'uomo con l'anima e lo spirito della natura. Quindi la teosofia nega qualsiasi dualit tra materia e spirito, tra mondo e Dio.
La ricerca della Perfezione spirituale (e quindi anche di quella antica Sapienza esoterica) coinciderebbe - sempre secondo la teosofia - ad una conoscenza dell'essenza di Dio, dell'uomo, del mondo... e, secondo i Maestri di questa dottrina, questa  una conoscenza che d la salvezza. Cos com'era per i mahatma: Maestri, Messaggeri, di spiritualit teosofica, in grado di compiere con la forza del pensiero le pi alte attivit spirituali, come i viaggi astrali.
Terminologia e concetti teosofici furono presi dalla Blavansky da vari e diversi testi quali, upanisadici, induistici, buddistici e indiani, dalla cultura popolare dell'India contemporanea e del Tibet.
La Blavasnky e i suoi seguaci attribuiscono un significato alle parole filosofiche indiane che  ben diverso dal vero lessico sanscrito:  modificato, reinventato al servizio del pensiero occultista. 



5. Fare un esempio di uso di parole di sanscrito teosofiche che hanno un diverso significato dal sanscrito vero e proprio.

a) Ne abbiamo un evidente esempio nella parola Mahatma: come aggettivo, in sanscrito, pu voler dire "nobile e dabbene", "magnanimo". Per gli esoteristi invece, significa "Maestro, Adepto, Messaggero" di spiritualit teosofica. 
b) Altro esempio  quello della parola Karma: termine sanscrito che letteralmente significa "atto di fare" ma che nel sanscrito Vedico (lingua comunque di ispirazione esoterica) significa "cerimonia", "sacrificio", "rito". 

6. Cos' il libro di Dzyan? 

 il libro su cui si basa il pensiero fondamentale della studiosa russa Blavansky.  un libro presentato nella Dottrina Segreta. Conteneva in gran parte invenzioni, adattamenti... e ben poco di antico. Quel poco di originario che c'era proveniva a sua volta da traduzioni apparse nel ventesimo volume di "Asiatic Research", del 1936.
Questo libro riportava le basi della cosmologia e dell'antropologia salvifica, descritte con terminologie prelevate da differenti e talvolta contrastanti tradizioni orientali quali Purana, Upanisad, yoga e buddismo che, bench fossero contrastanti, c'era una concetto fondamentale e presente in tutti: la reincarnazione, secondo la quale avrebbe condotto l'uomo alla Perfezione spirituale in sintonia con l'evoluzione del cosmo.

7. In che cosa consiste il cosiddetto ciclo indiano ?

Consiste in scene orientali, episodi e vicissitudini che Helene Smith vive in stato di trance; lei stessa dice di rivivere nell'India medioevale.	Succede che la personalit che ha la medium in un determinato momento, si "spegne", s'interrompe, lasciando posto ad altre personalit.

8. Nelle lingue extraterrestri possiamo rintracciare similitudini con lingue terrestri ed esistenti?

Possiamo rintracciare delle similitudini (quasi parallelismi) tra il linguaggio marziano, il primo sviluppato dopo il ciclo indiano,  e quello francese con cui la Smith ha avuto contatti nella sua infanzia trascorsa nella Svizzera francofona. Le strutture linguistiche del marziano sono delle trasposizioni, con i debiti cambiamenti fonetici e di significante,  di parole e grammatiche francesi. Quando Flournoy, notata la somiglianza, ne parla alla medium lei per risposta sviluppa una latro ciclo: quello iper marziano la cui lingua perde progressivamente strutture linguistiche e verbali. Successivamente al marziano e all'iper marziano la Smith d origine anche al ciclo Uraniano la cui lingua  ancora pi priva di strutture rispetto all'iper marziano. Queste lingue somigliano molto pi a linguaggi infantili che a vere e proprie lingue: i fonemi che li compongono paiono andare a coprire lo stesso spazio di quelli prodotti dai bambini quando tentano di imparare a parlare. I pianeti comunque si collocano dentro al concetto teosofico di evoluzione planetaria tendente ad una sempre pi alta purezza e vicinanza e comunanza con lo spirito.

9. Che cosa  la glossolalia?

La glossolalia  un fenomeno che si sviluppa in persone affette da malattie mentali quali l'isteria. Il fenomeno semplicemente consiste nella abilit di parlare lingue apparentemente sconosciute oppure non effettivamente esistenti, palesemente inventate. Generalmente la glossolalia si presenta dallo stato di trance.

10. Che cosa  la criptomesia?

La c.  il fatto con cui Jung giustifica la glossolalia di Helene Smith; si tratta di ricordi nascosti (o meglio, "ricordi rimossi" come dice Freud), pi specificamente  l'affiorare di ricordi durante uno stato di trance di conoscenze di cose, luoghi o persone avute durante lo stato di veglia ma con cui non si ha avuto particolare rapporto.




11. Nel Mahabharata si narra della vicenda della principessa Sikhandini, la principessa entra nel ciclo indiano della medium, come e in che ruolo? Il nome del personaggio  stato modificato, in che modo?

La principessa Sikhandini  innanzitutto, gi nella tradizione, un personaggio ambiguo che per intercessione di un demone indiano (yaksa) cambia sesso da femminile a maschile. La principessa , con un nome leggermente modificato, l'alter ego della Smith all'interno del ciclo indiano: Helene Smith sarebbe dunque, all'interno del ciclo indiano, la Principessa Simandini. Tutte le vicende raccontate nella varie sedute di trance nel ciclo indiano, ruota attorno alla figura della principessa. 
Che Simandini sia un nome di fantasia ci  dato pensarlo anche per il fatto che Helene la prima volta che fa riferimento alla sua reincarnazione scrive Simadini anzich Simandini che quest'ultimo sarebbe come un coagulo di una serie di fatti simbolici per la teosofia. La medium oltre a conoscere evidentemente le vicende del personaggio nella tradizione indiana (in qualche modo evidentemente qualcuno, quando lei era piccola, le aveva raccontato la storia), riprende interpretazioni anche dell'ambito teosofico: infatti, una parola in sanscrito di rilevante considerazione  simanta, ossia "limite", "estremit", "confine". Come si pu notare la parola simanta  molto simile al nome Simandini, differiscono soltanto per -nd- e -nt-, trasformazione, questa, dovuta in parte alla conoscenza inconscia del vero nome Sikhandini che ha    -nd- e in parte alla solita questione del fatto che il sanscrito dei teosofi e della medium, sono qua e l dialettali.

12. Come viene definito lo stato di trance?

La trance di un medium in una seduta spiritica  la cessazione dell'emergere dello stato di veglia e, in tal modo, l'emergere di sentimenti inconsci in manifestazioni linguistiche che, in quanto dette, necessiteranno oltre che ad un psicanalista, anche di un linguista (infatti Flournoy chieder, nell'ambito del ciclo indiano, aiuto a De Saussure).
 E mentre Freud parla di inconscio (descrivendo i diversi livelli di conoscenza con il "modello topografico freudiano"), Flournoy parla di intelligenza subliminale (ovvero un'intelligenza che rimane al di sotto dei livelli di coscienza)  e di fenomeni paranormali. 

13. Cos' e come avviene la cinestesia?

All'interno dello stato di trance si possono sviluppare situazioni di cinestesia, totale o parziale, ovvero stati in cui la persona caduta nello stato di sonnambulismo perde percezione di quello che le sta attorno e trasferisce ogni attivit suggeritale dal suo inconscio al suo corpo.
Nel caso della Smith capitava che lei avesse prima stati di catatonia (morte apparente) seguita da stati di sonnambulismo... era come se vivesse una totale immedesimazione di quello che accadeva al suo alter ego e agisse nello stesso modo in cui per esempio agiva la principessa Simandini (o qualsiasi altro personaggio in cui le capitasse di immedesimarsi).

14. Chi  stato spirito guida di Helene Smith?

Lo spirito guida che segu Helene fu Leopld, altro non era che Giuseppe Balsamo, il Conte di Cagliostro. Costui uno dei pi grandi personaggi nell'ambito dell'alchimia e dell'esoterismo.

15. Perch riscontriamo variazioni stilistiche anche molto ampie all'interno degli enunciati della Smith?

Le variazioni stilistiche all'interno degli enunciati della Smith sono conseguenze dirette degli imput linguistici impuri con cui  entrata in contatto. La medium basa, nel suo ciclo indiano, la sua produzione linguistica sulle conoscenze acquisite all'interno del circolo teosofico e il sanscrito e le lingue indiane l apprese erano particolarmente poco pure per via della mancanza di testi originali su cui studiare e la variabilit storica delle fonti. Saussurre, chiamato da Flournoy a identificare il sanscrito della medium ha rinvenuto variet linguistiche diverse, negli enunciati della medium. Variet linguistiche generalmente utilizzate in modo scorretto, mescolando stili diversi. Ad esempio in alcune frasi colloquiali la Smith utilizza parole provenienti da variet linguistiche assolutamente differenti e incompatibili. 
