| MASSIMO | ||||||||||||||||||||||
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| In ricordo | ||||||||||||||||||||||
| 12 novembre 2003. Comincio dalla fine. Da un nome scritto su un elenco e provo a ricordare una storia ed un volto. Giornali, immagini, interviste, politici, esequie militari. Paura, tristezza. Ne � passato di tempo, Massimo, da quando sei arrivato al liceo scientifico L. Pasteur, periferia Nord di Roma, piccoletto e curioso. Venivi da Udine, figlio di un ufficiale dell'esercito, ma per noi ragazzi era importante solo che sapevi giocare a pallone e che sapevi divertirti. Belli quegli anni, quando tutto era possibile e nuovo. Tre anni di scuola, per poi perdersi e provare a diventare uomini. In tutti questi anni trascorsi altrove abbiamo fatto cose, viaggiato, vissuto e cercato una strada. Com'� difficile riconoscerti adesso, con la divisa e le armi indosso e fissarti per sempre in un ricordo. L'elmetto calato non nasconde gli occhi buoni, di brava persona. Dove siamo andati a finire? Nel lampo accecante di una bomba, in una vita ordinaria e tranquilla. Ciao Massimo. |
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| "Breve il tempo - Eterno l'onore" | ||||||||||||||||||||||
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