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Tra le ultimissime uscite immatricolate fine 88 spicca anche "Neurodeliri", quarto importantissimo album per i Bulldozer,
che con il disco precedente hanno dovuto pagare un pesante dazio all'ottusit� ed alla prevenzione di certa stampa europea. Dal
bassista, cantante ed ora anche tastierista AC Wild, abbiamo saputo i propositi e le aspettative del gruppo.
"Neurodeliri" rappresenter� una tappa fondamentale nel proseguito della carriera dei Bulldozer e ci auguriamo che venga valutato
con serenit� per quello che realmente vale. Avete pubblicato "Neurodeliri" a poca distanza da "IX". Ci� � dovuto per caso alla voglia di riprendersi un pronto riscatto? "Assolutamente no! "IX" e uscito molto in ritardo rispetto ai tempi in cui era stato composto ed inciso, perch� il primo lato era stato registrato addirittura nel febbraio dell'87. Il disco sarebbe dovuto uscire nell'estate di quell'anno ma poi a causa di contrasti con la Roadrunner abbiamo perso un sacco di tempo. Si pu� quindi dire che "IX" � uscito in ritardo, mentre il nuovo disco ha rispettato i tempi. Non cerchiamo riabilitazioni, perch� personalmente non sono affatto pentito del mio lavoro su "IX" che anzi, se letto con eccezioni, � piuttosto squallida." "Neurodeliri" � dedicato a Dario Carria, uno dei membri fondatori dei Bulldozer, morto suicida quasi un anno fa. Mi sembra un brano molto sentito... "E' un pezzo di puro feeling, tanto � vero che la concentrazione che abbiamo utilizzato per farla � stata superiore al solito, perch� � qualcosa di veramente sentito, sia nei confronti di questo ragazzo, che aveva del talento che non gli � stato mai riconosciuto, che di tutti quegli artisti, che seppure non famosi, hanno qualcosa di molto forte dentro. "Minkions" � il rovescio della medaglia: le superstars acclamate da tutti e che in realt� dal lato artistico non sono che dei fantocci mossi dall'alto. Questi due pezzi sono come una medaglia a due faccie dove praticamente io inverto quei valori che vengono invece conclamati da tutti: lo sfigato nella spazzatura e la star nell'olimpo" A livello musicale la novit� che balza subito all'orecchio � l'uso delle tastiere fatto abbastanza inusuale nel Thrash. Come � nata questa decisione? "L'idea era gi� venuta in mente in occasione delle registrazioni della seconda parte di "IX", ma � stata messa in pratica adesso per avere il tempo di lavoraare bene su questa storia. Novello Jon Lord... "No, in realt� le cose sono abbastanza facili. Si tratta di scalette ben studiate perch� non sono un grande tastierista e quindi non riesco ad improvvisare. Forse � l'uso della leva che da quel senso di bravura. E' una trovata non troppo impegnativa ma divertente che fa da controvoce agli assoli di chitarra." I pezzi sono tutti nuovi o ci sono stati dei ripescaggi dal repertorio?" "C'� "We Are Fuckin' Italian" che � stato scritto tra il primo e il secondo album, quindi del'85. Aveva lo stesso significato che ha oggi, perch� gia a quel tempo , quando ci davano dei Venom-cloni, avevamo capito che la critica inglese amava essere stronza con i musicisti italiani e quindi avevamo preparato una risposta che � poi rimasta nel cassetto. Ora che hanno dimostrato in modo spudorato di essere in malafede l'abbiamo rispolverata." Oltre al discorso delle tastiere, la vostra ricerca di sonorit� � stata sviluppata anche per gli altri strumenti? "Abbiamo cambiato un po tutte le sonorit�, a cominciare dalla batteria, che ha dei suoni campionati, come del resto tutte quelle dei gruppi thrash metal americani. Il suono campionato � meno sporco e quindi lascia maggior potenza alla chitarra." Quando pensate di raggiungere la pace dei sensi e fare il voltafaccia tipo Celtic Frost o Voivod? "Personalmente non ho mai creduto nella sincerit� dei Celtic Frost, anche perch� li ho conosciuti personalmente. Hanno inventato dei buoni articoli per dare un feeling ai loro pezzi, ma il cambiamento che hanno fatto ha confermato il mio sospetto. In una certa misura un musicista professionista � quasi condannato a seguire dei canoni per fare dei quattrini. Noi, non essendo ancora schiavi del sistema, siamo in grado di esprimere con pi� libert� quello che vogliamo, tanto � vero che se dal punto di vista commerciale e delle vendite, siamo abbastanza distanti da questi gruppi, nello stesso modo io ritengo senza falsa modestia che dal lato artistico c'� la stessa differenza, per� a nostro favore." Torniamo e "Neurodeliri". C'� il secondo atto della saga dedicata a Cicciolina.... "E' un secondo aspetto della Staller. Non � una ripetizione della stessa idea. Prima abbiamo messo in evidenza il lato sessuale, mentre adesso c'� un'approvazione del suo modo di fare politica." Ci vuoi parlare anche di "Impotence"? "Quella � una raffinatezza che voglio spiegarvi. Se ad un certo punto mi hanno condannato per la storia di "Mysoginist" io penso che una persona che non ha problemi sessuali si sarebbe fatta due risate. Se io tratto come tab� la paura delle donne o condanno chi tratta questi argomenti significa che ho qualcosa che non va. Se leggiamo dei trattati di sessuologia e teniamo conto di alcune indagini a livello mondiale si scopre che nei paesi nord.europei, l'impotenza � un problema largamente diffuso. Il nordico per esempio non conosce quei modi di fare che al latino permettono di risolvere certe situazioni." Come pensi che verr� accolto il nuovo album? "Mah, � una grossa incognita! E' un album che pu� finire nel dimenticatoio come pu� anche venir fuori. Ha qualche chances in pi� rispetto a "IX" m ala situazione resta comunque difficile." Siamo in chiusura e quindi parliamo dell'atto conclusivo di "Neurodeliri" : "Willful Death". Un brano un p� a sorpresa, no? "E' un vecchio dark riarrangiato che va a ricollegarsi con l'iniziale "Neurodeliri". Se il primo esprime rabia, vendetta di chi � stato accantonato e si presenta al pubblico come uno spirito risorto, l'ultimo pezzo � fondamentalmente triste. Nel finale viene ripreso il tema iniziale che rappresenta un p� come l avista al cimitero dove praticamente uno si trova con una pietra tombale e basta." |
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