"The Beast In The East"


E' fuori il nuovo ellep� dei mega-thrashers Bulldozer: Si tratta del pluriannunciato "live" in Polonia. Questo � il fantozziano resoconto dell'esperienza d'oltrecortina. E' con noi come al solito AC Wild e con lui vogliamo proprio ripartire dall'inizio di quest'avventura, ovvero il trasferimento Milano-Katowice... "E' stata una specie di Odissea. Secondo gli accordi contrattuali sono venuti a prenderci due polacchi con un semi-tragico minibus (carrozzeria Peugeot, motore Citroen, telaio Fiat). Naturalmente quando sono giunti a Milano dalla pompa del gasolio fuoriusciva uno zampillo di carburante direzione motore. Dopo che un meccanico italiano ci ha tolto dai pasticci siamo partiti stracarichi di equipaggiamento e con 250 litri di gasolio sotto il culo. Dato il poco ortodosso stile di guida del conducente, il nostro pensiero richiamava costantemente il compianto Gaetano Scirea. Le dogane cecoslovacche sono state poi allucinanti: soste semi-eterne, motore spento, temperatura esterna -20� e quindi temperatura interna da +18� a -1�. Fortunatamente � spuntato fuori un doganiere che ci conosceva e che quindi ci ha risparmiato 5-6 ore di attesa supplementare, in cambio di alcune t-shirts e di alcune foto autografate."

-Cos� siete arrivati alla meta. Come siete stati sistemati a Katowice?
"Siamo stati alloggiati in un albergo a quattro stelle dove secondo gli organizzatori avrebbe pernottato anche la Juve. Lenzuola a brandelli, forse lavate venti giorni prima, pe� prive di 'carte geografiche'. Temperatura nella stanza -15� dato che c'era una finestra che non si chiudeva. Abbiamo dovuto metter su una tenuta d'alta quota modello "Messner sul K2".

-Mi dicevi prima di iniziare l'intervista che le cose sono migliorate quando si � trattato del lato tecnico...
"S�, l'organizzazione oltre ad un potentissimo impianto, gi� usato da Metallica ed Helloween, ci forniva uno studio mobile a 16 piste che � stato piazzato in uno dei vari spogliatoi di questo Palazzo dello Sport, che comprendeva al suo interno un campo di calcio regolamentare coperto e con tribune da un solo lato. Esistevano problemi tecnici e logistici ma per fortuna abbiamo ingaggiato il nostro amico Andy Leonardi che reduce da un esperienza americana con Lay Out e Skid Row ha risolto tutto alla grande. Tra l'altro � lui che poi ha fatto il missaggio del disco e posso dire con franchezza che gli stessi nostri dischi da studio sono decisamente inferiori in quanto a sonorit�."

-Come avete vissuto i momenti prima del concerto?
"La situazione era carica di tensione, non tanto per il pubblico (4.500 paganti) ma perch� tutti i microfoni che avevamo posizionato con cura durante il sound-check erano stati spostati durante le esibizioni dei gruppi di supporto. Cos� in mezzora abbiamo dovuto rifare tutto davanti alla gente rimanendo nascosti dietro gli amplificatori. Dato che un concerto era stato annullato ci siamo dovuti giocare tutto in una serata. Non potevamo fallire: un solo errore avrebbe potuto mandare a monte un progetto al quale lavoravamo da mesi. Il pubblico � stato eccezionale e si ente anche nella registrazione. Abbiamo iniziato intorno alle 22 dopo che gi� si erano esibite bands come Turbo e Alastor. Noi eravamo concentratissimi data la posta in palio. In studio puoi rifare un pezzo anche 30 volte ma in questo caso no."

-Ci puoi anticipare la scaletta che ritroveremo logicamente anche sul disco?
"Preferisco non svelare la sorpresa ma senza dubbio il pezzo pi� riuscito � stato "The Derby" che questa volta � stata eseguita in versione milanista con la incredibile partecipazione del pubblico. A proposito di questo voglio dire che mi ritengo un tifoso sportivo: seguivo il Milan allo stadio sopratutto quando era in serie B. Credo che gli incitamenti da stadio siano sempre eccitanti, indipendentemente dalla squadra sostenuta. Per esempio in Sardegna abbiamo dedicato lo stesso brano a Virdis e gli ultras del Cagliari si sono scatenati incitando la loro squadra, anche quella versione era da registrare."

-Insomma, durante il concerto � andato tutto bene...
"S', nonostante alcune pause forzate per cambiare i nastri di registrazione. Sfortunatamente poi alcune ragazze che cercavano di raggiungerci al di l� delle transenne sono state spazzate via del servizo d'ordine: cos� siamo andati in bianco alla faccia delle voci che girano circa l'abbordabilit� delle ragazze polacche. In conclusione comunque abbiamo ricevuto un sacco di complimenti anche se l'esperienza � stata pi� divertente per chi era sotto il palco."

-E cos� vi siete incamminati per il ritorno a Milano...
"Gi�, tragico come all'andata. Abbiamo anche accompagnato una 'budellona' cecoslovacca che abitava sulla strada del ritorno. Ci siamo divertiti a compiere assalti di ogni genere, morale: tante ristae, ma sesso zero. Era destino. A met� strada l'ultima prova: la pi� drammatica. Sosta al confine tra Cecoslovacchia e Austria. La prima fase d'attesa � durata circa 4 ore a motore spento. La temperatura esterna era gi� sotto lo zero quando un impassibile doganiere ha preteso una perquisizione a tappeto. Solo io ero sveglio e ho proceduto in tenuta da Himalaya allo sdoganamento della strumentazione. Il resto della truppa dormicchiava infreddolita. Di colpo ci hanno aperto porte e sportelli pretendendo lo scaricamento di tutto l'equipaggiamento. Erano le 5 del mattino e il vento siberiano ha trasformato il minibus in un freezer a quattro stelle. Al termine della perquisizione ho dato vita ad un 'pogaggio' forsennato per ridare movimento agli arti della truppa che oramai come nella migliore tradizione fantozziana sembrava destinata ad essere venduta in trance alla Findus."

-Ora che il disco � furoi pensi che sia valsa la pena di affrontare tutte queste peripezie.
"Certo, sono veramente soddisfatto. Si sente inequivocabilmente che il live � vero. Ci sar� anche qualche sbavatura nell'esecuzione, ma l'atmosfera, i suoni, il pubblico e l'ambiente sono nettamente pi� elettrizzanti rispetto a un disco da studio dove tutto � pi� artificiale e freddo. Tutto sommato abbiamo avuto la fortuna di trovarci nelle condizioni di poter realizzare un vecchio sogno."

-Questo � il prima e il dopo di "Alive in Poland".
I Bulldozer lo hanno vissuto in prima persona, ma come ha detto AC Wild, dai solchi del vinile esce un'energia tutta aprticolare che permette a chi ascolta di ricostruire con la fantasia e seppur parzialmente quella magica notte del 17 novembre 1989!


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