Introduzione alla Fisica delle Radiazioni


Concetti di base

  • Con la dicitura radiazioni si raggruppano una moltitudine di fenomeni, tra loro anche differenti, che hanno però in comune il trasporto di energia nello spazio. Sono radiazioni, ad esempio, la luce visibile, le onde radiotelevisive, le emissioni di particelle o di fotoni X o gamma da parte di un elemento radioattivo. L'energia trasportata dalla radiazioni viene ceduta quando la radiazione interferisce con la materia attraversata.
  • Quando una radiazione ha energia sufficiente può ionizzare il mezzo attraversato, ossia produrre cariche positive e negative.
  • A seconda che la ionizzazione del mezzo irradiato avvenga per via diretta o indiretta le radiazioni vengono distinte in radiazioni direttamente ionizzanti e radiazioni indirettamente ionizzanti.
  • Esempi di radiazioni direttamente ionizzanti sono le particelle cariche elettricamente, come le particelle a e le particelle b . Esempi di radiazioni indirettamente ionizzanti sono invece i fotoni x e g e i neutroni.
  • Le radiazioni possono anche essere distinte in corpuscolate, ossia dotate di massa come le particelle cariche elettricamente e i neutroni, e radiazioni non corpuscolate, come i fotoni x e g che non hanno nè massa nè carica.
  • I fotoni viaggiano nello spazio (anche vuoto) sotto forma di onde elettromagnetiche che sono la propagazione sinusoidale delle intensità dei campi elettrico e magnetico e che possiedono tre caratteristiche: lunghezza d'onda , frequenza (cicli/sec o Hertz) e velocità (la velocità della luce nel vuoto è pari a 300000 km/sec ). Lunghezza d'onda e frequenza sono tra loro inversamente proporzionali, secondo la formula:
     
    L'energia dei fotoni è direttamente proporzionale alla loro frequenza, secondo la formula:
     
    ove è la costante di Plank pari a 6.6 x 10-34 joule sec.
  • L'energia delle radiazioni si misura in elettronvolt (eV). 1 eV è l'energia che una carica elettrica unitaria (come un elettrone) acquista attraversando una differenza di potenziale di un Volt. Multipli sono il keV (1.000 eV), il MeV (1.000.000 eV), il GeV (1.000.000.000 eV).

     



    La Struttura della Materia

     

    L'Atomo

    L'atomo è la più piccola parte della materia che conserva le proprietà chimiche di un elemento; è composto da un nucleo centrale, circondato da elettroni che orbitano attorno ad esso.Nel MODELLO DI BOHR-RUTHERFORD DELL'ATOMO la carica positiva e la quasi totalit� della massa atomica sono concentrate nel nucleo ( 10e-15 �10e-14 m ), mentre gli elettroni descrivono orbite aventi dimensioni di 10e-10 m attorno ad esso. Poich� le forze che si esercitano tra il nucleo e gli elettroni sono di natura elettrica, secondo le leggi della fisica classica questi ultimi dovrebbero perdere progressivamente energia per irraggiamento ed infine venire assorbiti dal nucleo, per effetto dell'attrazione che si esercita tra cariche di segno opposto. Per rimuovere questa contraddizione teorica, Bohr propose le cosiddette "condizioni di quantizzazione":
  • 1. il momento angolare dell'elettrone orbitale pu� assumere solo valori discreti,
  • 2. sono permesse solamente orbite discrete,
  • 3. sono consentite solo energie elettroniche discrete.

    Gli elettroni, oltre ad orbitare attorno al nucleo, ruotano attorno al proprio asse (come in una trottola) in senso orario od anti-orario.(Spin) Ciascuno degli elettroni ruota sul proprio asse e descrive attorno al nucleo orbite che intessono una superficie immaginaria che racchiude il nucleo in un "guscio" (o shell) contraddistinto da valori numerici discreti ( Raggio, Energia, Grado di eccentricit�).

    Il potenziale di ionizzazione rappresenta l'energia che viene richiesta per estrarre un elettrone, ossia il lavoro necessario per allontanare l'elettrone dallo ione positivo, vincendo le forze di attrazione coulombiane che agiscono tra le due cariche.

    Il potenziale di ionizzazione dipende principalmente dalla carica nucleare e dal volume atomico (distanze). Questa dipendenza conferisce agli elementi appartenenti ai gruppi che si trovano pi� a destra della tavola periodica degli elementi, dei potenziali di ionizzazione particolarmente elevati.

    Il potenziale di ionizzazione viene misurato in elettronvolt (eV). Un elettrone accelerato da una differenza di potenziale di 50000 Volt acquista una energia cinetica di 50 keV, Una particella alfa accelerata dallo stesso potenziale acquista una energia doppia perch� ha una carica doppia, ma una velocit� molto minore perch� ha una massa 4 volte quella del protone che a sua volta ha una massa circa 1836 volte maggiore di quella dell'elettrone

    La Ionizzazione pu� essere provocata dalla interazione dell'atomo o dell'elettrone con "Radiazioni Ionizzanti" ( natura Elettromagnetica o Corpuscolare)

    Esempi : Litio = p.i. 5,39 eV ; Azoto = p.i.14,52 eV; Ossigeno = p.i. 13,61 eV.

    Qualsiasi particella � generalmente in grado di produrre ionizzazioni. Non � altrettanto vero per i fotoni dell' intero spettro delle radiazioni elettromagnetiche. Se si considera come discriminante la capacit� di produrre la scissione della molecola d'acqua (radiolisi) , si possono includere nella categoria delle radiazioni ionizzanti, anche i fotoni (raggi x e g). di energia superiore a qualche decina di eV.

     

  • Nucleo

     

     

    n numero quantico principale che determina l'energia del nucleone nell'orbita
    l numero quantico azimutale che caratterizza la forma dell'orbita
    j numero quantico che esprima la direzione di rotazione del nucleone sul suo asse (spin)
    m numero quantico magnetico in relazione con l'orientazione dell'orbita nello spazio

     

    Per il principio di esclusone di Pauli su ogni orbita nucleare permessa non possono muoversi insieme più di un protone e di un neutrone.

    Modelli Nucleari

    1. Modello a goccia - L'energia di legame (circa 8 MeV/nucleone) e la densit� della materia nucleare sono considerate praticamente indipendenti dalla massa nucleare in analogia con una goccia di liquido dove il calore di evaporazione e la densit� sono indipendenti dalle dimensioni della goccia stessa. Sempre in analogia con la goccia, in questo modello sono presenti effetti di superficie, dovuti ai nucleoni pi� esterni.
    2. Modello a strati (o a shell) - Il modello a goccia spiega le propriet� del nucleo senza per� considerare quelle dei singoli nucleoni. Il modello a strati estende al nucleo alcune delle propriet� del modello atomico, assegnando ai singoli nucleoni orbite individuali ben definite, all'interno di una buca di potenziale, dove agiscono forze nucleari attrattive. Quando il numero di neutroni o protoni corrisponde ai cosiddetti "numeri magici" (2, 8, 20, 28, 50, 82 e 126) i nuclei sono particolarmente stabili, mentre nucleoni successivamente aggiunti risultano debolmente legati (1 - 2 MeV). Secondo il modello a strati, all'interno del nucleo i nucleoni si riuniscono in coppie del tipo n-n e p-p. I decadimenti pi� favoriti sono quelli che avvengono tra gli stati fondamentali di nuclei pari-pari (N = 2x, Z = 2y), in quanto essi non provocano alcuna variazione del momento angolare totale del nucleo (somma dei momenti angolari dei nucleoni). Ci� chiarisce il motivo per cui le particelle a possiedono un'energia ben definita, corrispondente alla differenza tra gli stati energetici del nucleo padre (stato fondamentale) e del nucleo progenie (stato fondamentale od eccitato). Una transizione g avviene invece tra due differenti stati energetici (ad esempio eccitato e fondamentale) del nucleo progenie. Le cosiddette Regole di Selezione, stabiliscono quali sono i livelli energetici nucleari tra i quali la transizione � maggiormente favorita (o proibita). Tali regole possono rallentare le transizioni elettromagnetiche al punto che lo stato eccitato viene ad assumere una vita media molto lunga (>0,1s), nel qual caso viene detto stato metastabile o isomerico. Spesso, la transizione isomerica entra in competizione con un differente meccanismo di diseccitazione denominato conversione interna.

    Legame nucleare


  • Elettroni

     

     

    Tabella riassuntiva delle caratteristiche delle tre particelle fondamentali costituenti un atomo
    Particella Carica Massa relativa Kg amu MeV
     Elettrone -1 1 9.10*E-31 0.000549 0,511
     Protone +1 1836 1673*E-27 1.007277 938,26
     Neutrone 0 1840 1675*E-27 1.008665 939,55


    La massa a riposo del neutrone � leggermente maggiore di quella del protone (di circa 1,29 MeV)

     


    In generale, mentre per la distinzione di una specie chimica da un'altra si è soliti usare una simbologia che si riferisce solamente all'elemento chimico X , per individuare una specie fisica (nucleare), ossia un nuclide, si usa la notazione

    dove in alto a sinistra dell'elemento chimico X compare il numero di massa A e in basso il numero atomico Z. Ad esempio

    è un nuclide dell'ossigeno (O indica il simbolo dell' elemento chimico considerato).

    In base ad A, Z e N i nuclidi possono classificarsi in:

     

  • Isotopi

    In Medicina Nucleare si sfruttano proprio le proprietà dei radioisotopi, a scopo diagnosico, terapeutico e di ricerca.

     

     

     

     

     

     

     
    Differenze tra isotopi, isobari, isotoni e isomeri
    Numero atomico
    Numero di massa
    Numero di neutroni
    Proprietà chimiche
    Isotopi
    Uguale
    Diverso
    Diverso
    Uguale
    Isobari
    Diverso
    Uguale
    Diverso
    Diverso
    Isotoni
    Diverso
    Diverso
    Uguale
    Diverso
    Isomeri
    Uguale
    Uguale
    Uguale
    Uguale

     

     



    Decadimento radioattivo
     

    La stabilit� di un nucleo dipende dal rapporto Protoni/Neutroni. Quando questo rapporto � prossimo all'unit� come generalmente avviene nei nuclei leggeri, il nucleo � stabile. Se invece il numero dei neutroni supera abbondantemente quello dei protoni (come in alcuni nuclei pesanti) si ha un nucleo instabile. In questo caso, il nucleo tende spontaneamente a trasformarsi ( Decadimento, Disintegrazione) per raggiungere uno stato energicamente pi� favorevole,( un pi� congruo rapporto tra protoni e neutroni). Questo fenomeno non � influenzato da agenti esterni. Il nucleo instabile decade in un nucleo Progenie attraverso

     

    • Decadimento alfa (2 neutroni + 2 protoni),
    • Decadimento beta (1 elettrone positivo o negativo),
    • Cattura elettronica.
    In ciascuno di questi casi si potr� avere o meno emissione di radiazioni fotoniche ( x; gamma).In natura esistono circa 1300 nuclidi diversi a fronte di circa un centinaio di elementi chimici. Tali nuclidi si possono ottenere combinando i possibili valori di Z (da 1 a 102) con i possibili valori di A (da 1 a 260). I 4/5 di questi nuclidi ha una composizione nucleare che li rende energeticamente instabili. Tali specie nucleari sono chiamati radionuclidi e si portano in condizione di stabilità energetica attraverso l'emissione di radiazione corpuscolata o elettromagnetica.
    Il decadimento radioattivo o disintegrazione è quindi il processo di trasformazione, con liberazione di energia nucleare, di un radionuclide padre, in un nuclide figlio, il quale può essere a sua volta stabile o instabile. Se il figlio è stabile, il processo di decadimento è terminato. Se anche il figlio è instabile, inizia un nuovo processo di decadimento che può essere differente rispetto a quello del suo predecessore.
     


     


    Emivita fisica (T1/2)

    Il tempo che trascorre affinchè un nucleo instabile decada è soggetto ad una legge probabilistica e caratteristico per ogni radionuclide. Si definisce emivita o tempo di dimezzamento T1/2 il tempo che deve trascorrere affinchè la metà dei nuclei di un dato radionuclide vada incontro a decadimento. Tale tempo può variare tra le frazioni di secondo a milioni di anni.

    Formula di decadimento

    Il decadimento di un radionuclide può essere espresso dalla funzione:   


     


    Attività

    Altre formule utili:

    Isotopo
    E.media (keV)
    E.max (keV)
    Trasformazione��� nb/ Decadi.
    Emivita
    H-3
    5,7
    18,6
    Decadimento Beta-1
    12,3 anni
    P-33
    76,6
    Decadimento Beta-

    25,4 giorni

    P-32
    694,7
    1710
    Decadimento Beta-1

    14,29 giorni

    C-14
    49,5
    158
    Decadimento Beta-1

    5730 anni

    Cr-51

    g��� 320 keV

    x��� 4,95 keV

    x��� 4,94 keV

    Auger 5,38 keV

     
    -
    Cattura Elettronica

     

    27,7 giorni

    I-125

    g��� 35,5 keV

    e conv.inter�� 30,5 keV

    e conv.inter�� 34,6 keV

    x��� 35,4 keV

    x��� 27,4 keV

    x��� 27,2 keV

    -
    Cattura Elettronica

     

     

     

    60,14 giorni

    S-35
    48,8
    -
    Decadimento Beta-
    87,44 giorni

     

     


    Decadimento alfa

    La particella alfa è un nucleo di elio (costituito da 2 protoni e da 2 neutroni) e presenta doppia carica elettrica positiva. Origina dal decadimento di atomi pesanti che si trasformano in elementi più leggeri attraverso la perdita di 4 nucleoni.

     

     
    Il passaggio di una particella alfa attraverso un mezzo provoca, a causa della carica elettrica +2 e della massa 7400 volte maggiore di quella dell'elettrone, la ionizzazione di un gran numero di atomi (ionizzazione primaria) per attrazione degli elettroni. Ne consegue la creazione di un gran numero di coppie di ioni, consistenti in ioni negativi (elettroni liberi) e ioni positivi (l'atomo al quale è stato rimosso l'elettrone), che possono produrre un'ulteriore ionizzazione del mezzo (ionizzazione secondaria).
     

    IONIZZAZIONE ALFA

     

     

    Il processo di ionizzazione primaria causa una lenta perdita di energia cinetica da parte della particella alfa, che continua la sua corsa riducendo gradualmente la velocità finché si lega a due elettroni e si trasforma in un atomo di elio, con carica elettrica neutra. Poiché in aria ogni ionizzazione richiede in media 34 eV, una particella alfa con energia di 3.4 MeV produrrà circa 100.000 ionizzazioni e percorrerà circa 2 cm prima di fermarsi e diventare elettricamente neutra.

     

      • La Ionizzazione Specifica in aria è pari a 60000 ionizzazioni / cm (per una radiazione di 1 MeV).

    Decadimento Beta

     

    Una particella beta è un elettrone ad alta velocità che fuoriesce da un nucleo in disintegrazione.
    Tale particella può avere carica negativa unitaria (ß-, decadimento beta negativo), o carica positiva unitaria (ß+, decadimento beta positivo). In ogni caso la massa è identica a quella dell'elettrone.

    In base al principio di indeterminazione di Heisemberg, non � possibile confinare un elettrone in una regione di spazio dell'ordine di 10e-15 m, in quanto esso acquisterebbe una energia cinetica tale da richiedere, per mantenere il suo confinamento, una energia potenziale inammissibile.

    • Decadimento Beta negativo

     

     




     

    Cattura elettronica

    Transizione isomerica

     

     

    DECADIMENTO 99Mo -> 99Tc

    CON TRANSIZIONE ISOMERICA

    99mTc -> 99Tc


     
    Fotoni x e g

     

    La diseccitazione energetica di nuclei instabili conduce alla liberazione dell'energia in eccesso sotto forma di radiazioni gamma. I fotoni g come i fotoni x sono radiazioni elettromagnetiche: non hanno massa né carica e viaggiano alla velocità della luce (300000 km/sec).

    L'unica differenza tra i fotoni g e i fotoni x è la loro origine: i g sono prodotti a seguito di riequilibri energetici del nucleo, mentre gli x originano da riequilibri energetici del mantello elettronico dell'atomo.

    Interazioni dei fotoni con la materia

    I fotoni x e g trasferiscono la loro energia alla materia che attraversano, per mezzo di complesse interazioni con i nuclei e gli elettroni atomici. Alcune di queste interazioni provocano la fuoriuscita di un elettrone orbitale da un atomo, con conseguente ionizzazione, o la creazione di una coppia elettrone-positrone. A loro volta, questi elettroni producono ionizzazione del mezzo. Il fenomeno della ionizzazione è alla base del meccanismo per il quale le radiazioni ionizzanti producono effetti radiobiologici e possono essere rivelate.
    Tra le varie possibili interazioni dei fotoni g con la materia, solo alcune possono essere di qualche interesse in medicina nucleare:

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