La radioterapia interna o intracavitaria consiste nell’introduzione della sorgente radioattiva direttamente nel tumore o nelle sue immediate vicinanze da dove emette la dose di radiazione richiesta. Il materiale radioattivo ha solitamente la forma di un tubicino di metallo sigillato, ma per alcuni tipi di tumore è più indicata una sostanza radioattiva in forma liquida, che può essere somministrata come bevanda oppure per endovena.

Se dovete essere sottoposti a radioterapia interna, verrete ricoverati in ospedale per qualche giorno fino alla rimozione dell’impianto radioattivo oppure finché non avrete smaltito ogni traccia di radioattività.

Quali misure di sicurezza vengono adottate durante il trattamento?

A causa del rischio di esposizione a radiazioni per il personale ospedaliero e per i vostri familiari e amici, è necessario adottare alcune misure di sicurezza fintanto che la sorgente radioattiva è in sito. Gli infermieri che si prendono cura di voi vi spiegheranno più dettagliatamente in cosa consistono tali limitazioni prima di iniziare la radioterapia.

Ogni ospedale ha la sua routine ed è opportuno che prendiate contatti con il centro con un certo anticipo per discutere insieme al personale medico e infermieristico che cosa succederà. Normalmente verrete ricoverati in reparto il giorno prima del trattamento in modo che gli infermieri possano rivedere la procedura insieme a voi.

Questo è il momento adatto per chiedere e può essere utile predisporre un elenco di domande in modo che nulla vi sfugga di mente. Probabilmente verrete sistemati in una stanza secondaria, lontano dal reparto principale. Potrete essere sistemati in una stanza singola oppure in una a due letti insieme ad un altro malato che si sottopone allo stesso trattamento. Ai lati del letto potranno essere collocati degli schermi di piombo per assorbire eventuali radiazioni.

Il personale medico e infermieristico rimarrà nella stanza solo per il tempo strettamente necessario ad accudirvi. Al personale ospedaliero e ai visitatori si consiglia di non avvicinarsi troppo al letto in modo da ridurre l’esposizione alle radiazioni. Uno strumento detto contatore di Geiger potrà essere usato per determinare il livello di radiazioni all’interno della stanza. Gli infermieri possono essere dotati di un piccolo contatore.

Le visite saranno limitate e in ogni caso i visitatori potranno rimanere all’interno della stanza o stare seduti all’estremità del letto solo per poco tempo, ammesso che ciò sia consentito. I visitatori potranno comunicare con voi dall’esterno attraverso un citofono. I bambini e le donne gravide non verranno ammessi. Queste precauzioni possono indurre in voi un senso di isolamento, oltre a far nascere la paura - che forse già nutrite - nei confronti del trattamento.

Ognuno reagisce alla paura in maniera diversa: alcuni preferiscono sapere tutto sul trattamento a cui vengono sottoposti, mentre altri ritengono sia meglio sapere il meno possibile. Se desiderate delle spiegazioni, il personale in servizio nel reparto sarà ben felice di aiutarvi. Parlare al personale, ai familiari o agli amici spesso giova a liberarsi da paure e preoccupazioni. Forse resterete nella camera singola per poco tempo, a volte solo per uno o due giorni. Potrete portare con voi libri e riviste, guardare la televisione e ascoltare la radio. Le misure di sicurezza sono necessarie solo finché il materiale radioattivo è in sito. Prima e dopo il trattamento potrete ricevere visite agli orari consentiti.

Alcuni malati sono preoccupati dal fatto di emettere radioattività anche al termine del trattamento e di costituire, quindi, un pericolo per i familiari e gli amici. Se vi è stata inserita una sorgente radioattiva, non avete motivo di preoccuparvi. Non appena questa verrà rimossa, ogni traccia di radioattività scomparirà. Se la radioterapia è stata effettuata somministrandovi la sostanza radioattiva in forma liquida, dovrete di norma smaltire la radioattività prima di essere dimessi. Prima di lasciare l’ospedale sia voi che i vostri effetti personali verrete vagliati per essere certi che non ci sia più traccia di radioattività. Una volta dimessi dovreste essere in grado di svolgere le normali attività.

Inserzione di cesio

Questo tipo di radioterapia intracavitaria viene usato per il trattamento del carcinoma della portio, dell’utero e della vagina. La sorgente radioattiva più comunemente usata è il cesio 137 (Cs137). Il cesio viene immesso in un applicatore (o in vari applicatori) per essere mantenuto fermo in sede. L’applicatore, simile ad un tampone, viene introdotto in vagina in anestesia generale o in stato di sedazione in sala operatoria.

Nello stesso tempo si può inserire in vescica un catetere urinario. Ciò vuol dire che non dovrete preoccuparvi di mettere e togliere la padella e rischiare di spostare l’applicatore. Una volta che questo è stato introdotto in sede si effettuerà una radiografia per verificare che sia stato collocato nella giusta posizione. A volte il materiale radioattivo viene immesso nell’applicatore in sala operatoria, ma più comunemente verrà immesso dopo che sarete tornate in reparto. Per questa metodica sentirete parlare di postcaricamento (o afterloading).

Per mantenere l’applicatore nella giusta posizione si introduce in vagina un tampone di cotone o garza, che può risultare fastidioso e può darsi che abbiate bisogno di farvi somministrare degli analgesici. Quando il materiale radioattivo è stato immesso nell’applicatore, dovrete rimanere a letto per evitare che si sposti. In caso di bisogno potrete chiamare l’infermiera tramite il campanello posto a fianco del letto. Se, tuttavia, l’applicatore dovesse spostarsi dalla giusta posizione, dovreste chiamare subito l’infermiera. Curitron / Selectron In alcuni ospedali il materiale radioattivo viene immesso negli applicatori per mezzo di un apparecchio detto Curitron o Selectron o in altro modo analogo. Quando l’apparecchio, che è collegato agli applicatori per mezzo di tubicini, viene acceso, piccole quantità di sostanza radioattiva affluiscono negli applicatori, mentre quando viene spento l’afflusso della sostanza radioattiva si interrompe.

Se qualcuno deve entrare nella vostra stanza, l’apparecchio può essere spento, riducendo in tal modo l’esposizione alle radiazioni. Tuttavia, è ancora necessario rispettare le misure di sicurezza e limitare le visite. Il tempo in cui rimarrete collegati all’apparecchio varia solitamente da 12 a 48 ore. Quando avrete ricevuto la dose di irradiazione prevista dal piano di trattamento, il materiale radioattivo e gli applicatori verranno rimossi. Questa procedura si esegue di norma in reparto. Poiché può risultare un po’ fastidiosa, vi verranno somministrati degli analgesici. A volte l’inspirazione di un gas analgesico sarà sufficiente per rilassarvi. Gli infermieri controlleranno che tutti gli applicatori e il materiale radioattivo siano stati rimossi. In questa stessa sede verrà rimosso anche il catetere urinario.

Il medico potrà consigliarvi l’uso di lavande vaginali nei giorni immediatamente successivi alla rimozione degli applicatori per mantenere pulita la vagina. La vostra infermiera vi insegnerà come fare. Potrete probabilmente lasciare l’ospedale il giorno stesso o il successivo. Una volta che il materiale radioattivo sarà stato rimosso, tutte le tracce di radioattività scompariranno.

Effetti collaterali

Molte donne saranno sottoposte a radioterapia interna ed esterna per far sì che tutta la zona sia trattata efficacemente. In seguito all’inserzione di impianti di cesio sussiste un certo rischio di infezioni, ma ciò si verifica in casi molto rari. Tuttavia, in presenza di febbre alta e di sanguinamento abbondante dopo il trattamento dovreste rivolgervi al medico responsabile al più presto possibile. Vi verranno probabilmente prescritti degli antibiotici per risolvere l’infezione.


 

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