NEWS OF THE DAY
16/2 /2005

"Penso che un accordo sulla riforma del Patto di stabilit� all'Ecofin e al Consiglio europeo di marzo sia possibile, anche se ci sono ancora alcune difficolt� da superare". Lo ha detto il Commissario Europeo agli Affari economici Joaquin Almuina. Almunia incontrer� nel pomeriggio il Ministro dell'Economia Domenico Siniscalco.

Sono tre i nodi ancora presenti sulla strada che dovrebbe portare, in cinque settimane, alla tanto attesa riforma del patto di stabilit�. A rivelarlo � stato questa mattina il Commissario Joaquin Almunia, che ha insistito sulla necessit� di chiudere il negoziato entro marzo. Almunia ha toccato anche la controversa questione della riduzione del debito, per la quale, ha detto, "occorrono criteri pi� operativi". Un'affermazione che pare propendere in favore di una riduzione quantitativa del debito, osteggiata dall'Italia. Proprio al nostro Paese Almunia ha riservato una stoccata, quando ha affermato che l'Italia, come Germania, Ungheria e Francia, potrebbe fare di pi� per centrare l'obiettivo di un equilibrio di bilancio a medio termine, evitando lo sforamento del parametro del deficit. "Confermiamo una
crescita del 2% nell'Eurozona", ha concluso Almunia, che in serata incontrer� proprio i 12 Ministri dell'Eurogruppo: le ultime indiscrezioni rivelano divisioni interne sulla proposta tedesca di nuove regole per sanzionare gli Stati che superano il tetto del 3% nel rapporto deficit/pil.

16/2 /2005

La riforma del Patto di Stabilit� e crescita torna ad occupare l'agenda economica europea: questa sera � in programma la riunione dell'Eurogruppo, domani vertice dei 25 Ministri delle Finanze. "Lavoriamo per un accordo entro marzo", ha confermato ieri la presidenza lussemburghese.

Entrano oggi nel mese decisivo i negoziati sulla riforma del patto di stabilit�: se su alcuni punti -quali il mantenimento dei tetti del 3% per il deficit e del 60 per il debito- sembra ormai essere stato raggiunto un accordo, su altri si lavora per avvicinare i diversi schieramenti. Ieri � stata la giornata delle prese di posizione: la Germania, con il cancelliere Schroeder, spinge per una riforma che guardi alla crescita, mentre il Ministro delle Finanze Hans Eichel sarebbe pronto a presentare ai suoi colleghi una lista di otto paletti di cui tener conto prima di avviare una procedura per deficit eccessivo. Paletti cuciti su misura per Berlino. La Francia, che si aspetta "progressi significativi", invoca lo scorporo degli investimenti in ricerca e sviluppo dal calcolo del deficit, ma trova la resistenza del Lussemburgo. Sempre pi� realista l'Italia, che ieri col Ministro Siniscalco ha tracciato le linee guida del proprio negoziato: appoggio
alla Germania in materia di crescita, minori illusioni sulla possibilit� della "golden rule" invocata dalla Francia, battaglia per una riduzione qualitativa del pesante debito pubblico.

11/2 /2005

I tre leader di Spagna, Francia e Germania, Zapatero, Chirac e Schroeder, si riuniscono oggi per un "atto civico" a favore della costituzione europea. Un referendum di approvazione � previsto il 20 febbraio in Spagna.

Sar� la capitale europea del modernismo, Barcellona, a far da sfondo questo pomeriggio alla manifestazione pubblica di appoggio al Trattato Costituzionale, firmato lo scorso 29 ottobre a Roma. A soli nove giorni dal primo referendum di approvazione, in programma proprio in Spagna, Jos� Luis Rodriguez Zapatero, Jacques Chirac e Gerhard Schroeder si ritroveranno al Palazzo dei Congressi per dire s� alla costituzione: programma informale, quello dell'incontro, che sar� preceduto da uno spettacolo di flamenco e seguito da una conferenza stampa pubblica. Mancher� il premier italiano Silvio Berlusconi, influenzato. La scelta
di Barcellona non � casuale: nonostante tutti i sondaggi prevedano un "s�" spagnolo alla costituzione, la comunit� catalana appare la pi� tiepida nei confronti del trattato. Al momento solo tre Paesi europei hanno ratificato la costituzione, mentre sono una decina -Spagna compresa- quelli che lo sottoporranno a referendum. In Italia, dove � stata seguita la via parlamentare, manca ancora la ratifica del Senato.
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