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| 8/12
/2004 Si apre oggi all'Aja, in Olanda il vertice annuale tra Unione Europea e Cina. Embargo sulla vendita delle armi a Pechino, questioni comerciali e diritti umani in cima all'agenda dei colloqui tra i due blocchi. L'Europa intensifica il dialogo con Pechino: mentre i maggiori Paesi dell'Unione, tra cui l'Italia, visitano la Cina per stringere accordi commerciali, all'Aja i rappresentanti delle istituzioni comunitarie approfondiscono il quadro complessivo delle relazioni tra i due blocchi. In primo piano nella riunione odierna tra la presidenza olandese e il premier cinese Wen Jabao l'embargo sulla vendita di armi a Pechino: la Cina -sostenuta da Francia e Italia- vuole che finisca, ma l'Unione si limiter� -con ogni probabilit�- solo a dare segnali di apertura, chiedendo come controparte maggiori impegni sul rispetto dei diritti umani. Sarano sei gli accordi congiunti firmati dai due blocchi, mentre un punto fondamentale del vertice riguarder� gli scambi commerciali: l'Europa, primo partner della Cina, chiede a Pechino di implementare gli impegni presi in sede Wto, ma soprattutto punta l'attenzione sulla questione tessile. A gennaio terminer� il meccanismo delle quote di esportazione, che potrebbe innescare un'ondata di prodotti cinesi sui mercati mondiali, con pesanti ripercussioni sull'industria europea, e -ovviamente- italiana. 7/12 /2004 La preoccupazione su deficit e indebitamento italiano ha tenuto banco nel vertice dei Ministri economico-finanziari del'Unione Europea. Botta e risposta tra Italia e Commissione. E' stata la situazione dei conti publici italiani ad animare il vertice odierno dell'Ecofin. La miccia era stata accesa ieri sera, dal Commissario agli Affari Economico-Monetari Joaquin Almunia: "sono preoccupato per i conti pubblici italiani, non sono sicuro che i tagli alle tasse siano adeguatamente coperti dal punto di vista finanziario", aveva detto. In mattinata un incontro tra il Ministro dell'Economia Domenico Siniscalco e lo stesso Almunia lasciava tranquillo il primo -"sui dati le discrepanze sono minime", dichiarava- ma non placava i timori del Commissario Europeo. La sua portavoce arrivava a parlare di un'"evoluzione preoccupante del debito italiano in relazione ai dati sul deficit", mentre un rapporto di Bruxelles acuiva le polemiche: "la dimensione dell'incoerenza tra il fabbisogno e l'indebitamento italiano ha raggiunto livelli che sono difficili da giustificare come mera discrepanza statistica", vi si leggeva. Nel pomeriggio, mentre il presidente di turno Gerrit Zalm smentiva sospetti di manipolazione dei dati italiani, Almunia affermava: "non esiste un caso Italia, ma i tagli fiscali vanno coperti al 100%". 6/12 /2004 L'impennata dell'euro sui mercati valutari sar� uno dei temi al centro dell'agenda dei Ministri economici dell'Eurozona, in programma questa sera a Bruxelles, che getteranno uno sguardo preoccupato sull'andamento dell'economia continentale. Euro forte e bassa crescita costituiranno il men� principale del Consiglio dei 12 Ministri dell'Eurozona, che si riuniscono oggi in Belgio per l'ultimo vertice dell'anno. I recenti rialzi della moneta unica, insieme ai dati anemici sulla crescita del Pil europeo -solo lo 0,3% nel terzo trimestre dell'anno- costituiscono pi� di un motivo di preoccupazione per una ripresa economica che ancora fatica a manifestarsi in Europa. L'aumento del greggio, che la Bce considera propulsore della spinta inflazionistica, costituisce un'ulteriore aggravante. Ma la due giorni di vertice, che domani si estender� agli altri Ministri dell'Economia dell'Unione, vede in calendario anche una discussione sui conti pubblici in Grecia, falsati dal 1997 e che costeranno ad Atene una procedura di infrazione, insieme ad alcune direttive sui mercati finanziari e sulla tassazione. Infine, si torner� a parlare di prospettive finanziarie dal 2007, vero pomo della discordia tra Bruxelles e gli Stati membri, che dovranno definire il budget comunitario per un periodo di sei anni. |
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