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4/10/2004 Settimana cruciale per le speranze turche di adesione all'Unione Europea. Mercoled� l'atteso rapporto della Commissione guidata da Romano Prodi sull'avvio dei negoziati: intanto il Governo tedesco si schiera apertamente a favore di Ankara. E' stata una giornata prodiga di buone notizie, quella di ieri, per il Governo turco: il premier Recep Tayyp Erdogan, in visita a Berlino, ha ricevuto la benedizione del cancelliere Gerhardt Schroeder in vista dei prossimi, decisivi appuntamenti con l'Europa: "a dicembre la Germania voter� per l'avvio dei negoziati", ha detto Schroeder, non prima di definire il premier turco "europeo dell'anno". Da parte sua Erdogan ha ribadito il proprio l'impegno riformatore, che intende portare a compimento superando le resistenze interne al suo stesso partito. Erdogan ha indicato nel 2019 la data ultima per l'adesione. A influire sul destino europeo di Ankara sar� soprattutto il rapporto della Commissione Europea, che sar� presentato mercoled�: ieri la "Bild am Sonntag" ha diffuso l'ennesima anticipazione sul "s�" di Bruxelles al via libera ai negoziati, che dovr� in ogni caso ottenere l'imprimatur, a dicembre, dei leader europei. Probabili dure condizioni per l'avvio delle trattative, che potrebbero arrivare a includere clausole di sospensione dei negoziati in caso di inadempienza. 3/10/2004 "Continuiamo i nostri sforzi per liberare Christian Chesnot e Georges Malbrunot, ma le trattative parallele ostacolano i nostri sforzi". Cos� il Ministro degli Esteri francese Michel Barnier, ieri a Roma per un vertice con i colleghi di Italia, Spagna e Portogallo. Al centro dei colloqui, anche la road map mediorientale e l'immigrazione. Il Ministro degli Esteri francese Michel Barnier attacca -da Roma- la cosiddetta "diplomazia parallela", che avrebbe sin qui ostacolato la liberazione dei reporter Christian Chesnot e Georges Malbrunot. Per farlo sceglie la conferenza stampa di Villa Madama, al termine del vertice con i colleghi di Italia, Spagna e Portogallo. Barnier ha duramente criticato l'azione intrapresa dal deputato conservatore Didier Julia, che -secondo il Ministro- avrebbe intralciato marted� i negoziati condotti dall'Eliseo e dal Quay d'Orsay. I quattro capi della diplomazia, tra cui Franco Frattini, hanno discusso anche di Medio Oriente, auspicando all'unisono un rilancio della road map dopo le violenze degli ultimi giorni. Nella lotta all'immigrazione clandestina, hanno invece riaffermato la propria volont� di procedere uniti, all'interno del partenariato euromediterraneo: alcune proposte sono gi� state esaminate, ma permangono differenze sulle modalit� di attuazione. Francia e Spagna sono contrarie alla creazione di centri di raccolta di immigrati nei Paesi del Nordafrica, un'idea guardata con interesse dall'Italia. 1/10/2004 La Commissione europea e l'Alto Commissariato dell'Onu per i Rifugiati vareranno un progetto pilota in cinque stati nordafricani per aiutarli a fronteggiare il flusso dei migranti diretti in Europa. Lo ha annunciato oggi il commissario europeo Antonio Vitorino, a margine della riunione informale dei ministri del'interno e della giustizia svoltosi oggi a Scheveningen. Dopo settimane di intense discussioni a livello europeo, prende lentamente corpo il progetto di creare campi di accoglienza e transito per immigrati nell'Africa Settentrionale, destinati in primo luogo a esaminare le richieste di asilo nell'Unione. Un primo esperimento coinvolger� Mauritania, Marocco, Algeria, Tunisia e Libia: il progetto, del costo di un milione di euro, sara' finanziato per l'80% dalla Commissione Europea e per il restante 20 dall'Olanda, che detiene la presidenza di turno dell'Unione. Il progetto sar� svolto di comune accordo con l'Agenzia Onu per i rifugiati. Secondo il Commissario Antonio Vitorino, le domande di asilo da parte dei rifugiati potranno essere presentati solo in questi nuovi centri di accoglienza, che non saranno per� autorizzati a decidere sulle domande destinate ai singoli Paesi europei. L'accordo -promosso dalla Germania col sostegno italiano e britannico, ma apertamente osteggiato dalla Francia- e' subordinato al rispetto di alcune condizioni, tra cui la firma della Convenzione Onu di Ginevra sui profughi da parte degli stati interessati. |
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