NEWS OF THE DAY
24/9 /2004

Crisi diplomatica risolta tra Unione Europea e Turchia: il premier turco Recep Tayyp Erdogan, ieri a Bruxelles per incontrare i vertici della Commissione Europea e dell'Europarlamento, si � impegnato a far approvare la riforma del codice penale entro domenica.


Una retromarcia totale, che rimette sui giusti binari il cammino della Turchia verso l'apertura di negoziati di adesione all'Unione Europea. Il premier Erdogan ha sciolto il gelo della crisi diplomatica tra Bruxelles ed Ankara, annunciando la convocazione straordinaria -domenica- del Parlamento, chiamato ad approvare l'attesa riforma del codice penale, l'ultimo di otto pacchetti legislativi necessari all'ingresso in Europa.
Erdogan ha inoltre fornito assicurazioni sull'intenzione di non ripristinare il reato di adulterio all'interno dello stesso codice. Un impegno accolto con soddisfazione dal Commissario all'Allargamento Guenther Verheugen, secondo cui la Turchia "non deve soddisfare altre condizioni in vista del rapporto del 6 ottobre", quello che fornir�
indicazioni ai leader europei in vista della possibile apertura di negoziati formali. Pi� cauto Romano Prodi, che parla di un rapporto "equo ed obiettivo": � noto infatti che almeno due commissari -Fischler e Bolkenstein- sono contrari all'ingresso turco, almeno quanto lo sono i conservatori tedeschi, i socialisti francesi e Paesi come Austria e Danimarca. Erdogan ieri ha chiesto un s� all'avvio dei negoziati, che potrebbero durare almeno 10 anni: l'Europa potrebbe per� rispondergli con un "s�" accompagnato da tanti "ma".

23/9 /2004

Crisi rientrata nei rapporti tra Unione Europea e Turchia. Il premier Recep Tayyp Erdogan, in visita a Bruxelles, ha fornito garanzie sulla prossima approvazione della riforma del codice penale da parte del Parlamento di Ankara. "Ora non ci sono pi� ostacoli sul tavolo", ha commentato il Commissario all'Allargamento Guenther Verheugen.

E' bastata una repentina marcia indietro del premier turco Erdogan a normalizzare i rapporti tra l'Unione Europea e la Turchia, entrati in crisi la scorsa settimana come conseguenza del controverso rinvio della riforma del codice penale. Erdogan ha incontrato separatamente il Commissario all'Allargamento Guenther Verheugen e il presidente della Commissione Romano Prodi, ai quali ha garantito che l'attesa riforma
sar� approvata domenica, in una sessione straordinaria del Parlamento. Il pacchetto, ultimo di otto, non ripristiner� il reato di adulterio, una norma che aveva allarmato numerose capitali europee. La mossa ha spianato la strada al rapporto della Commissione sui progressi turchi sulla strada dell'adesione: "ora non ci sono pi� ostacoli sul tavolo", ha commentato il Commissario Verheugen, che il 6 ottobre dovrebbe proporre un s� incondizionato all'apertura di negoziati formali. "Sar� un rapporto obiettivo ed equo", ha garantito invece Prodi. Erdogan, che nel pomeriggio si � recato all'Europarlamento, ha dichiarato di attendersi un s� da Bruxelles.

23/9 /2004

Anche l'Europa, dopo gli Stati Uniti, ha deciso la revoca dell'embargo contro la Libia: si tratta di una revoca totale, che passa ora alla ratifica dei Ministri degli Esteri dell'Unione. Soddisfazione � stata espressa dal presidente della Ciommissione Romano Prodi e dai Ministri Franco Frattini e Giuseppe Pisanu.

Alla fine le pressioni italiane e britanniche hanno sortito il loro effetto: due giorni dopo la revoca delle ultime sanzioni americane, anche l'Europa ha completamente rimosso l'embargo nei confronti della Libia. La decisione, presa dagli ambasciatori dei 25 a Bruxelles, pone fine a 18 anni di rapporti difficili tra l'Unione e l'ex-Stato canaglia: non appena sar� ratificata dai Ministri degli Esteri, il prossimo 11 ottobre, comporter� un'immediata ripresa delle forniture di mezzi militari a Tripoli, necessari allo sviluppo di una maggiore cooperazione nella lotta contro l'immigrazione clandestina. Saranno cancellate anche le sanzioni economiche, mentre le relazioni future saranno improntate a una maggiore attenzione per il rispetto dei diritti umani. Romano Prodi,
che ieri sera ha parlato con Gheddafi, ha espresso la propria soddisfazione. La revoca rappresenta "un successo italiano che giova all'Europa", per il Ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu. Soddisfatto anche il collega Frattini.
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