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| 11/9/2008 "Rallentamento pi� netto del previsto": non usa mezzi termini la Commissione Europea per fotografare il quadro economico di un'Europa che appare sull'orlo di una recessione, anche se -garantisce Bruxelles- dovremmo riuscire ad evitare il peggio. Tra i grandi Paesi l'Italia, con la sua stima del Pil 2008 a +0,1% (frutto di un calo dello 0,3 nel secondo trimestre e di una stagnazione nel terzo), � triste fanalino di coda, anche se sono in pochi a ridere. Solo la Germania (+1,8%) ha infatti visto le proprie previsioni di crescita quantomeno immutate. Il Commissario agli Affari Economici Joaquin Almunia non si scompone pi� di tanto: ''stando agli ultimi contatti con il ministro Giulio Tremonti, ho ricevuto garanzie sul rispetto degli impegni presi, circa i dati sul consolidamento di bilancio promessi dal Dpef", ha detto, rispondendo a una domanda sui possibili rischi di un ritorno del rapporto deficit/pil sopra il 3%. A livello globale il taglio delle stime di crescita vede l'Eurozona condannata a un misero +1,3%: se il presidente dell'Eurogruppo Jean Claude Juncker intravede il rischio di una recessione tecnica per il 2008, per quello della Bce, Jean-Claude Trichet, resta alta l'incertezza sulla crescita, come pure continuano a prevalere i rischi di un rialzo dei prezzi sul medio e lungo periodo. Le stime prevedono un'inflazione al 3,6% 4/9/2008 Le misure adottate dall'Italia per fare fronte all'emergenza dei campi nomadi illegali non sono risultate discriminatorie: sono quindi in linea con il diritto comunitario. Cos� la Commissione Europea. E' un via libera di fatto incondizionato quello dato da Bruxelles alle misure del Governo italiano nei confronti dei rom, prese all'inizio dell'estate. Il portavoce del Commissario alla Giustizia, Libert� e Sicurezza Jacques Barrot ha chiarito che ne' le ordinanze, ne' le linee direttrici, ne' le condizioni di esecuzione'' di queste misure ''autorizzano la raccolta di dati relativi all'origine etnica o alla religione delle persone censite''. Il riferimento � al censimento dei campi nomadi, che aveva suscitato dubbi a proposito di possibili forme discriminatorie nei confronti di questa popolazione. Anche la raccolta delle impronte digitali, secondo Bruxelles, ''viene fatta solo al fine di identificare persone che non � possibile identificare in altro modo''. E sui minori, sui quali si concentravano le principali preoccupazioni, la Commissione � conciliante: ''nei confronti dei minori questi rilievi vengono effettuati solo nei casi strettamente necessari e come ultima possibilita' di identificazione''. Si chiude quindi, almeno per ora, il contenzioso tra Italia ed Europa, culminato a luglio sia con un voto di condanna dell'Europarlamento, sia nel duro rapporto del Consiglio d'Europa, che accusava Roma di non tenere conto dei diritti umani e dei principi umanitari. Immediato il commento del Ministro Roberto Maroni, che si dice ''molto soddisfatto'' del parere della Commissione Europea. 2/9/2008 Sospensione dei negoziati tra Europa e Russia per il nuovo partenariato strategico, nomina di un inviato europeo per la Georgia, condanna del riconoscimento russo di Abkazia e Ossezia del Sud. Il vertice straordinario dei 27 capi di Stato e di Governo comunitari ha lanciato ieri un duro monito a Mosca. Nessuna sanzione, ma congelamento dei negoziati con Mosca fino a quando le truppe russe non si ritireranno dal territorio georgiano, dando piena attuazione all'accordo di cessate il fuoco siglato il 12 agosto. L'Europa, nella persona del presidente di turno Nicolas Sarkzy, sceglie la linea della fermezza, senza arrivare -come previsto- alla rottura con la Russia. Ma parla di una reazione "sproporzionata" da parte di Mosca. ''Yalta e' finita: il ritorno alle sfere di influenza e' inaccettabile'', ha detto Sarkozy. Per una volta la notizia l'ha data il presidente della Commissione Europea Jos� Barroso: Bruxelles sospende i negoziati per il nuovo partenariato strategico con Mosca, necessario a sostituire quello in vigore dal '97. Un risultato che rappresenta una vittoria politica per i falchi antirussi, guidati da Gran Bretagna e Polonia. L'ala moderata, Francia, Germania e Italia, ha invece ottenuto di programmare una missione a Mosca e Tbilisi, definita di importanza cruciale per i rapporti sull'asse Europa-Russia. Rapporti definiti come ad "un bivio". Soddisfatto per l'esito del vertice il premier Berlusconi, che parla di "conclusioni equilibrate" e di una "prova di unit�" dell'Europa. |
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