NEWS OF THE DAY
6/9/2007

L'Europa inquina meno con i gas serra, ma gli obiettivi di Kyoto restano lontani.


E' un quadro in chiaroscuro quello che emerge dal rapporto dell'Agenzia Europea per l'Ambiente, i cui dati serviranno da base per la Conferenza Nazionale sui Cambiamenti Climatici, in programma a met� settembre a Roma. Lo studio evidenzia un calo -nel 2005 rispetto al 1990- delle emissioni di gas serra nell'Unione Europea, pari a quasi l'8% . Una riduzione che scende per� al 2%, se consideriamo solamente i Paesi occidentali, quelli dell'Europa a 15. Germania, Finlandia e Paesi Bassi sono indicati come i modelli da seguire nella riduzione di emissioni, mentre l'Italia -con il suo +12,1% in quindici anni- entra di diritto nel gruppo dei Paesi pi� inquinanti, un dato solo parzialmente bilanciato dal calo registrato nel 2006. Queste percentuali indicano una strada ancora lunga da seguire per raggiungere gli obiettivi di Kyoto per la salvaguardia dell'ambiente, con una distanza quantificata al 4% delle emissioni: a rendere pi� fosco il quadro ci sono anche i rischi provenienti dalle potenze emergenti quali la Cina, dove i tassi di inquinamento toccano livelli preoccupanti. Un aggravio di smog che potrebbe vanificare i pur timidi progressi europei.

5/9/2007

Il Commissario Europeo all'Economia Almunia rassicura: permangono i rischi di un ribasso della crescita, ma le fondamenta restano solide. Pi� critico il collega McCreevy, che accusa le agenzie di rating.


L'Irlandese Charlie McCreevy, Commissario Europeo al Mercato Interno ben noto per la proverbiale schiettezza, punta dritto l'indice sulle agenzie di rating quando commenta le turbolenze scatenate sui mercati internazionali dalla crisi dei mutui subprime, esplosa ad agosto. E fa di pi�: parla apertamente di "conflitti di interesse", che avrebbero determinato una "eccessiva lentezza di queste agenzie nel rivedere le proprie valutazioni sui titoli incriminati". McCreevy, che ha parlato di fronte all'Europarlamento, ha chiesto regole e principi metodologici solidi e chiari, aggiungendo che incontrer� presto le Consob europee per studiare eventuali misure. McCreevy non teme comunque effetti eccessivamente negativi della crisi in Europa: un'opinione condivisa dal collega Joaquin Almunia: "l'economia europea si basa su fondamenta solide", dice Almunia, secondo cui le condizioni favorevoli dovrebbero mettere il nostro Continente al riparo dalla crisi dei mutui. Tuttavia un impatto, per sua stessa ammissione, ci sar�, con i rischi maggiori concentrati sul 2008. Ma anche in quel caso, specifica, un recupero nella fiducia potrebbe limitare considerevolmente i danni.

5/9/2007

Due ore, tre minuti e trentanove secondi: � il nuovo record stabilito ieri -con un viaggio sperimentale- dall'Eurostar Parigi-Londra.

E' il segno di un'Europa sempre pi� vicina, almeno sulle due sponde della Manica. Le capitali di Francia e Gran Bretagna sono da ieri a poco pi� di due ore di distanza, grazie al completamento -sul lato britannico- della linea ad alta velocit�. Quando il 14 novembre la tratta entrer� ufficialmente in funzione viaggiare da Parigi a Londra o viceversa richieder� solo due ore e quindici minuti, ben venti minuti in meno rispetto ad oggi, grazie a una velocit� che arriver� a toccare i 300 km/h. Come spiega Richard Brown, amministratore delegato della societ� Eurostar, la nuova tratta eviter� al treno rapido di finire negli ingorghi dei vagoni pendolari che percorrono la zona a sud di Londra. Scherzando, aggiunge che al conducente baster� mettere il piede sull'acceleratore all'uscita della stazione parigina e non toglierlo pi� fino a Londra. L'obiettivo finale � portare a dieci milioni il traffico passeggeri annuale sulla tratta: qualcuno di loro -soprattutto in Francia- si convincer� a comprare il biglietto probabilmente leggendo il nome della nuova stazione di arrivo: non pi� London Waterloo, amaro promemoria di una storica sconfitta, ma la pi� neutrale London St. Pancras.
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