| BRUXELLES ALL'ATTACCO SULL'ENERGIA |
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| E' stata una vera e propria raffica di procedure di infrazione quella che si � abbattuta marted� 4 aprile 2006 su 17 dei 25 Paesi europei, colpevoli di non aver sufficientemente liberalizzato i mercati energetici, in particolare quelli dell'elettricit� e del gas. Il 2007 rappresenta una data cruciale per l'apertura di questi mercati a tutte le utenze, comprese quelle domestiche. | ||||||||||||||
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| +++FOCUS+++ Ventotto lettere di messa in mora a 17 Stati membri, tra cui l'Italia. L'obiettivo: sbaragliare i troppi ostacoli che ancora frenano la concorrenza nel mercato energetico. Prezzi regolati a livello governativo, carenza di scelta nei fornitori, dubbi sulla neutralit� di alcuni regolatori nazionali tra i principali motivi di richiamo. Anche l'Italia � tra i Paesi oggetto di infrazione, sia sul mercato elettrico che su quello del gas. Nello specifico, Bruxelles contesta al nostro Paese l'assenza o l'insufficienza di una separazione tra le attivit� di trasmissione e gli operatori nel mercato del gas, e l'identico problema -ma nel settore della distribuzione- in quello dell'elettricit�. In quest'ultimo settore la Commissione segnala anche l'esistenza di prezzi regolati che bloccano l'arrivo di nuovi fornitori, nonch� l'accesso preferenziale riservato ad alcuni contratti storici. L'Italia � stata inoltre portata all'ultimo stadio di infrazione per il decreto anti-Edf: Roma ha s� tolto il tetto del 2% sui diritti di voto degli azionisti stranieri nelle imprese energetiche, ma l'ha legato al principio di reciprocit�, non adeguandosi -di fatto- alla sentenza della Corte di Giustizia. Italia nel mirino anche sull'elettricit� rinnovabile e sul mancato invio del rapporto biocarburanti. Bruxelles ha lanciato pesanti contestazioni anche contro Francia e Spagna: Parigi � finita sotto infrazione per la legge anti-Opa, mirata a proteggere 11 settori economici ritenuti strategici, tra cui quello energetico, mentre Madrid si trova nella stessa situazione per una normativa che limita il diritto di voto delle compagnie statali che puntano ad acquisire aziende energetiche iberiche. |
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| IL COMMENTO Karel Lannoo, analista del Centro di Studi Politici Europei "La cosa fondamentale � comprendere che la Commissione Europea � sotto attacco su pi� fronti. Bruxelles ha la responsabilit� di far funzionare il mercato interno. Se la Commissione non avviasse procedure di infrazione nel settore energetico, perderebbe credibilit�. Non pu� far altro. E' una battaglia di potere tra Commissione e Stati membri. La Commissione sa anche che a pagare le conseguenze -presso i cittadini e i consumatori- di una mancata liberalizzazione energetica sar� proprio l'Europa, che l'aveva promessa. Bruxelles deve inoltre vincere le resistenze dei grandi monopoli, che spesso hanno ottimi legami con i Governi. Questo rende tutto pi� difficile. Io comunque mi aspetto un abbassamento dei prezzi delle bollette energetiche, come conseguenza di una piena liberalizzazione, poich� esistono enormi inefficienze. Voglio fare un paragone con il settore delle telecomunicazioni: qui in Belgio la bolletta telefonica del nostro istituto oggi � la met� di cinque anni fa. Forse ci� � anche il frutto delle liberalizzazioni nel settore della telefonia. Nel settore energetico un mercato pi� competitivo pu� risolvere molti problemi rispetto a un mercato controllato da monopoli od oligopoli nazionali". |
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| Karel Lannoo, CEPS |
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