ELEZIONI USA - UPDATES
5/92008

+++ SPECIALE CONVENTION REPUBBLICANA +++

MCCAIN:
Non abbiate dubbi, amici miei, noi vinceremo queste elezioni.

E arriv� la notte di John McCain. Una notte pi� sottotono, ma di un sottotono ricercato, quasi voluto, per sfuggire, anche visivamente dalle scenografie da stadio alla Barack Obama. McCain, completo nero e cravatta giallo ocra, ha parlato da un podio fatto costruire all'interno dell'Xcel Energy Centre, a St. Paul. Un podio affondato nella platea, a diretto contatto visivo con i suoi sostenitori. Quasi a lanciare il messaggio: "io sono uno di voi". Due le parole che hanno contraddistinto la sua orazione, con la quale ha formalmente accettato la nomination a candidato alla Casa Bianca: Change, "cambiamento" e Fight, "lotta". Nonostante il basso profilo, i toni pacati, McCain ha scelto di seguire la linea di Obama. Una linea di rottura con la vecchia politica di Washington. E proprio a Obama, McCain ha dedicato uno dei primi passaggi del suo discorso...

MCCAIN:
Una parola per il senatore Obama e i suoi supporter. Ci confronteremo nei prossimi due mesi. E' nella la natura di queste competizioni, e ci sono grandi differenze che ci dividono. Ma voi avete il mio rispetto e la mia ammirazione. Nonostante le differenze, ci uniscono molte pi� cose di quante non ci dividano. Siamo americani, un'associazione che significa   per me molto di pi� che a qualsiasi altro.

Alcuni membri del movimento pacifista "Code Pink" sono riusciti a entrare nell'Xcel Energy Center, eludendo i controlli di sicurezza con finti accrediti per giornalisti. Sotto la giacca indossavano le caratteristiche magliette rosa, una costante dei quattro giorni di proteste al di fuori dei cancelli della convention repubblicana. Dopo l'inizio del discorso di McCain hanno cominciato a intonare slogan di protesta, sventolando due cartelli: "Le guerre non si vincono con l'occupazione" e "McCain vota contro i veterani". A iniziare la contestazione un ragazzo, subito scortato fuori dall'arena. Una decina di minuti piu tardi un altro focolaio di protesta ha di nuovo interrotto l'intervento di McCain. In questo caso due ragazze, anche loro in rosa, sono state trasportate fuori a forza.

McCain ha concluso il suo discorso, un discorso basato sui valori fondanti del Partito Repubblicano, invitando i suoi sostenitori a lottare:
MCCAIN: Lottate con me, lottate con me, lottate per ci� che � giusto per il nostro Paese. Lottate per gli ideali di un popolo libero. Alzatevi per difendere il Paese dai suoi nemici. Alzatevi, alzatevi e lottate. Niente � inevitabile. Siamo americani, non ci arrendiamo mai. Non abbandoniamo mai. Non ci nascondiamo dalla storia, noi facciamo la storia.

Il discorso di stanotte ha chiuso la quattro giorni di convention repubblicana, apertasi luned� sottotono a causa dell'uragano Gustav. Due i discorsi che hanno fatto da traino a McCain nel corso della settimana, a partire da quello di Bush, marted�, in videoconferenza dalla Casa Bianca:

BUSH:
McCain � l'uomo di cui abbiamo bisogno. Quando entrer� in carica il prossimo gennaio, John avr� un leader eccezionale al suo fianco. L'America avr� una vicepresidente forte e di principi, il Governatore del grande Stato dell'Alaska Sarah Palin.

5/9/2008

JOHN MCCAIN: Lottate con me, lottate con me, lottate per ci� che � giusto per il nostro Paese. Lottate per gli ideali di un popolo libero. Alzatevi per difendere il Paese dai suoi nemici. Alzatevi, alzatevi e lottate. Niente � inevitabile. Siamo americani, non ci arrendiamo mai. Non abbandoniamo mai. Non ci nascondiamo dalla storia, noi facciamo la storia.

E' stata la notte di John MCCain, la notte del veterano di guerra 72enne che vuole cambiare l'America. Una notte certamente pi� sottotono e di basso profilo rispetto a quella, di solo sette giorni fa, che ha visto protagonista Barack Obama. Nessuno stadio colmo fino all'ultimo posto, nessuna scenografia holloywodiana, persino un paio di contestazioni di attiviste per la pace, che hanno interrotto il discorso del candidato repubblicano. McCain ha promesso, seguendo un copione paradossalmente preso in prestito da Obama (cui ha tributato un omaggio di ammirazione), di "cambiare e scuotere Washington". Si � spinto oltre, seguendo il copione che lo vuole "cane sciolto" all'interno del suo stesso partito: "lasciatemi mandare un avvertimento alla gente di Washington, quella della spesa, del far nulla, del prima io, della nazione dopo di tutto. Il cambiamento sta arrivando". E, a sorpresa, ha prospettato un'amministrazione bipartisan, in caso di elezione, con rappresentanti dei Democratici. Un riferimento anche alla sua vice Sarah Palin: "il mio giusto partner", l'ha definita.
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