ELEZIONI USA - UPDATES
29/1/2008

280 giorni alle elezioni presidenziali americane. Oggi importante test in Florida per i repubblicani.

Corsi e ricorsi della storia. Sar� ancora una volta la Florida lo Stato ago della bilancia in un'elezione alla Casa Bianca. Stavolta per� su scala ridotta: lontani i clamori dello scontro Bush-Gore del 2000, lo Stato meridionale decider� -di fatto- i concorrenti repubblicani nella corsa presidenziale. Sar� il primo e ultimo treno per un Rudolph Giuliani mai entrato veramente in gara: strana parabola per l'ex sindaco di New York, fino a poche settimane fa in testa nei sondaggi nazionali per la nomination repubblicana, la cui strategia di entrare in corsa a Miami si � rivelata fallimentare. I sondaggi danno un testa a testa tra il mormone Mitt Romney e il veterano di guerra John McCain, con Mike Huckabee che prova -forse per l'ultima volta- a fare da terzo incomodo. Si voter� anche tra i democratici, ma la consultazione avr� valore puramente simbolico: intanto la spettacolare vittoria in South Carolina galvanizza il campo di Barack Obama, che dopo il sostegno dei Kennedy sta per incassare anche quello dell'influente governatrice del Kansas Kathleen Sebelius. L'ascesa di Obama potrebbe essere solo marginalmente offuscata dall'arresto a Chicago di Tony Rezko, il palazzinaro per anni principale finanziatore della sua carriera politica. Rezko, gi� sotto accusa per corruzione, ha violato la libert� su cauzione con movimenti sospetti di denaro.

19/1/2008

La corsa alla Casa Bianca vive oggi una nuova tappa, con esiti che restano molto aperti.


Nuovo appuntamento elettorale nella lunghissima campagna presidenziale americana: a poco pi� di due settimane dal Big Tuesday, in cui ben 22 Stati andranno all urne, si vota oggi in Nevada e South Carolina, tappe che potrebbero scaldare ulteriormente questa incertissima campagna elettorale. Democratici e repubblicani affrontano i caucus in Nevada, Stato tradizionalmente orientato a destra, ma dove paradossalmente oggi l'unico motivo di interesse riguarda i candidati democratici: la sfida � ancora tutta tra Barak Obama e Hillary Clinton, con quest'ultima data in leggero vantaggio. Staccatissimo John Edwards. Le consultazioni in campo repubblicano sono invece state di fatto snobbate da quasi tutti i candidati, a parte Mitt Romney, che viene ovviamente dato favorito. Gi� nella serata italiana i primi risultati. Le attenzioni repubblicane sono -dicevamo- tutte concentrate invece sul South Carolina, dove si tengono le primarie: qui la corsa vede in leggero vantaggio il veterano di guerra John McCain, tallonato a breve distanza da Mike Huckabee. Guadagna per� terreno anche Romney: nella nottata italiani gli esiti della consultazione.

10/1/2008

Saranno forse stati gli occhi umidi, la voce rotta dal pianto, l'appello finale a capovolgere quello che sembrava un destino gi� scritto?

Ha fatto il  giro del mondo l'immagine di Hillary Clinton, seduta tre giorni fa a un incontro elettorale con un numero ristrettissimo di elettrici, mentre scandiva le proprie risposte con tono drammatico, declamando un attaccamento alla patria degno -scusate l'osservazione dissacrante- di certi filmoni a effetti speciali, col supereroe pronto a salvare l'America. E forse proprio quel volto alla fine ha fatto breccia nel cuore degli elettori e soprattutto delle elettrici democratiche. Gli analisti del dopo-voto hanno trovato giustificazioni perfettamente razionali al successo della Clinton, che alle primarie del New Hamsphire ha staccato di due punti il favorito Barak Obama: hanno detto e scritto che � riuscita a mobilizzare tutti i supporter del Partito Democratico, hanno detto e scritto che ha recuperato il voto femminile, che l'aveva abbandonata in Iowa, hanno detto e scritto che a far centro sono state le sue ricette sull'economia, un tema sempre pi� nei pensieri degli elettori. Ma ci fa piacere pensare che quel discorso, che sarebbe passato quasi inosservato senza quella telecamera puntata fissa su di lei, un discorso senza lacrime ma con gli occhi umidi e la voce tremante, abbia alla fine firmato la sua vittoria. Gli elettori hanno visto una Clinton finalmente umana, non la first lady di ferro che -all'epoca di Bill presidente- si diceva portasse i pantaloni in casa. Cinica sceneggiata per calcolo politico, o emozione vera: non ci interessa saperlo. Sappiamo solo che le lacrime in politica contano ancora.

9/1/2008

Le primarie nel New Hampshire hanno di fatto riaperto la corsa alla Casa Bianca, soprattutto tra i democratici.

E' stata la rivincita innanzitutto sui sondaggi, che la davano ancora perdente e quasi fuori dalla corsa presidenziale. Hillary Clinton ha sorpreso tutti, scavalcando di due punti percentuali il favorito Barak Obama e piazzandosi al 39%. Gli analisti del dopo voto sostengono che ad spingere il voto della Clinton sia stato l'elettorato femminile, lo stesso che l'aveva tradita la scorsa settimana nello Iowa. Barak Obama, cui i sondaggi assegnavano un vantaggio fino a 13 punti, ha incassato la sconfitta, congratulandosi con la Clinton per il lavoro svolto. Si accende quindi sempre di pi� la sfida nel campo democratico, dove si delinea un testa a testa tra Obama e la Clinton. Al lumicino le speranze di John Edwards, staccato di venti punti. Diversa l'aria nel campo repubblicano: qui la vittoria nel New Hampshire se l'� messa in tasca come da previsioni il veterano di guerra John McCain, che sentite mentre ringrazia gli elettori. Per lui il 37% dei voti, cinque punti in pi� rispetto su Mitt Romney. Staccatissimo il trionfatore dell'Iowa, Mike Huckabee. Ora l'attenzione si sposta sulle primarie marted� in Michigan, boicottate di fatto dai candidati democratici, ma importanti per quelli repubblicani: soprattutto per Romney, che se uscisse perdente rischierebbe di finire fuori corsa.

M
O
R
E
U
P
D
A
T
E
S
Hosted by www.Geocities.ws

1