Copyright Testo Natalie Paav 2004
                                                       
                                               
   C o s i m o

S�, Cosimo, mi manchi  qui a Parigi.
La tua voce non mi basta.
Ti vorrei tutto, anche il tuo...tuo...ca...ca...cazzo, contento?
Ci sei riuscito a farmela dire la parola che ho digitato tante volte, ma mai pronunciato.
Superfluo ricordarti che una generazione ci divide, anche nel modo di esprimerci..
Sorseggio il mio kyr in un bar di Vaugirard e non penso che a te.
Da tre giorni non ti vedo e brucio di desiderio di te.
Sei stato grande poco fa al telefono.
A causa tua, son dovuta uscire dal bar in tutta fretta.
Appoggiata a un platano, davanti al bar, annusavo le tue mutande.
Ma non osavo tirarle fuori dalla borsetta.
Con la mano libera ora mi strizzavo i capezzoli, ora mi accarezzavo dove potevo.
Mentre tu maneggiavi e leccavi tutto il mio corpo, ringiovanito dai tuoi ardori.
Quando la tua pistola s'� messa tra le coppette del mio seno, ho visto i castelli di Spagna e...
Ma basta, siamo seri per un p�!
Uno dei manoscritti che ti ho lasciato � un capolavoro, dici tu.
Bravo, l'hai letto dalla prima all'ultima pagina, e non come ti ho insegnato io.
Saltare, saltare e saltare � la regola, invece.
Del resto se la mia casa editrice desse retta ai pari tuoi fallirebbe subito.
Sapessero gli aspiranti scrittori come vengono trattati i loro MS!
Trizia s'� arrabbiata, perch� invece di aiutarla in fiera, teleparlo sempre con te.
Dice che la mia non � che una folle passione senile...sar�...ma che m'importa?
Come promesso, domani ti mostrer� Parigi.
Partendo da St. D�nis e lo Stade de France...io che odio il calcio!
Io che ho perso met� della mia fortuna in borsa, tu che oggi piangevi e ti sfogavi.
Quel giorno di primavera, la Paullese, la Harley Davidson di cui eri cos� fiero...
Ma ora ci sono io e...e...s�: je t'aime.
                                                            
[continua]


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Le confessioni di Natalie
Pagina 13
                                                     C o s i m o

S�, Cosimo, mi manchi  qui a Parigi.
La tua voce non mi basta.
Ti vorrei tutto, anche il tuo...tuo...ca...ca...cazzo, contento?
Ci sei riuscito a farmela dire la parola che ho digitato tante volte, ma mai pronunciato.
Superfluo ricordarti che una generazione ci divide, anche nel modo di esprimerci..
Sorseggio il mio kyr in un bar di Vaugirard e non penso che a te.
Da tre giorni non ti vedo e brucio di desiderio di te.
Sei stato grande poco fa al telefono.
A causa tua, son dovuta uscire dal bar in tutta fretta.
Appoggiata a un platano, davanti al bar, annusavo le tue mutande.
Ma non osavo tirarle fuori dalla borsetta.
Con la mano libera ora mi strizzavo i capezzoli, ora mi accarezzavo dove potevo.
Mentre tu maneggiavi e leccavi tutto il mio corpo, ringiovanito dai tuoi ardori.
Quando la tua pistola s'� messa tra le coppette del mio seno, ho visto i castelli di Spagna e...
Ma basta, siamo seri per un p�!
Uno dei manoscritti che ti ho lasciato � un capolavoro, dici tu.
Bravo, l'hai letto dalla prima all'ultima pagina, e non come ti ho insegnato io.
Saltare, saltare e saltare � la regola, invece.
Del resto se la mia casa editrice desse retta ai pari tuoi fallirebbe subito.
Sapessero gli aspiranti scrittori come vengono trattati i loro MS!
Trizia s'� arrabbiata, perch� invece di aiutarla in fiera, teleparlo sempre con te.
Dice che la mia non � che una folle passione senile...sar�...ma che m'importa?
Come promesso, domani ti mostrer� Parigi.
Partendo da St. D�nis e lo Stade de France...io che odio il calcio!
Io che ho perso met� della mia fortuna in borsa, tu che oggi piangevi e ti sfogavi.
Quel giorno di primavera, la Paullese, la Harley Davidson di cui eri cos� fiero...
Ma ora ci sono io e...e...s�: je t'aime.
                                                     
     
                                                    
[continua]


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