Genere: Metal Durata: 39' 26''
Track List:
1) Majesty
2) Guardian of the Blind
3) Trial by the Archon
4) Wizard's Crown
5) Run for the Night
6) The Martyr
7) Battalions of Fear
8) By the Gates of Moria
9) Gandalf's Rebirth (bonus)
Album di debutto per il quartetto tedesco capitanato da Hansi Kursch e Andre' Olbrich, rispettivamente cantante/bassista e chitarrista solista. E mettono subito le carte in tavola, mostrando una vera e propria passione per il fantasy, e in particolare per la saga di Tolkien, miscelato a musica diretta ma al tempo stesso complessa.
Riff pesanti di chitarra e cavalcate di doppia cassa la fanno da padroni, ma la struttura dei pezzi non ha nulla di convenzionale: strofa dopo strofa il brano cambia, matura, sfocia ora in un ritornello, ora in un bridge, ora in un solo, apparentemente senza simmetria.
La produzione e' nel complesso buona, tenendo presente che l'album e' del '87 e che si tratta di un debut.
Majesty apre le danze in modo scherzoso: e' un simpatico valzer allegrotto a mettere subito fuori pista l'ascoltatore, ma la sorpresa non dura molto... pochi secondi ed ecco partire un riff micidiale e tagliente, quasi in stile thrash, affiancato ad un Hansi graffiante e grintoso. La lunghezza del brano non deve spaventare: grazie anche ad un ritornello orecchiabile e malinconico i minuti sembrano prendere il volo.
E' un Thomen scoppiettante che inizia Guardian of the Blind, a cui si affianca prontamente la coppia Olbrich/Siepen con chitarre ritmiche e i soliti riff martellanti. Pregievole pezzo: tirato, orecchiabile, punteggiato di brevi e veloci soli di chitarra sempre molto melodici.
Trial by the Archon e' un pezzo strumentale che apre per la successiva Wizard's Crown, gia' presente anche nelle demo del gruppo con il titolo di Halloween. Buona ancora una volta la prova di Olbrich che sforna delle belle frasi, melodiche e veloci.
Wizard's Crown incomincia un po' all'improvviso, nascendo spontaneamente dalla precedente track. E' un continuo di Trial by the Archon, della quale si va solo ad arricchire l'armonia e a darle maggior tiro di batteria.
E si arriva a Run for the Night, brano di ispirazione tolkeniana, veloce e potente, orecchiabile fin dal primo ascolto anche grazie ad un ritornello accattivante fatto apposta per far cantare la gente.
The Martyr, brano ispirato a Gesu' Cristo, ricalca un po' il solco delle tracce precedenti. La voce e' meno graffiante e il ritmo meno incalzante, ma non si puo' parlare ancora di mid-tempo.
Ed e' gia' ora della title-track, Battalions of Fear, song ispirata dalla tensione russo-americana. Il brano inizia subito incalzando e stavolta e' Hansi a dare il benvenuto, sostituendosi per una volta alle chitarre. Il brano cambia spesso, sia di armonia che di cadenza, e i riff che accompagnano la voce si susseguono uno all'altro senza incongruenze. Molto bella la pausa attorno al quarto minuto, terminante con una scalata a due chitarre, tecnica largamente usata dal gruppo, e che ci riporta al tema iniziale, pronti per un nuovo giro fino all'ultimo ritornello.
By the Gates of Moria e' chiaramente un'altra canzone di ispirazione tolkeniana. Si tratta del secondo brano strumentale dell'album. Anche qui la chitarra di Andre' ci regala eleganti fraseggi e potenti riff, sempre con un occhio di riguardo alla melodia. Qui il tempo e' meno serrato che nelle altre canzoni, e sembra veramente di trovarsi nel bel mezzo della discussione sull'ingresso alle miniere di Moria del Signore degli Anelli.
Gandalf's Rebirth e' una bonus track di origine chiaramente precedente la registrazione dell'album. La qualita' e la produzione sono inferiori, ed e' un peccato perche' si tratta di un pregevole brano strumentale, dotato di ottimi fraseggi e dal gusto forse piu' neoclassico. I due minuti del pezzo non sono comunque un danno e nel complesso arricchiscono l'offerta.