Kevin David Mitnick
Kevin nasce in California. I suoi genitori divorziano quando lui ha appena 3 anni. Nella sua adolescenza rispecchia lo stereotipo classico dell'hacker: a 13 anni è un ragazzino solitario, grassottello. Inizia con i "CB"; a 8 anni è già radioamatore.
Questa sua passione è da interpretare come una ricerca comunicativa: là fuori c'è qualcuno e lui ci vuole parlare, la distanza fisica non è più importante, ad otto anni può dialogare con degli adulti che si trovano in altre città. In quel periodo nacque in lui, forse inconsciamente, la passione per l'hacking, le reti, la comunicazione. Nella più classica immagine americana della prima metà degli anni '70, il ragazzino brufoloso, occhialuto e ciccione ha 9 anni vagabonda per i negozi d'elettronica della sua città, prende pezzi usati, li ricicla, costruisce, assembla tecnologia trasmissiva tutto solo nella sua stanzetta, mentre i coetanei giocano a basket o perdono tempo davanti alla scuola: diventa cliente assiduo d'alcuni negozi, stringe amicizia con i proprietari, inizia lavorare part-time da bravo teen-ager americano, ricevendo come paga dell'hardware usato. Il ragazzino cresce; scopre i PC. Va oltre, fin da subito, scoprendo i modem: a 13 anni è cacciato da scuola dal preside, perché entrava negli archivi degli altri istituti. Trasferisce la bolletta telefonica di un ospedale (30.000 $) sul conto di uno che detestava. Si battezza Condor, dal film "I tre giorni del Condor", con Robert Redford. Credo che un alias, un nickname, non sia mai stato più azzeccato: il Condor è solitario, lavora da solo, non si fida di nessuno, vive con la solitudine.
Probabilmente Kevin/Condor trova nella Rete e nell'hacking una compagna ideale, un qualcosa che lo rende meno solo.
Verso la fine degli anni '70, a 16 anni, come ogni bravo ragazzo americano, prende la patente. La targa della sua auto è X-HACKER.
E' arrestato per la prima volta a 17 anni per furto di manuali informatici. Immagino Kevin, andatura insicura, occhiali da vista spessi, andare a cercare manuali per imparare, per capire dei sistemi informatici ai quali non poteva accedere, a cercare l'informazione. Ad esser sinceri, un'altra via, semilegale e maggiormente proficua, poteva essere il trashing (letteralmente, rovistare nella spazzatura; davanti alle sedi di aziende di informatica, università e compagnie di telecomunicazione produce spesso informazioni molto riservate). Seguono altri arresti, nell'83, nell'87 e nell'88, sempre per reati informatici. Un giudice di Los Angeles, Mariana Pfaelzer, lo condanna al carcere emettendo una condanna superiore a quella richiesta dal D.A (District Attorney, il Pubblico Ministero). Prima che uscisse dall'aula, gli intima: "Questa è l'ultima volta che fa una cosa simile, signor Mitnick". Indubbiamente una frase profetica. Viene successivamente rilasciato, ma gli viene imposto il divieto di svolgere lavori che richiedano l'uso di un personal computer. Oggi, nel 1999, ad alcuni anni di distanza, quello stesso giudice dovrà decidere se le richieste di risarcimento - presentate da multinazionali informatiche e pari ad un totale di ben ottanta milioni di dollari, dovranno essere soddisfatte o meno.
Le aziende che hanno richiesto il risarcimento sono la Motorola, la Fujitsu, la Nokia, La Sun Microsystems, la Novell, la Nec.
Con che coraggio chiedono questa cifra ad un carcerato sotto processo, il quale non ha fatto altro che copiare delle informazioni per propria cultura personale, senza rivenderle, modificarle o distruggerle?
Anni '90. Kevin è cresciuto. E' sempre più Condor. E' un fantasma, come scrissero in seguito.
Non esiste. Vive dirottando i propri conti su altre utenze. Gira gli States, notebook e cellulare modificato. Pone molta attenzione durante le connessioni, cambia spesso numeri telefonici, appartamento. Si sposta di continuo. Esplode, probabilmente, il suo odio verso le "Big Companies": IBM, Digital, Sun Microsystems, Fujitsu. Tutte hanno dei segreti da custodire. Il Condor cerca la libertà d'informazione. Vuole la verità, vuole i bug, i famosi difetti, errori di programmazione compiuti dalle software house, per poter accedere ai sistemi informatici protetti. Dalla prima metà degli anni '90, sino al suo arresto, Kevin cresce ancora.
E' molto attirato dai sistemi VAX della Digital: sono i soli a non avere praticamente bug, a non essere "sfondabili".
Allora il Condor agisce, silenzioso. Utilizza Social Engineering, una tecnica hacking per carpire telefonicamente informazioni spacciandosi per un'altra persona, un collega di una filiale. Ottiene tutto quello che vuole. Viola il sistema di un Internet Provider inglese. A quel sistema è abbonato, come utente regolare, un consulente della Digital. E' stato tra i creatori del VMS, il sistema operativo proprietario dei VAX Digital, ed ora effettua consulenze alla Digital sulla sicurezza. I bug ci sono. Vengono scoperti da quest'uomo. E Kevin gli spia le e-mail. Apprende i segreti più segreti della Digital, il suo intento era quello: se non posso ottenere le informazioni in un modo, le ottengo in un altro. L'FBI è sui suoi passi. Lui lo sa. Spia le comunicazioni tra la sede centrale dell'FBI e gli agenti dislocati, i quali lo stanno cercando per mezza America. Non appena l'FBI dà l'ordine "ok, andate a prenderlo", lui sparisce. Li prende in giro. Falsifica le comunicazioni. E' un'ombra sulla Rete, nessuno sa dove sia fisicamente. Kevin nel frattempo è entrato ovunque: multinazionali, società d'informatica, agenzie governative. Entra e copia: progetti, piani, budget, business plan, contatti, consulenze esterne. Non vende nulla, non baratta, non cancella: apprende, impara, conosce. Per lui la conoscenza è importante. Sa come funzionano le cose. Capisce che il nuovo business sta partendo: telecomunicazioni, telefonia cellulare, satellitare, pay-Tv. I bit avanzano, l'analogico scompare. Kevin lo sa. Forse inizia a capire il potere che ha in mano.
Lo capiscono anche altre persone. Kevin ha accesso ad informazioni riservatissime, e questo dà molto fastidio alle multinazionali. Le lobby USA si muovono, l'FBI lo inserisce ufficialmente tra i "Top Wanted", come per i peggiori criminali.
L'Fbi ha capito, le multinazionali anche, le lobby hanno provveduto: mancano i mass-media. Come per magia, appare un articolo sulla prima pagina del New York Times, il 4 luglio 1994: racconta dell'esistenza del Condor. Kevin diventa un personaggio.
Ma è sempre più braccato. John Markoff, l'autore dell'articolo, fa di tutto per incontrarlo. Corrompe alcuni suoi "amici", collabora con l'FBI per incastrarlo.