Bantor

Bantor:
il valore della vita

Intro

-Ting!- l'eco degli ampi saloni di rocciia restituiva, ignorata, il suono metallico dei martello contro il piano dell'incudine, roche voci intonavano inni e canti vecchi di millenni e guerrieri scintillanti dalle lunghe barbe corvine passavano, di tanto in tanto, per le grandi sale brulicanti di gente, come succedeva da sempre nelle grandi citt� sotterranee dei Nani. Anche Bantor amava, quando gli addestramenti militari lo permettevano, mescolarsi alla folla e visitare i mercati; gli piaceva molto stare con la sua gente, era per questo che combatteva nell'esercito: per preservare quella pace e quella serenit�, era felice quando vedeva che la gente non si doveva preoccupare di nulla finch� c'era lui a vegliare. A dire il vero non c'era granch� da preoccuparsi, in quanto il regno delle Montagne godeva di ottimi rapporti con i paesi vicini abitati dagli umani; gli unici problemi che avevano erano causati dagli Elfi, con i quali i rapporti erano bellicosi sin da tempi immemorabili e verso i quali i Nani spesso intraprendevano campagne di guerra nel vano tentativo di allontanarli dalle terre alle pendici delle Montagne. Bantor aveva gi� combattuto pi� volte contro gli Elfi e tutte le volte aveva ricevuto elogi per il suo valore in battaglia; era sommamente fiero di ci� e incredibilmente soddisfatto ogni qual volta riuscisse ad infliggere danni considerevoli all'eserc�to nemico, lo faceva sentire importante agli occhi dei suoi concittadini. Fin da piccolo era stato istruito ad odiare gli Elfi, essi erano degli esseri misteriosi amanti di arti magiche che, pare, conferissero loro abilit� particolari; era probabilmente dovuto a questo il fatto che fossero cos� efficienti nella lavorazione dei metalli, niente a che vedere con la genuina esperienza dei Nani, derivata da secoli di lavoro nelle fucine, inoltre sembra che avessero la capacit� di manipolare le menti e assopire le facolt� della ragione a loro piacimento, a scopo di ridurre in schiavit�-coloro che osavano sfidare il loro potere; per queste ragioni i Nani, pi� pratici e sprezzanti delle arti occuIte, pi� interessati ai minerali preziosi e alle gemme, avevano avuto forti attriti per cos� tanto tempo con il popolo elfico.

Interlude

-Burp!- il suono profondamente gutturalee sostitu� le parole di ringraziamento per il lungo sorso di liquore, altra cosa particolarmente gradita ai Nani, gentilmente offerto da un compagno mentre si svolgeva una partita ai dadi nella camerata del campo di addestramento. -Porca miseria, Bantor, fai proprio schifo!- grid� ridacchiando Br�in subito prima di riprendersi la borraccia e prendere a sua volta una lunga sorsata di quell'acqua infuocata. Stavano ancora ridendo quando un Nano robusto e dal volto coperto di cicatrici entr� di scatto nella stanza.-Hanno indetto una riunione generale, ricomponetevi e presentatevi prima possibile, pare che presto scenderemo in campo!- disse, poi subito scomparve richiudendo la porta. La riunione fu piuttosto lunga e dei tutto simile a quelle precedenti, venne discusso il fatto che gli Elfi si stessero allargando fino alle prime pendici occidentali delle montagne, col rischio che stessero preparandosi ad attaccare; questa volta non potevano sperare nell'aiuto degli uomini del versante orientale, i loro mercenari erano in missione oltre i Grandi Laghi. -Per la miseria! Questa non ci voleva... proprio ora che gli uomini non possono supportarci... asser� un Nano piuttosto anziano; -Che v' importa?- ribatt� Bantor -lo non li ho mai visti combattere con tanto fervore, sembra pi� che vengano perch� vi sono costretti dagli accordi di Pace-. -Hai ragione, ciononostante, non stavano certo fermi durante la battaglia- ribad� il saggio; -Non dico questo... - specific� Bantor -dico solo che possiamo vincere tranquillamente anche senza di loro-. -Tu hai esperienza e hai dimostrato pi� volte il tuo valore, perci� voglio crederti, ma bada, se le cose andassero nel verso sbagliato, sarai tu a pagarne le conseguenze, sempre che gli Elfi non ti uccidano prima!-, si alz� e usc� dal salone indignato. -Dunque la decisione � stata presa... - concluse un altro che presiedeva la seduta -non ci resta che decidere i piani d'attacco-.

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