Capitolo I
Tutto � iniziato mercoled� sera, 20 ottobre 2004, intorno le 20.30 quando ho ricevuto una telefonata di Martina che mi chiedeva se il giorno dopo avevo voglia di accompagnarla a Spotorno dove i suoi genitori possiedono un piccolo appartamento. Martina � una mia carissima amica d'infanzia, ha due anni pi� di me e gi� lavora come geometra nell'Ufficio Tecnico di in un importante Istituto di Credito della citt�. Doveva andare fino a Spotorno per incontrare un idraulico che doveva visionare l'impianto della doccia e fare un preventivo per la sua sostituzione.
Presa cos� alla sprovvista non ho potuto darle subito una conferma perch� non sapevo come giustificare la mia assenza dal lavoro gi� solo dopo due settimane che avevo iniziato. Comunque l'ho rassicurata che avrei provato a chiedere un giorno di permesso e che le avrei dato una risposta per l'indomani mattina prima delle 9.00 se per lei non era un problema. La notte non ci ho dormito ed ho fatto pure sogni strani, di quelli che ti agitano ancora di pi� il sonno e che ti fanno svegliare la mattina pi� stanca di quando sei andata a letto.
La mattina intorno le 7.30 ho telefonato al signor Vittorio, direttore del negozio dove lavoro come commessa, dicendogli che durante la notte mi erano venute le mestruazioni e che, mai successo prima, avevo avuto delle perdite troppo abbondanti ed anche dolorose. Molto preoccupata, avevo chiamato il
ginecologo che mi aveva suggerito di fare un salto nel suo studio appena possibile per una visita. Risolto cos� il problema del lavoro, ho telefonato a Martina dicendole che potevo accompagnarla e che doveva per� passare a prendermi perch� ero senza macchina.
Lei � arrivata puntuale per le 9.00 con la sua nuovissima Lancia Ypsilon rosso Ferrari, mi ha caricata e cos� siamo partite alla volta di Spotorno (ridente borgo marinaro in provincia di Savona...) che dista da Genova una settantina di chilometri. Arrivate a Spotorno intorno le 10.30 ci siamo
incontrate sotto casa con l'idraulico che dopo avere visionato il bagno ed i lavori da fare per la sistemazione della doccia ci ha portate nel suo negozio. Ha fatto visionare a Martina, da svariati cataloghi, un impianto doccia che poteva andare bene per il suo bagno.
A scelta avvenuta, ha fatto poi un preventivo dei lavori da eseguire, comprensivi anche del materiale necessario extra impianto doccia, con la tempistica per l'esecuzione degli stessi. Accettato il preventivo, dopo una lunga contrattazione sul prezzo dell'opera finita, a mezzogiorno passato siamo uscite dal negozio dell'idraulico. Ci siamo incamminate verso il mare, siamo andate a sederci su una panchina della passeggiata visto che era una giornata soleggiata e ancora molto calda.
Avevamo indossato entrambe pantaloni di jeans stinti e rattoppati della Guess, io calzavo scarpe basse della Geox, lei invece aveva un mezzo stivaletto di pelle della Stone Heaven, e, colmo dei colmi, portavamo entrambe una camicetta dello stesso tessuto ma non dello stesso colore. Io avevo anche una leggerissimo giubbotto di pelle nera morbidissima mentre lei, invece, ne aveva uno di jeans tutto intarsiato, uno simile a quelli che si vedono nelle vetrine di Dolce & Gabbana in Via Roma a Genova.
Siamo rimaste sedute li davanti al mare per almeno mezzora a chiacchierare da buone amiche e poi abbiamo deciso che forse era meglio mettere qualcosa sotto i denti visto che entrambe avevamo pure una certa fame. Ci siamo accomodate ad un tavolo della friggitoria che sta proprio a fianco il portone della casa dove c'� l'appartamento di Martina e ci siamo
"spazzolato" e gustato con avidit� un bel piatto ciascuna di acciughe fritte appena pescate.
Il tutto lo abbiamo annaffiato con due bicchieri di Vermentino della Riviera Ligure di Ponente. Ci siamo pure deliziate il palato con una coppa di tiramis�, anche quello appena preparato, e per finire ci siamo fatte un caff� nero bollente uscito da una caffettiera Moka. Cos� belle allegre e
con lo stomaco appagato siamo uscite dal locale e lentamente abbiamo incominciato a risalire su in casa. L'appartamento � situato al secondo piano di un edificio molto vecchio situato in uno di quei vicoli stretti liguri, chiamati carruggi, che va a morire quasi davanti al mare.
L'appartamento si raggiunge attraverso una scala stretta e ripida fatta con gradini di ardesia. La porta � anonima, di un colore verde, tipo quello delle persiane, ma � una porta quasi tutta di ferro, sembra quasi di entrare in un caveau di una banca. Mi raccontava Martina che avevano dovuto proteggersi da eventuali visite sgradite di ladri che specialmente nel
periodo invernale sono soliti "frequentare" e ripulire questi appartamenti che rimangono senza proprietari per lungo tempo.
L'appartamento � molto piccolo, saranno si e no 30 metri quadrati di superficie. Praticamente � composto da una sola stanza di forma quasi quadrata con un piccolo bagno che occupa circa la met� della lunghezza della parete destra per un larghezza di non pi� di due metri e mezzo. La stanza �
soppalcata per una altezza di due metri da terra in quanto il soffitto, essendo la casa antica, ha una altezza di almeno tre metri e ottanta centimetri.
La lunghezza del soppalco non supera i due metri e mezzo mentre la larghezza potr� essere di circa tre metri. Sul soppalco c'� un letto a due piazze di quelli molto bassi con doghe di legno, alle pareti ci sono tre mensole che raccolgono oggetti vari di arredamento. Una scala di legno porta al letto ed i gradini, formati da pioli, non sono molto agevoli perch� quando ci appoggi il piede nudo ti fanno sentire dolore.
Sotto il soppalco c'� un armadio abbastanza capiente ad ante scorrevoli, poi c'� un tavolo quadrato con quattro sedie impagliate e un mobiletto basso e lungo appoggiato all'altra parete. Opposta al soppalco c'� la zona pranzo che � composta da una cucina componibile che copre la parete che guarda
verso l'esterno e parte della parete che con questa fa angolo. Il vano della finestra fa parte dei mobili della cucina con un effetto veramente notevole.
Bisognerebbe vederlo di persona per rendersi conto della sua particolarit� o anche attraverso un disegno, ma questo credo che sia una cosa abbastanza marginale. I mobili della cucina, opposti alla finestra, sono bassi e dividono quasi in due la stanza ed hanno anche la funzione di servire da appoggio per altre cose (televisore, impianto stereo, videoregistratore,
sopramobili, ecc.).
Ci sono poi altre mensole sul lato destro della stanza ed un grande specchio rettangolare, circa 2.50 x 1.00 metro, che ha anche la funzione di fare apparire tutto lo spazio pi� grande. Sotto lo specchio � sistemato un morbidissimo divano letto a tre posti tutto coperto da un fantastico mezzero che ricorda molto il tipico colore delle antiche ceramiche di Albissola. La
zona bagno � veramente ridotta all'osso, contiene il vano doccia, una tazza, un bidet, una specchiera con due mobiletti ai lati e piccola mensola, un piccolo lavandino ed il boiler per l'acqua calda.
La doccia � posizionata anch'essa contro una piccola finestra, che bloccata dall'esterno con inferriate, ha solo la funzione di fare passare la luce solare. Una porta scorrevole separa il bagno dalla stanza. Non parlo dell'impianto di illuminazione ma sappiate che c'� e che funziona pure bene. E' meglio invece che mi fermo qui con la descrizione, altrimenti vado avanti fino a domani mattina senza raccontare quello che poi a voi spero faccia piacere e, devo ammettere, anche a me.
Adesso che ho parlato dell'appartamento non mi ricordo pi� dove ero rimasta e perch�, io e Martina, eravamo risalite su in casa. Siamo salite per fare pip� (quella � una cosa indispensabile che bisogna sempre espletare specialmente dopo avere pranzato...), per lavarci i denti, per darci una
"risistemata", per chiudere bene la finestra, i contatori dell'acqua e della corrente elettrica prima di ripartire per Genova. Ma ci credete veramente?
(to be continued)