Giorno 1
Di mestiere faccio la commessa, commessa in un negozio di calzature di Via XII Ottobre. Fin qui nulla di strano, ognuno di noi ha il mestiere che si merita ed effettivamente quello di commessa mi calza come una scarpa di pelle morbidissima. Ieri pomeriggio, sul tardi, � entrata in negozio la signora Martinello con la bambina pi� piccola nel passeggino. Chiede di provare un paio di ballerine di Prada esposte nella vetrina centrale.
Si sta avvicinando la buona stagione e malgrado qualche piovasco ritardatario le persone incominciamo a preoccuparsi del cambio di guardaroba. O meglio, qualcuno che pu�, incomincia a farlo. Quelli che entrano nel mio negozio possono tutti. Ballerine color sabbia in pelle di camoscio con suola di cuoio, questo � l�oggetto desiderato dalla signora che seduta sul divanetto sta aspettando per provarle. La signora Martinello � una nostra cliente abituale da svariati anni.
Il signor Vittorio, direttore del negozio, si raccomanda di trattarla nel migliore modo possibile perch� spesso e volentieri i suoi acquisti raggiungono anche la ragguardevole cifra di circa 2.000 euro nel giro di un paio di mesi. Che non sono noccioline visti i tempi che corrono e con la recessione sempre in agguato. La signora vuole essere servita solo da me anche quando � presente il signor Vittorio. Nel caso fossi gi� impegnata con altri clienti aspetta pazientemente che finisca.
Oggi pomeriggio � particolarmente allegra, ha voglia di chiacchierare, voglia di sentirsi al centro dell�attenzione, voglia di ridere anche senza un apparente motivo. Del resto � una signora molto giovane, poco pi� di 30 anni, sposata al primario responsabile di cardiochirurgia dell�ospedale San Martino. Mentre apro la scatolona azzurra di Prada contenente le ballerine da lei chieste, un accavallamento veloce di gambe mi da l�impressione che la signora, sotto l�ampia gonna, non porti biancheria intima.
Niente mutandine o tanga o perizoma o altro ammenicolo. Credo che un leggero rossore mi ha colorato le guance, posso assicurare invece che il cuore ha incominciato a battere forte come quando faccio Jogging in Corso Italia da Piazzale Kennedy fino a Boccadasse. Inginocchiata davanti le sue ginocchia mentre l�aiuto a calzare le ballerine c�� un nuovo movimento di accavallamento gambe che mi da la conferma di quanto prima ho gi� intravisto. Sono molto sensibile alle grazie femminili e mai pi� avrei pensato che la signora Martinello fosse anche lei interessata a questa mia passione.
Penso che abbia capito, forse intuito, il mio piccolo segreto. Che voglia in qualche modo mettermi in imbarazzo contando sul fatto che non posso reagire come la mia indole mi sta suggerendo da svariati minuti? Non so fino a che punto le sue mosse sono volontarie oppure del tutto fortuite. Un fatto per� � certo: mai prima d�ora si era comportata in modo cos� esplicito nel mostrare involontariamente o volontariamente le sue grazie nascoste. Un bel casino per me!
La signora se la ride come se nulla fosse accaduto mettendomi ancora maggiormente in imbarazzo, si china in avanti verso le scarpe e per arrivare a toccarle meglio con le mani allarga le gambe. I miei occhi sono calamitati verso l�apertura all�interno cosce che non riesco ancora bene a mettere a fuoco data la posizione assunta dalla signora. Lei mi guarda dritta negli occhi, sembra studiare in ogni minimo dettaglio le mie reazioni che cerco di nascondere nel peggiore modo possibile.
Sempre cos� succede in casi simili, pi� cerchi di nascondere quello che ti passa per la testa e pi� lo rendi evidente. Per fortuna che si � alzata in piedi ed incomincia a passeggiare per il negozio guardandosi in tutti gli specchi provando il piacere della camminata con quelle scarpe. Le ballerine, numero 37, le sembrano un po troppo grandi, chiede di provare un mezzo numero di meno. Seduta nuovamente sul divanetto, col sedere molto in avanti, apre ancora le gambe e mi mostra, semmai avessi ulteriori dubbi, tutta la sua figa completamente rasata.
Dalle grandi labbra chiuse spunta solo una piccola appendice un poco pi� scura: una delle due piccole labbra. I miei occhi rimangono li, incollati come una calamita per tutto il tempo che cerco di farmi riconsegnare le scarpe. Sono inebetita, se qualcuno mi chiamasse certamente non ci farei caso. Sento solo il sorriso della signora anche se dalle sue labbra forse non esce alcun suono. Dentro di me maledisco questo momento e tutta la situazione di tensione che si � venuta a creare fra me e questa cliente speciale.
Fino a che punto � reale quello che mi sta succedendo? Non � che forse ho corso un po troppo con la fantasia e, da sola, mi sono girato un film che solo io riesco a vedere? Sento il mio ventre tremare leggermente, le mie gambe diventare molli, la mia bocca secca che cerca un sorso d�acqua fresca o un bacio travolgente. �Anna, allora me lo vai a cercare un mezzo numero di meno?� La voce della signora Martinello mi risveglia dal mio sogno personalizzato ed allora corro nel retro negozio come se fuggissi da un affamato stupratore marocchino.
Troppi pensieri girano vorticosamente nella mia testolina, mai prima d�ora in quasi 10 anni di onorata carriera di commessa di calzature mi era accaduta una cosa simile qui in negozio. Poi proprio con una signora sposata e con prole al seguito: colmo della sfortuna! E� sicuramente tutta una mia fantasia, tutta immaginazione che forse la mancanza di una compagna in questo periodo ha alterato il mio abituale modo di valutare le situazioni fino ad ingigantirle oltre misura. Un paio di ballerine color sabbia misura 36,5 non ci sono nel nostro magazzino.
La signora Martinello, ormai in piedi con la sua bambina per mano, non � affatto contenta, quelle scarpe le piacciono davvero tanto e non vuole rinunciare ad acquistarle. Nemmeno 210 euro di spesa riescono a scoraggiarla. Una telefonata alla nostra filiale di La Spezia risolve il problema: domani mattina entro le 10 un corriere avrebbe consegnato qui in negozio la scatolona blu con le tanto agognate ballerine. C�� ancora un piccolo problema: le scarpe devo gentilmente recapitarle di persona.
Ha per casa due pavimentisti che stanno ripiastrellando il bagno. La cosa non mi stupisce pi� di tanto, gi� altre volte ho fatto questo tipo di commissione sia per la signora Martinello che per altri nostri affezionati clienti. La sua stretta di mano nel salutarci � stata pi� lunga del solito, il suo tocco mi � sembrato oltremodo caldo. Nel lasciare la mano mi � sembrato di ricevere una carezza che mi ha fatto accapponare la pelle. Sono effettivamente una commessa con tanta buona e variegata fantasia.
Giorno 2
Sono esattamente le 11.22, sto citofonando dal cancello di villa Mimosa, in Via Pisa 44, alla signora Martinello. La giornata � scura, nuvoloni neri gonfi di pioggia salgono pigramente su dal mare e quasi con fatica si dirigono verso il Righi per poi scomparire oltre l�appennino. Sarebbe sicuramente piovuto nel breve giro di un�ora, per niente mi sono armata di ombrellino pieghevole che tengo nella borsa insieme ad un rosso K-Way di scorta. La prudenza non � mai troppa in questo mese di aprile pazzerello.
Un click metallico preannuncia l�apertura della porticina laterale al cancello e mi invita ad entrare. In fondo al piccolo viale vedo gi� la signora Martinello sulla porta di casa che sta ad aspettarmi. E� vestita come il giorno prima, sembra quasi che non siano passate le 17-18 ore dall�ultimo nostro incontro in negozio. Sempre gentile e sorridente mi fa accomodare nel grande salotto, con grandi vetrate e con vista parco. Rimango li in piedi con la mia borsa di pelle in una mano e la sua borsa di carta plastificata nell�altra.
Non so cosa dire e nemmeno cosa fare. Ripenso velocemente al sogno che ho fatto durante la notte, sogno che mi vedeva protagonista in compagnia della signora che adesso � li davanti a me ad una distanza di un paio di metri viva, vegeta e forse anche disponibile a ripercorrere davvero quel sogno. E se anche lei ha sognato lo stesso mio sogno? E se anche lei si � svegliata sudata, tremante e tutta bagnata fra le cosce come � successo a me?
�Anna, mi fai provare subito le ballerine o prima preferisci un caff� con un pezzetto di cioccolato fondente?�. Spesso e volentieri mi estraneo dalla realt� che mi circonda e questa � gi� la seconda volta che mi capita proprio con la signora Martinello. Il caff� col cioccolato da sgranocchiare mi da modo di prendere tempo e cercare nei limiti del possibile di tranquillizzarmi. Perch� non sono affatto tranquilla, gi� rivedo nella mia mente, come il un lento replay cinematografico, il momento della prova delle scarpe e non posso fare a meno di ricordare la scena del pomeriggio precedente.
Gi� mi sento umidiccia fra le cosce al solo pensiero di potere rivedere a mezzo metro di distanza la figa della signora Martinello. Gi� mi pare di sentire attraverso le narici un buon profumo di detergente intimo che la signora ha certamente usato per questo nostro appuntamento. Gi� immagino la mia lingua che si intrufola fra le grandi labbra, i miei denti che imprigionano le piccole e le tirano in fuori. Poi la punta della lingua che passa velocemente intorno al clitoride, che si ferma ogni tanto per aspirarlo con molta delicatezza fino a farlo uscire fuori dal suo abituale nascondiglio.
Gi� sento i suoi flebili gemiti di piacere, gi� assaporo il suoi umori che colano sulle mie labbra. Tutte queste visioni, che portano emozioni, passano veloci davanti i miei occhi e se, per caso, diventano realt� la faccio sicuramente godere come mai le � capitato in tutta la sua vita. Nel mio mestiere, modestamente, sono davvero molto brava, sia si tratti di far provare scarpe che di fare provare emozioni pubiche. Il caff� col cioccolato fondente � molto buono, come molto convincente � anche la mia immaginazione nel crearmi forti emozioni.
Se la signora Martinello mi mette in questo momento una mano fra le cosce trova una figa pulsante, vogliosa ed esageratamente bagnata. E se per caso adesso sente l�odore dei miei umori? Questo odore in certi casi � sempre molto intenso e se hai buon naso non � difficile percepirlo. Improvvisamente mi sento il viso tutto rosso per la vergogna e pur avendo voglia di andare un momento in bagno ad asciugarmi non oso chiedere il permesso. E poi ieri ha detto che ci sono i pavimentisti, la casa per� � silenziosissima.
Non si percepisce alcun rumore strano, solo un sottofondo di musica per pianoforte che mi ricorda il brano �Oltremare� di Ludovico Einaudi che ascolto anche in negozio. La prova delle scarpe non si fa attendere oltre, da brava e buona commessa gran figlia di puttana le tiro fuori dalla scatolona azzurra e gliele porgo. Le solite manovre di accavallamento delle gambe del giorno prima: prima la destra sulla sinistra e subito dopo la sinistra sulla destra. E come il giorno prima rivedo la stessa figa rasata con le piccole labbra un poco scure che spuntano fuori dalle grandi.
La signora si � mossa con molta naturalezza e misurata lentezza, sembra che voglia che mi renda bene conto di quanto sia bella e carnosa la sua figa. Certamente mi vede soffrire in silenzio, bloccata nei miei sogni ad occhi aperti con l�immaginazione che galoppa sempre pi� veloce fino a raggiungere un�andatura da galoppo sfrenato lungo una discesa ripidissima. Devo restare li ferma, immobile ad osservare in religioso silenzio. Poi apprezzare con parole la bellezza delle ballerine ogni qualvolta la signora fa piccoli passi laterali e brevi giravolte ammirandosi in un suo specchio immaginario che non � li nel salone.
Le ballerine le stanno davvero bene, la misura adesso � perfetta, come perfetta � la caviglia e perfetto il polpaccio. Il momento del ritorno in negozio si sta avvicinando, non ho altro da fare in quel luogo a meno che la signora Martinello non prenda qualche iniziativa. Che pu� anche prendere perch� i pavimentisti non sono in casa, certamente � stata una scusa forse per rivedermi e per restare sola con me. Evidentemente le piaccio, come lei piace a me. Su questo secondo punto almeno da parte mia non ci sono dubbi.
Ma tutti questi ragionamenti fatti fra me e me sono solo una mera fantasia che finora non ha ancora avuto un riscontro oggettivo. Seduta sul divano la signora si sta levando le ballerine dai piedi e parlando con me sulla morbidezza della pelle ha ancora aperto le gambe e nuovamente mi sta mostrando la sua figa. Chiss� perch� ma adesso mi pare pure bagnata, forse i passi e le giravolte che ha fatto prima hanno contribuito ad eccitarla.
Corro veloce con la fantasia, nessuno mi batte, sono gi� all�arrivo quando il colpo di pistola dello starter si sente ancora per l�aria. La signora mi fissa con occhi dolci, ha sicuramente qualcosa da dirmi, ma ancora dalle sue labbra non escono le parole che vorrei ascoltare, le parole che mi invitano a mettere la testa fra le sue cosce. Un grazie sincero per la consegna accompagnato da un blocco di cioccolato fondente di Buffa � stato l�ultimo atto che si � consumato fra me e la signora Martinello tra le mura del salone di villa Mimosa.
Una leggera pioggerellina mi accompagna prima alla fermata del 15 e poi per tutto il percorso fino alla fermata di Via XX Settembre. Mi sento stupida come mai � successo prima di adesso. Ho fatto un bellissimo sogno ad occhi aperti, un sogno quasi vero al 99%, peccato che per colpa di un misero 1% la realt� non ha superato la fantasia. Imprevisti del mestiere!
NOTA.
Com�� ovvio, i nomi dei personaggi, delle societ�, delle strade, ecc. sono inventati di sana pianta e non hanno riferimenti con la realt�.