[noped] [orchidea] L'angolo discreto di Mybelline

[Farfalla blu]



23 - Sotto la doccia minuto per minuto

29 novembre 2005


Appena rientrata in casa, dopo la solita corsa mattutina, mi sono seduta sul bordo del letto per rifiatare. Avevo lo sguardo perduto nel vuoto come pure perduti nel vuoto erano i miei pensieri. La lunga corsa solitaria mi aveva fatto pensare e ripensare alle ore passate con te ieri sera, le ore di una ragazzina di 17 anni, le prime ore davvero importanti di una storia appena iniziata e che vorrei non vedere mai finire.

Pi� ti pensavo e pi� sentivo l'eccitazione salire, il nostro incontro serale aveva lasciato un desiderio di te talmente forte che non ero ancora riuscita a colmare del tutto. Mi sentivo eccitata e stanca, immaginavo il momento in cui ti avrei ancora incontrato, il momento che mi avresti ancora stretta con forza contro il tuo petto. Il momento in cui avrei ancora assaporato le tue labbra e i tuoi baci.

Gi� ero bagnata di sudore e un�altra sensazione di umidiccio caldo la sentivo fra le cosce e pi� che una sensazione stava diventando una realt� alla quale non potevo, e non volevo, sottrarmi. In fretta ho raggiunto il bagno, ho chiuso la porta a chiave, mi sono quasi strappata di dosso gli indumenti da corsa (maglietta, pantaloncini, reggiseno, mutandine, calzini, scarpe e fascia per i capelli�) e mi sono infilata sotto la doccia.

L'acqua tiepida mi ha subito rilassata ed ha contribuito a pulire la pelle dal sudore e dalle tossine che avevo buttato fuori durante l'ora e mezzo di corsa. Mi sono lasciata accarezzare dall'acqua per un tempo abbastanza lungo facendola scorrere direttamente sui capelli, dai capelli scendeva sul viso costringendomi a tenere gli occhi chiusi, dal viso scendeva sulle spalle, sui seni, sull�ombelico, poi gi� sul ventre fino al pube.

L� i peli, che formavano come una piccola montagnola, facevano fare al rivolo d�acqua un breve salto, quasi una piccola cascatella che non faceva passare l'acqua direttamente sulla patatina. L'acqua dirottava e andava a sbattere sulle cosce per poi proseguire lungo le gambe fino in fondo ai piedi. Siccome l'acqua non passava nel mezzo della patatina ero costretta ad aiutarla e, con la mano destra, la tiravo su allargandola con il dito medio e anulare.

L'acqua allora scorreva veloce nel mezzo fra le labbra passando prima sul clitoride e finendo in fondo all'entrata della vagina dandomi una piacevole sensazione di caldo e di benessere. L'umore caldo scivoloso che usciva dalla vagina si confondeva con il caldo liscio dell'acqua e, se ci passavo sopra un dito, riuscivo ad apprezzare la consistenza di questa mistura formata dai due liquidi.

Se poi portavo il dito medio prima sulle labbra e poi all'interno della bocca riuscivo ad assaporare lo strano gusto dell'acqua a contatto del mio umore. Spesso mi rimproveri perch� a me piacciono molto i tuoi racconti erotici, pur sapendo che sono molto sensibile sia alle sensazioni create dalle parole per non parlarti di quello che mi succede se vengo accarezzata da una mano o da una bocca.

Sono come una macchina umana creata per fare, dare, ricevere sesso... mi piace sempre in qualsiasi momento, in qualsiasi situazione, in qualsiasi luogo mi trovi. Anche sotto la doccia, da sola. A volte penso di essere malata, perch� non � possibile che abbia sempre questa voglia sfrenata di farlo e che basti cos� poco per farmela salire al punto da farmi stare male se non riesco poi a soddisfarmi. Tornando alla doccia ed all�eccitazione che avevo in corpo non ho trovato di meglio da fare che sedermi per terra sotto il getto d�acqua con la schiena appoggiata alla parete, le gambe alzate e divaricate fino all'altezza dei seni.

Entrambe le mani tiravano, allargavano, frugavano con dieci dita ogni angolo della patatina sapendo che era l�unica parte del corpo attraverso la quale potevo arrivare al godimento. Mentre l'acqua tiepida continuava a cadere e scivolare nel mezzo, intorno e sopra la patatina, con l'indice ed il medio della mano destra accarezzavo velocemente il clitoride mentre il medio e l'anulare della mano sinistra accarezzavano dal basso verso l'alto e viceversa il solco formato dalle piccole labbra fino ad arrivare all'entrata della vagina.

E qui a volte si fermavano, indugiavano quel tanto che basta, provavano ad entrare senza trovare particolari ostacoli. La posizione raccolta ad uovo del corpo evidentemente favoriva l'entrata come pure l�umore che continuava a scendere viste le piacevoli sensazioni che mi creava lo sfregamento delle dita sul clitoride. Solo la falangetta e la falange delle due dita della mano sinistra riuscivano ad entrare in vagina, malgrado provassi a spingere non riuscivo a farle penetrare oltre.

Avevo per� voglia di sentirle avanzare pi� in profondit�, una voglia pazzesca, irresistibile da farmi restare quasi senza fiato. Anche le dita della mano destra intorno al clitoride avevano aumentato la loro velocit� di accarezzamento mentre le dita della mano sinistra, oltre che avere aumentato il movimento di dentro-fuori dalla vagina, spingevano con forza per penetrare ancora pi� in profondit�.

Allora ho avuto una brillante idea, mi sono messa in ginocchio sempre sotto la doccia che continuava a spruzzarmi i suoi getti tiepidi proprio all'altezza delle fossette dei reni. L� acqua scorreva, sempre tiepida, attraverso il solco formato dai glutei fino a raggiungere l'ingresso della vagina e a proseguire lungo il solco delle piccole labbra fino al clitoride. L� l'acqua, aiutata dal movimento delle dita, teneva il clitoride sempre eccitato per il caldo tiepido che lo avvolgeva.

Stavo in ginocchio con le gambe un poco divaricate, con la testa abbassata quasi a sfiorare il pavimento (in certi momenti lo toccavo pure...), con il sedere molto in alto, con il dito medio della mano destra sul clitoride a stuzzicarlo e col il dito medio della mano sinistra che, passando sopra il gluteo sinistro, entrava ed usciva dalla vagina. In questa posizione ancora pi� aperta riuscivo a penetrarmi molto in profondit� e a sentire quelle ulteriori sensazioni di piacere che prima desideravo e che adesso invece riuscivo a raggiungere in modo completo.

Ogni tanto portavo le dita, che uscivano dalla vagina molto umida ed eccitata, alla bocca ed incominciavo a succhiarle quasi con avidit� assaporando il dolce sapore dei miei umori vaginali. Non so come sono i tuoi umori, non ne conosco ancora il loro gusto ma ti assicuro che i miei sono davvero dolci, un gusto di miele con una punta leggermente amara. Mi piace moltissimo assaporarli, sentirli sul mio palato, leccare le dita con la punta della lingua quasi a non volerne disperdere neanche una piccolissima goccia, un piccolissimo rimasuglio.

Ebbene in questa posizione, un poco da sporcacciona viziosa, sono finalmente riuscita, con movimenti veloci delle dita della mano destra intorno al clitoride e penetrazioni sempre pi� profonde e lunghe del medio della mano sinistra nella vagina, ad aumentare progressivamente la mia eccitazione. La mano sinistra non solo la facevo penetrare in profondit�, anche aiutata dalla scivolosit� del canale vaginale, ma quando il dito tornava indietro, piegando opportunamente la falangetta riuscivo ad allargare il percorso di ritorno.

Facevo strusciare la punta del dito sulla parete e poi facendolo quasi arrestare, con una sensazione di strappo, nel momento che stava per uscire completamente dalla vagina. Una sensazione da brivido questo strappo in alto sulle pareti della vagina. Uno strusciamento che facevo proseguire anche nel tratto che sta fra l'entrata della vagina ed il buchino dell'ano.

Non voglio raccontarti i brividi che invadevano tutto il corpo al punto da farmi tremare malgrado l'acqua tiepida che continuava a bagnare i glutei e tutto quello che stava sotto. Aumentando sempre pi� i movimenti delle dita delle due mani impegnate in punti diversi e sincronizzandoli fra di loro riuscivo, anche tenendo gli occhi chiusi ed immaginando la tua lingua e le tue mani su di me, ad aumentare l� eccitazione.

Ho incominciato a muovere allora anche i fianchi in modo scomposto e a provare a strusciare i seni sul pavimento della doccia in quanto sentivo i capezzoli diventare sempre pi� turgidi. Il movimento del corpo in avanti ed indietro aiutava e simulava anche una penetrazione cercata e desiderata dalla mia fantasia. In questo modo, con una corsa finale da farmi quasi male alle ginocchia tanto era veloce, sono finalmente riuscita ad arrivare al punto in cui iniziano le contrazioni vaginali, da cui non si pu� pi� tornare indietro e neanche cercare di farle durare il pi� a lungo possibile.

Quando arrivo a questo punto non riesco pi� a gestire coscientemente l�eccitazione, sono impotente e devo per forza lasciarmi trascinare fino al godimento finale. Non so se per te � la stessa cosa, non so se tu riesci in qualsiasi momento a controllare il tuo piacere, non so se riesci a centellinartelo attimo per attimo. Non ci riesco pi� dopo che mi arriva la prima contrazione e dunque devo lasciarmi andare fino in fondo, lasciarmi avvolgere completamente in una spirale di piacere.

Solo piccole grida di piacere e strani gorgoglii escono dalle mie labbra e creano una ulteriore eccitazione che mi fa desiderare di finire il pi� presto possibile tanto � grande la piacevole sofferenza che mi prende in quei momenti. Non resisto molto al piacere intenso, � quasi un dolore per me, un dolore che mi attanaglia la parete vaginale bloccando completamente le dita che vi sono dentro. Vorrei farle uscire ma mi manca la volont� e la forza di farlo anche perch� le contrazioni, dovute all�intenso piacere, le bloccano.

La stessa sensazione prende il ventre all'altezza della bocca dello stomaco mentre mi sento il clitoride scoppiare e pi� lo sento gonfiarsi pi� lo premo sui bordi con l'indice ed il medio della mano. Cerco di tirarlo il pi� in alto possibile fino a fare uscire una piccola appendice esterna gonfia e turgida, la sento fra le dita, la racchiudo con forza procurandomi un male-piacere indescrivibile.

Mi prende allora un tremolio prima leggero su tutto il corpo e poi sempre pi� forte che causa un indolenzimento dei muscoli ventrali e delle cosce. Mi piego ulteriormente su me stessa stringendo sempre pi� forte le dita della mano destra intorno alla patatina mentre il medio della mano sinistra non riesce ancora ad uscire dalla vagina e neanche voglio farlo uscire. Sembra quasi che il racchiudermi cos� in me stessa, sia fisicamente che col pensiero, faccia in modo di trattenere il pi� a lungo in me il piacere che sto assaporando.

Rimango cos� immobile per un tempo che a me sembra lunghissimo, col respiro affannoso ed i battiti del cuore che arrivano fino alle stelle, con le contrazioni sulle pareti della vagina, con il tremore sul ventre ed il tremolio in tutto il corpo. Poi piano, piano si allenta questa tensione esasperante e subentra un senso di rilassatezza che mi fa sentire meravigliosamente bene, che mi fa pensare quanto sia davvero bello essere capace di procurarmi questo tipo di emozioni e di sensazioni forti.

Questo piacere che non vorrei finisse mai e che potesse ricominciare da subito appena lo sento scemare lo dedico tutto a te. Questo giochino non lo avevo mai fatto prima, mi sono stupita da sola delle posizioni anatomiche che sono riuscita a creare in quel luogo ristretto e cosi insolito per una tranquilla masturbazione. Per fortuna che avevo chiuso a chiave la porta del bagno. Te lo immagini cosa sarebbe successo se fosse entrata mia madre mentre godevo, sdraiata per terra, sotto la doccia?

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