Questa mattina alle 5.05 mi sono svegliata all'improvviso mentre stavo
sognando di essere presa da dietro da una persona sconosciuta che non so
bene per quale recondita ragione era riuscita a mettermi sotto senza che
opponessi resistenza. I sogni sono belli perché non hanno un senso, non
esiste quasi mai una logica in tutto quello che succede.
E sono ancora più belli poi se riescono a trasmetterti inconsciamente delle
emozioni tanto forti che appena ti svegli, come nel mio caso, ti ritrovi
tutta eccitata e bagnata quasi che davvero il sogno si fosse trasformato in
piacevole realtà.
Mi sono svegliata con gli occhi completamente spalancati e con un senso di
vuoto dentro, avrei voluto in quel momento avere davvero qualcuno vicino,
qualcuno a cui aggrapparmi, qualcuno a cui dedicarmi per dare libero sfogo
alla mia voglia repressa di provare piacere che mi attanagliava ancora la
bocca dello stomaco.
Ero sola con me stessa, al calduccio del mio lettone, solo la mano destra mi
faceva compagnia, solo il medio premeva con insistenza all'interno delle
piccole labbra. Evidentemente durante il sonno i miei sensi erano vigili e
si erano attrezzati per dare libero sfogo alle mille emozioni causate dal
sogno.
Così senza neanche rendermene conto ho lasciato il mio dito libero di
proseguire nel lavoro di scavo e di lisciatura che già aveva iniziato di sua
spontanea volontà. Il dito scorreva con facilità dall'alto verso il basso e
da destra verso sinistra.
Scivolava senza freni in un percorso ripetitivo con pochissime varianti
aiutato anche da un movimento ritmico del bacino che tentava in tutti i modi
di agevolare queste perlustrazioni. Il piacere è arrivato improvviso, senza
nemmeno cercarlo, senza nemmeno provare a lasciarlo in un stato di latenza
per coglierne una parte più grande possibile.
Un tremore repentino, una scarica elettrica e nervosa, un battito accelerato
del cuore mi ha fatto stringere forte le gambe intorno le dita. L'altra mano
contemporaneamente si è ancorata intorno un seno, stringendolo con forza,
quasi cercasse un appiglio per non cadere.
Un rumore roco, quasi gorgogliante è uscito dalla mia gola, un grido
soffocato forse anche immaginato, un grido di piacere silenzioso.
Praticamente mi sono arrotolata tutta su me stessa, mi sono racchiusa come
un riccio, non volevo che il mio godimento si disperdesse nel letto, tra le
lenzuola, lo volevo tutto per me e solo per me.
In questo stato di completo abbandono fisico e mentale mi sono lentamente
riaddormentata per poi maledire due ore dopo i trilli ripetuti della
sveglia. Mi comandava imperiosa di alzarmi dal letto, di infilarmi sotto la
doccia, di fare colazione, di truccarmi e vestirmi e poi uscire velocemente
per non perdere il bus delle 8.10.