[noped] [orchidea] L'angolo discreto di Mybelline

[Farfalla blu]



22 - Tra sogno e realtà

06 novembre 2005


Questa mattina alle 5.05 mi sono svegliata all'improvviso mentre stavo sognando di essere presa da dietro da una persona sconosciuta che non so bene per quale recondita ragione era riuscita a mettermi sotto senza che opponessi resistenza. I sogni sono belli perché non hanno un senso, non esiste quasi mai una logica in tutto quello che succede.

E sono ancora più belli poi se riescono a trasmetterti inconsciamente delle emozioni tanto forti che appena ti svegli, come nel mio caso, ti ritrovi tutta eccitata e bagnata quasi che davvero il sogno si fosse trasformato in piacevole realtà.

Mi sono svegliata con gli occhi completamente spalancati e con un senso di vuoto dentro, avrei voluto in quel momento avere davvero qualcuno vicino, qualcuno a cui aggrapparmi, qualcuno a cui dedicarmi per dare libero sfogo alla mia voglia repressa di provare piacere che mi attanagliava ancora la bocca dello stomaco.

Ero sola con me stessa, al calduccio del mio lettone, solo la mano destra mi faceva compagnia, solo il medio premeva con insistenza all'interno delle piccole labbra. Evidentemente durante il sonno i miei sensi erano vigili e si erano attrezzati per dare libero sfogo alle mille emozioni causate dal sogno.

Così senza neanche rendermene conto ho lasciato il mio dito libero di proseguire nel lavoro di scavo e di lisciatura che già aveva iniziato di sua spontanea volontà. Il dito scorreva con facilità dall'alto verso il basso e da destra verso sinistra.

Scivolava senza freni in un percorso ripetitivo con pochissime varianti aiutato anche da un movimento ritmico del bacino che tentava in tutti i modi di agevolare queste perlustrazioni. Il piacere è arrivato improvviso, senza nemmeno cercarlo, senza nemmeno provare a lasciarlo in un stato di latenza per coglierne una parte più grande possibile.

Un tremore repentino, una scarica elettrica e nervosa, un battito accelerato del cuore mi ha fatto stringere forte le gambe intorno le dita. L'altra mano contemporaneamente si è ancorata intorno un seno, stringendolo con forza, quasi cercasse un appiglio per non cadere.

Un rumore roco, quasi gorgogliante è uscito dalla mia gola, un grido soffocato forse anche immaginato, un grido di piacere silenzioso. Praticamente mi sono arrotolata tutta su me stessa, mi sono racchiusa come un riccio, non volevo che il mio godimento si disperdesse nel letto, tra le lenzuola, lo volevo tutto per me e solo per me.

In questo stato di completo abbandono fisico e mentale mi sono lentamente riaddormentata per poi maledire due ore dopo i trilli ripetuti della sveglia. Mi comandava imperiosa di alzarmi dal letto, di infilarmi sotto la doccia, di fare colazione, di truccarmi e vestirmi e poi uscire velocemente per non perdere il bus delle 8.10.

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