[noped] [orchidea] L'angolo discreto di Mybelline

[Farfalla blu]



16 - Bionda naturale

19 giugno 2005


Erano seduti sul divano, nel salottino dell'Hotel Corte Rosada. Da li vedevano il mare, il cielo con le sue stelle pulsanti ed una luna talmente limpida che sembrava quasi di toccarla con la mano. Una musica latino americana giungeva alle loro orecchie, filtrata dalle risate di persone che in quel mentre, ai bordi della piscina, stavano provando con successo quei nuovi passi di danza. Si respirava un�aria fresca e frizzante di una notte Algherese carica di profumi intensi di mirto, di gelsomino e aghi di pino. Le altre persone intorno non si curavano di loro, avevano da pensare al proprio divertimento e basta.

La festa era giunta ormai al culmine, i freni inibitori dei partecipanti si stavano, sempre pi�, allentando. Ileana lasci� che Luca la baciasse sulla bocca, frugasse la sua cavit� orale con la lingua, toccasse attraverso la stoffa la consistenza dei suoi seni, apprezzasse il turgore dei suoi capezzoli . Esplorasse le sue lunghe gambe fino al perizoma, insinuasse la mano ad accarezzarle la soffice peluria bionda. "Sono l'unica bionda naturale," disse fingendo di scherzare. Invece era vero. Era la bionda pi� desiderata di tutta la compagnia.

La bionda che aveva i peli della fica biondi e sottili come una bambina. Per quella lanugine chiara molti ragazzi avevano perso molto del loro tempo e l'avevano adorata in ginocchio, disposti a dare �la vita� per poterla solo baciare. Blocc� la mano di Luca che si stava lasciando andare ad una eccessiva intimit�, infatti il suo respiro si era fatto oltremodo ansante e gli occhi pi� piccoli, solo due fessure tra le palpebre.
"No, non voglio. Non cos� e non qui."

Le solite parole che Ileana pronunciava quando il rifiuto doveva precludere a qualcosa di pi� importante, qualcosa di pi� piacevole. Luca, come avevano sempre fatto tutti gli altri ragazzi, e conoscendo bene Ileana, cedette alla richiesta. Tolse finalmente la mano, che stazionava ormai da parecchio tempo fra le cosce di Ileana, e si alz�.
"E� meglio pi� tardi. Ti vengo a cercare io," le sussurr� Ileana.
Luca svogliatamente, e annusando il profumo di fica rimasto sulle dita, si avvi� verso l�esterno.

Doveva andare in bagno, ne sentiva il bisogno. La porta che aveva davanti era di un bagno di servizio. Ileana entr� e si chiuse a chiave. Il locale era pieno di specchi e Ileana ricord� solo allora che gli specchi erano una delle manie del proprietario dell'albergo, un tipo un poco effeminato e, anche, un poco chiacchierato. Forse se ne serviva per potere ammirare, in ogni momento, la propria adorata immagine. Con un certo timore Ileana mise a fuoco se stessa, fissando uno degli specchi. La ragazza riflessa, tra il bianco del laminato ed il bianco del marmo di Carrara, era una bionda abbastanza alta, col viso magro e le labbra piene. Gli occhi, grigio verdi, apparivano carichi di una espressiva curiosit�.

Si piaceva e sorrideva timidamente alla sua immagine riflessa. Lentamente Ileana, senza un apparente motivo, cominci� a spogliarsi. Un'operazione, in effetti, molto semplice. L�unico indumento che indossava sotto l'abito di seta rossa semplice come una tunica, era il perizoma. Un triangolino di leggerissima stoffa bianca sul pube e una piatta cordicella stretta alla vita e incuneata tra le natiche, in modo che la seta del vestito non rivelasse le antiestetiche tracce della biancheria intima. Nuda era ancora pi� bella, il seno era sodo e rotondo, due capezzoli scuri spuntavano da due grandi areole rosa, le gambe apparivano asciutte, la vita stretta, la pelle elastica.

Le natiche, che si stagliavano in fuori, erano compatte alla vista ed al tatto. Pi� si osservava e pi� si piaceva, pi� si piaceva e pi� si sentiva in balia delle sue mani. Avevano incominciato ad accarezzare il corpo in modo quasi meccanico, senza avere ricevuto alcun impulso dal cervello. Pi� lo accarezzavano e pi� sentiva caldo all'interno della fica, pi� il caldo aumentava e pi� le dita cercavano di penetrare fra le labbra. Aveva allargato leggermente le gambe e spostato il sottile "filo interdentale" del perizoma dal centro delle piccole labbra. Le sue dita scorrevano libere dal clitoride all'ingresso della vagina, scivolavano velocemente fra quelle piccole labbra bagnate di tiepidi umori.

Si era ritrovata, senza volerlo, a desiderare un piacere che fino a poco prima un'altra mano stava provando a trasmetterle. Lo voleva subito adesso, nel modo pi� veloce possibile. Desiderava godere come la prima volta, ragazzina, che si era toccata da sola. Era quasi svenuta, sdraiata sul letto, quando aveva sentito il piacere attanagliarle il ventre con una scossa elettrica partita dall'interno cosce. I suoi piaceri solitari erano sempre stati violenti, la lasciavano svuotata di ogni energia e proprio per questo erano sempre voluti, cercati e desiderati con estrema rapidit�.

La mano sinistra stringeva forte, alternando, i seni ed i capezzoli in particolare. Indice e anulare della mano destra tiravano in alto le labbra della fica, il medio frugava all'interno delle labbra a guisa di uncino. Premeva sul clitoride in bella mostra e poi andava a tuffarsi in vagina penetrandola fin che poteva. Poche mosse, veloci e profonde, stavano portando Ileana all'effetto desiderato fin dal momento che si era vista nuda davanti lo specchio. Sembrava una giocatrice di dama, le sue dita muovevano solo le pedine necessarie a portarla alla vittoria. Ogni gesto era misurato e sfruttato al massimo, ogni dito aveva un compito ben preciso e definito da sempre, sembravano dei piccoli robot creati apposta solo per darle piacere.

Un urlo liberatorio di gioia, un urlo di piacere a denti stretti, aveva posto fine a questo gioco lascivo e bagnato. Le gambe si erano incrociate, tutta la mano premeva fra le piccole labbra, scosse elettriche di piacere le avevano fatto piegare in basso ed in avanti il corpo. Apr� gli occhi, si guard� allo specchio. Era rossa in volto, gli occhi erano diventati piccoli piccoli, il verde delle pupille ed il grigio degli occhi esaltavano ancora di pi� la sua bellezza di ragazza bionda. Sorrise apertamente a se stessa cercando di rilassarsi dalle scosse di piacere che, come scosse di assestamento di un terremoto, continuavano ancora a percorrere il suo corpo. Si sedette sulla tazza, esplet� il suo bisogno iniziale, si lav�. Rassicurata, torn� a vestirsi ed usc� dal bagno.

Dopo un lungo girovagare per l'albergo, finalmente, trov� Luca in un salotto al primo piano, di fronte alla tiv� che trasmetteva il telegiornale della notte. Lo riconobbe subito nonostante il buio annacquato soltanto dalla luce azzurra dello schermo del vecchio televisore a colori. La testa di Luca emergeva oltre lo schienale del divano di pelle nera sul quale stava seduto, i capelli neri tagliati a spazzola, la nuca delicata, il collo forte e robusto, le spalle larghe. Ileana entr� in punta di piedi e richiuse silenziosamente la porta.

Non aveva pensato e, nemmeno, si era chiesta cosa ci facesse Luca sul pi� bello della festa davanti ad un televisore che rimandava il blabla di due onorevoli in giacca e cravatta. Decise di manifestarsi scherzosamente coprendogli gli occhi con le mani, come fanno i bambini, e chiedendo: "Indovina chi sono?"
Avanz� lentamente e nel silenzio pi� assoluto, aiutata anche da tutta una serie di tappeti stesi sul pavimento di cotto. Ileana era gi� alle sue spalle, stava posando lievemente le mani sulle palpebre di Luca quando scorse il ragazzo inginocchiato tra le sue cosce, chino sull'inguine, il petto nudo e la massa di capelli lunghi e neri che ondeggiavano in un frenetico su e gi�.

Teneva tutto il cazzo di Luca in bocca, una mano sui testicoli e l'altra lungo l'asta. Aspirava il glande emettendo un rumore di risucchio tanta era la forza e, forse, la passione che stava mettendo in quel lavoro. La testa era un continuo movimento verticale sul cazzo, a tratti anche rotatorio, e le mani non stavano un attimo ferme. Luca era completamente in balia di quella bocca, di quelle mani e di quelle labbra. Ileana non fece neppure in tempo a frenare la domanda, che in quel momento suonava completamente folle: "Indovina chi sono?�

Lo disse con una voce che in quel momento non riconobbe come sua. Il ragazzo, uno studente francese che faceva parte del gruppo sbarcato ad Alghero non pi� di dieci giorni prima, si stacc� dalla testa del cazzo di Luca. Fiss� prima Luca, poi Ileana e chiese:
"Chi �?"
"Non so," rispose, come inebetito, a sua volta Luca.
Ileana distolse lo sguardo dagli occhi del ragazzo che risplendevano anche al buio. Sorrise cercando di mostrarsi disinvolta, arretr� rapidamente verso la porta e spar�.

Luca, un poco contrariato, si rivolse al ragazzo:
"Continua, non ti fermare..."
E intanto si domandava se la voce, che aveva appena udito e che lo aveva disturbato proprio sul pi� bello, era stata quella di Ileana oppure se si era sognato tutto.

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