Mi chiamo Vanessa, ho 18 anni e faccio la modella. La mia vita � un tremendo caos, non sono mai a casa, sempre in giro per motivi di lavoro pure essendo molto giovane. Le mie giornate trascorrono fra feste, cene, riunioni di lavoro e sfilate in passerella. Questa sera devo partecipare ad una noiosa serata di beneficenza a casa di Giorgio, un mio carissimo amico. Giorgio � una persona molto nota nel campo della moda, passer� una settimana nella sua villa al mare sia per lavorare che per cercare di rilassare la mente.
La serata trascorre velocemente, ci sono molte persone importanti e conosciute, si parla su come fare arrivare aiuti umanitari in un paese del terzo mondo. Anch'io chiacchiero molto fino a quando la stanchezza mi prende fra le sue braccia. Che stanchezza!! Non sono mai stata cos� stanca come adesso. Saluto tutti e mi incammino verso la mia stanza. Non trovo l' interruttore della luce ma trovo subito il lettone, molto comodo e mi ci tuffo. Praticamente nuda mi nascondo sotto le lenzuola di seta e crollo in un profondo sonno.
Saranno state le 4 del mattino quando sento dei movimenti nel letto. Non capisco bene, perch� sono come in una specie di dormiveglia. Cerco di rendermi conto di cosa stia accadendo ma senza successo. Forse sogno. Una mano delicata si appoggia al mio culetto, poi prosegue verso il basso e si intrufola fra i peli della mia fica. Mi sollevo di scatto dal letto, mi giro accendendo la luce e chi vedo? Vedo una ragazza sorpresa quanto me e pi� di me, che mi fissa tutta scioccata! Scoppio in una risata, non riesco pi� a trattenermi, la situazione � troppo buffa.
"Scusa, ma tu per quale motivo sei qui? E perch� poi mi stavi toccando?"
"Scusa, non volevo assolutamente fare quello che ho fatto. Ma tu cosa ci fai nel mio letto? ".
"Ti sbagli, questa � la mia stanza. Giorgio ha dato a me le chiavi".
"Giorgio le ha date anche a me, credevo ci fosse Paolo, il mio ragazzo, in questo letto".
"Ho capito tutto! Giorgio si sar� sbagliato e ci avr� dato la stessa stanza. E' tutto un grosso equivoco".
"Si hai ragione, perch� non ci ho pensato subito? Comunque scusa per prima".
"Come ti chiami? Chi sei? Non ti ho mai vista qui prima d'ora".
"Mi chiamo Marcella, sono la cugina di Giorgio. Sono rimasta qui ad aspettare l'arrivo del mio ragazzo per poi ripartire con lui. Tu invece?".
"Mi chiamo Vanessa, piacere di conoscerti Marcella. Sono una cara amica di Giorgio. E' tardi, sono le 4 e mezzo del mattino. Che ne dici di approfittarne per dormire? Oramai abbiamo chiarito, no?".
"Si, si con piacere, sono fin troppo stanca, non desidero altro che una bella dormita"
"Ok, allora accomodati bene nel letto. Notte! Anzi, meglio buongiorno! ".
"Notte anche a te".
Cos� ho conosciuto Marcella, una ragazza molto simpatica quanto molto timida. Chiarito, con Giorgio, il disguido delle chiavi Marcella � rimasta con me nella mia stanza per il resto della vacanza. Il suo ragazzo all�ultimo momento aveva telefonato che non poteva arrivare per impegni urgenti di lavoro. Andavo a giocare con lei a tennis, uscivo con lei la sera, andavo con lei al mare, nuotavo con lei in piscina, in pratica siamo diventate amiche per la pelle.
Era un pomeriggio estivo da canicola, si moriva di caldo nella stanza. Mi stavo cambiando per andare a nuotare in piscina, quando ho notato che Marcella mi fissava il seno con insistenza. La cosa un poco mi infastidiva e nello stesso mi piaceva.
"Cosa c'� che non v�?".
"Nulla, guardavo il tuo seno e pensavo quale misura portassi. Il mio, come puoi vedere, non � un molto grosso".
"Porto una terza, ma una terza piena, mi piace precisarlo. Dammi la mano!".
"Cosa? Non capisco, ripeti".
"Non c'� nulla da capire. Ecco cosi, senti?".
Poso la mano di Marcella sul mio seno e glielo faccio impugnare per fargli sentire la consistenza. Tutto ad un tratto diventa rossa e toglie la mano come se si fosse scottata. Non ne capisco proprio il motivo.
"Si, ho sentito fin troppo bene, grazie! Dobbiamo scendere che � tardi".
Rimango allibita ma non do peso alla cosa. Intanto i giorni continuano a trascorrere inesorabili alla velocit� di un lampo.
Ero ormai alla fine della settimana di permanenza nella villa di Giorgio, fuori pioveva a dirotto e mi stavo rilassando nella vasca da bagno. Molta schiuma, un'atmosfera molto soft, luce soffusa anche per via del tempo piovoso, pieno relax tanto che mi sto quasi per addormentare. All'improvviso sento un venticello fresco. Marcella aveva spalancato la porta del bagno provocando con la finestra mezza aperta una corrente di aria quasi fredda.
"Marcella accidenti!! Mi hai fatto venire i brividi!".
"Scusami Vanessa, trovo sempre te nel bagno".
"E chi volevi trovare? Johnny Deep? Brad Pitt? Ci siamo solo noi due nella stanza."
"Scusa di nuovo, mi lavo le mani e me ne vado subito".
Credo che rimanga nel bagno perch� sono tutta coperta dalla schiuma. Lo penso perch� ricordo l'imbarazzo che aveva avuto quando le avevo fatto vedere e toccare il seno!
"Scusa, gi� che ci sei, mi faresti un piacere?".
"Se posso si, certo, dimmi pure".
"Puoi togliere, per favore, il tappo della vasca da bagno che ho le unghie lunghe e ho paura di spezzarle?".
"Si, nessun problema, ora te lo tolgo via".
Si avvicina al bordo della vasca, immerge il braccio nell'acqua schiumosa per andare a cercare il tappo. Clamoroso! Non trova il tappo ma un'altra cosa! Cosa? La mia fica! Non posso ancora crederci! In un millesimo di secondo mi pervade un brivido indescrivibile per tutto il corpo. Subito si accorge che ha sbagliato contatto, con uno scatto repentino, toglie il braccio dalla vasca. Altrettanto velocemente, con una mano, glielo blocco.
"No, ferma! Perch� lo togli?".
La guardo negli occhi con dolcezza, le faccio capire il godimento che mi ha provocato in quel breve lasso di tempo. Avvicino ancora la sua mano alla mia fica e la strofino contro con delicatezza. Marcella rimane come paralizzata!!! Mi siedo nella vasca mettendo in mostra i seni con i capezzoli puntuti per il freddo. Alla vista dei seni riprende la conoscenza che aveva temporaneamente perso, si toglie le scarpe e si � getta, tutta vestita, sopra di me. Splash!!! Tutte e due immerse in quella vasca, � eccitante vederla tutta bagnata con i vestiti ancora addosso!
"Ora basta giocare al gatto con il topo Vanessa, non resisto pi�!".
Marcella mi bacia e la bacio con una passione irrefrenabile, che non avevo mai provato prima d'allora. Le accarezzo i capelli tutti bagnati, il viso ed i fianchi. La sua mano, sott'acqua, cerca ancora la mia fica. La trova subito e d'impulso vi infila dentro due dita. Questo mi provoca una grande tensione di piacere che non riesco a controllare, non capisco pi� nulla. Ho voglia solo di gridare, per farle capire il mio godimento. Mentre la bacio, le sbottono la camicia, le slaccio il reggiseno, le lecco i seni con i capezzoli turgidi dall'eccitazione.
Li succhio, li mordicchio, ci gioco con la punta della lingua mandandola in estasi. Le strappo il perizoma, le infilo anch'io due dita nella fica ed inizio a farle andare su e gi�. Marcella si dimena come una pazza e come pazze sono le mie dita dentro la sua fica. Su e gi� sempre pi� forte, passo l'altra mano sul pube stringendolo, inizio a toccarle la clitoride. Lancia un urlo di godimento, non riesce pi� a trattenersi. La sollevo sul bordo della vasca, le spalanco le gambe e inizio a leccarle la clitoride come non mai, quasi la sto per divorare.
Le do un piccolo morso che la fa esplodere in un fiume di umori, tutti miei. Me li godo sino all'ultima goccia. Riavutasi dal suo godimento incomincia a toccarmi i seni, la clitoride, non capisco pi� da che parte proviene il piacere. Sono irriconoscibile, cambio convulsamente posizione, mi siedo sul bordo della vasca. La sua lingua � dentro la mia fica, la fa roteare tipo un tornado, provo un piacere mai provato prima. La sento sempre pi� dentro, mi succhia anche le labbra. E' magnifico, non voglio che finisca mai pi� questo piacere!
Inizia a toccarmi anche il seno con le mani, mi strizza i capezzoli e perlustra ogni piccolo altro anfratto del mio corpo. Il piacere sta salendo come lava dal fondo del vulcano, lancio un grido soffocato che esprime tutto il mio godere! Vengo tremando, facendo esplodere tutto il mio piacere. Marcella raccoglie con la bocca tutti i miei umori, li succhia come fosse una ventosa, mi slinguazza la fica con molta cura. Le tengo la testa ferma, non voglio che sposti di un solo centimetro le sue labbra dalla mia fica.
Mi sento felice e vorrei potere morire cos� con le labbra della sua bocca che baciano le labbra della mia fica. Sigilliamo il nostro piacere con un bacio passionale carico dei nostri umori amarognoli ma nello stesso tempo dolcissimi. Non abbiamo pi� la forza di alzarci dall'acqua ormai fredda per rivestirci. Rimaniamo, senza pi� fiato, ancora nella vasca abbracciate, nei nostri visi si pu� solo leggere la nostra beatitudine.
Cos� ci hanno trovate due ore pi� tardi, abbracciate, nude, beate e.. morte! Un colpo di vento, per il temporale in corso, ha fatto completamente aprire la finestra del bagno. L'anta della finestra ha urtato l'asciugacapelli facendolo cadere nell'acqua della vasca.
Mi chiamavo Vanessa, avevo 18 anni e facevo la modella.