Sabato sera sono stata in discoteca a Rimini con la mia amica Susanna di Bologna, mia cugina di Rimini ed il suo ragazzo. Abbiamo passato una bellissima nottata in piena allegria e con quel pizzico di follia che non guasta mai in questi casi. Mia cugina ci ha fatto conoscere molte amiche ed amici della sua compagnia, persone veramente simpatiche, e ci siamo divertite come pazze. Ho ballato a lungo anche con Susanna, ballavamo insieme quando mettevano musica degli anni 60/70. Ballavamo dei balli lenti, di quelli che si ballano restando con i piedi su di una mattonella. Stavamo strette, strette al punto da sentire i nostri cuori battere e le punte dei capezzoli premere l'una contro l'altra. Una piacevole sensazione, una sensazione che non poteva per� andare oltre fino a trasformarsi in qualcosa di pi� concreto. A noi andava bene cos�.
Uscite dalla discoteca, erano le 4 di domenica mattina, stanche da non stare in piedi, ci siamo fermate a dormire a casa dei miei nonni a Rimini. Era gi� prevista questa fermata come era gi� previsto che fossimo restate anche per il pranzo. A mezzogiorno, mia nonna, ci ha svegliate per il pranzo. Ci siamo alzate dai nostri rispettivi giacigli, un lettino ed un divano letto, e ci siamo guardate negli occhi. Eravamo ancora stordite dai troppi decibel che ci avevano letteralmente massacrate le orecchie ed ancora un poco brille per le troppe porcherie bevute. I nostri capelli erano sparati da tutte le parti, i nostri occhi erano gonfi, arrossati e da struccare, le nostre bocche ancora impastate. Eravamo anche un poco discinte, ci eravamo buttate sui letti a dormire senza curarci di indossare un pigiama o magari anche una maglietta.
I nostri corpi erano coperti solo da un perizoma, lei, e da un paio di mini mutandine, io. Non so bene il motivo e nemmeno la scintilla che ha fatto scatenare i nostri sensi ma abbiamo incominciato a ridere mentre ci osservavamo, prendendoci a vicenda in giro per il nostro poco piacevole aspetto fisico. Le risate improvvisamente sono scomparse dalle nostre bocche e, in un silenzio religioso, ci siamo abbracciate come due stupide felici. L'abbraccio mi ha fatto accapponare la pelle, mi ha fatto irrigidire i seni ed i capezzoli, mi ha fatto cercare la bocca di Susanna. Susanna mi ha fatto trovare le sue labbra calde e la sua lingua. Ci siamo baciate, un bacio molto tenero e dolce, un bacio di quelli che ti fanno immediatamente inumidire fra le cosce.
Che ti fanno desiderare di provare presto piacere per paura che questo attimo irreale, quasi da sogno, possa scomparire all'improvviso come all'improvviso � arrivato. Susanna ha subito infilato la mano sotto le mie mutandine ed ha incominciato ad accarezzarmi il fondo schiena. Probabilmente voleva arrivare, attraverso il solco formato dai glutei, a sincerarsi di quanto fosse abbondante l'umidit� che stava colando fra le mie cosce. Io invece le ho messo una mano sul monte di Venere ed ho iniziato una lenta discesa, attraverso una sottilissima peluria quasi incolta, verso l'interno delle piccole labbra.
La voce di mia nonna, che gridava forte il mio nome, mi ha riportato alla realt�, ci ha riportate alla realt�. Ci siamo staccate senza dire una parola, solo i nostri sospiri un poco affrettati riempivano il silenzio della stanza. Solo un velo di tristezza riempiva i nostri occhi. Non � successo pi� nulla fra noi due, solo quell'abbraccio affettuoso e spontaneo, quel bacio dolce, quelle mani tremanti che cercavano e speravano in un subitaneo piacere. Credo che nessuna di noi due avesse minimamente previsto una simile situazione. E' stata davvero una piacevole sorpresa, tanto pi� piacevole quanto insperata.