MUSICANDO (M) - Borders è il secondo album pubblicato. Il riscontro con il pubblico e con il mercato ha evidenziato un netto interesse nel secondo lavoro, che possiamo dire "migliore". Cosa c'è in Borders che mancava nei precedenti lavori ?

SAM (S) - Innanzitutto grazie per avermi contattato di nuovo per questa intervista.
In “Borders” (che anch’io ritengo migliore di “Restless Soul”) c’è in più l’esperienza di avere già lavorato in studio e, quindi, la consapevolezza di volere ottenere il massimo sia dai suoni che dagli arrangiamenti con la possibilità di avere un termine di paragone. Inoltre, ritengo che i pezzi siano più vari e di “atmosfera”.

M - Un secondo, ma decisamente importante, aspetto del nuovo lavoro è la grande qualità, da noi stessi paragonata a quella di grandi produzioni discografiche. E' stato un passo difficile da ottenere, come è nato Borders ? Restless Soul è stato utilizzato come esempio per migliorarne certi aspetti, oppure non ci sono mai stati paragoni durante la creazione del nuovo lavoro ?

S - Borders è nato principalmente dalla scelta dei pezzi. I brani che ho scelto sono sicuramente più impegnativi, sia da un punto di vista musicale che per quanta riguarda gli arrangiamenti, di quelli scelti per Resltess Soul.
Il primo album è sicuramente servito per migliorare quanto già ottenuto.
Avendo letto la vostra recensione di “Border” sono sinceramente rimasto senza parole per tutte le belle cose che avete scritto…

M - Se manca qualcosa o si potesse cambiare qualcosa, al tuo ultimo lavoro, su cosa lavoreresti ?

S - Sinceramente, dopo cosi poco tempo dall’uscita dell’album, non saprei cosa cambiare. Forse lavorerei ancora un po’ sugli arrangiamenti di chitarra…ma per ora mi piace così.

M - Per un disco indipendente Borders ha raggiunto risultati davvero convincenti. Possiamo parlare ancora di musica indipendente ?

S - Sicuramente sì! Non ho mai lavorato per delle majors ma sono convinto che lavorare per una etichetta indipendente lasci all’artista molta più possibilità di esprimere quello che vuole nel modo che vuole.
Si è meno legati a necessità di mercato, distribuzione e tempi di realizzazione. Questo significa, almeno per me, creare un album curando tutti gli aspetti anche da un punto di vista emotivo e non solo “commerciale”. (con questo non voglio assolutamente criticare il lavoro delle majors)

M - Ti abbiamo visto firmare vari lavori, anche di una certa importanza (come dichiara il tuo sito internet), i drunken angels e Sam. Come gestisci e come nascono queste attività ?

S - Nascono principalmente da una passione immensa per la musica. Attraverso quello che canto e suono riesco ad esprimere quello che sono. A parte le collaborazioni come turnista per il PMS Studio (che sono sempre interessanti, utili per la mia esperienza personale e, soprattutto, divertenti) l’esperienza con i Drunken Angels è nata da una grandissima amicizia con Giulia (con la quale già suonavo e suono in duo)…non trovo difficile gestire vari impegni, soprattutto quando suonare e realizzare pezzi nuovi mi porta felicità e soddisfazione.

M - Cosa manca alla tua carriera artistica ?

S - La possibilità di fare sentire la mia musica “live” in luoghi adatti…in fondo, per me, la musica nasce dal vivo e non ha importanza per quanta gente suoni, ha importanza che qualcuno sia in un determinato posto ad ascoltarmi perché le mie canzoni gli comunichino certe sensazioni. In fondo, per me, è questo il senso del suonare e scrivere pezzi.

M - Cosa ti rende particolarmente soddisfatto di quanto hai fatto (musicalmente) fino a qui ?

S - Il fatto di avere avuto la possibilità di incidere due album con pezzi scritti da me e avere avuto il riscontro di tante persone che hanno apprezzato il mio lavoro è la soddisfazione più grande.

M - Se potessi ripubblicare Restless Soul, cosa cambieresti ?

S - Non saprei, Restless Soul è stata la mia partenza che mi ha portato a realizzare Borders…forse se cambiassi qualcosa, Borders non riuscirebbe di nuovo così bene.

M - Nel tuo album abbiamo sentito strumenti e arrangiamenti decisamente particolari, come sono nate queste idee ? Come gestisci la produzione dei tuoi album ?

S - Sono nate principalmente da alcune idee che avevo io per rendere anche da un punto di vista musicale quello che significano i testi…parlandone con Raffaele Montanari, il mio produttore, sono nati questi arrangiamenti.
La produzione dei miei album nasce parlandone con il mio produttore. Quando ho in mente alcune idee ne parlo con Raffaele, lui mi propone alcuni arrangiamenti e, di conseguenza, decidiamo assieme cosa rende migliore il pezzo in questione.

M - Grazie per essere stato ancora con noi e speriamo di sentire presto i tuoi nuovi lavori.

S - Ringrazio tutti voi di Musicando per darmi la possibilità di comunicare con altre persone che apprezzano la mia musica (incluso voi). Al momento sto lavorando sul nuovo album…spero che il risultato finale possa ancora soddisfare tutte le persone che avranno modo di ascoltarlo.
A presto e grazie ancora

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