da www.unpòdisinistra.it
Intervento a Porto Alegre 2002
Con la globalizzazione l'Occidente è cresciuto
meno
Noam Chomsky
Il sistema di dominazione dei popoli oggi
è estremamente fragile. Il pretesto cambia
ma le politiche continuano sostanzialmente
a essere le stesse. Negli ultimi anni abbiamo
conosciuto il comunismo, il crimine, la droga,
il terrorismo. A volte il cambiamento dei
pretesti insieme alla continuità delle politiche
è tanto drammatico che richiede un grande
sforzo per non rendercene conto. Ovviamente
questi centri di potere sfruttano ogni opportunità
per portare avanti i loro programmi e usano
la crisi, come un grande terremoto o una
guerra o perfino un atrocità come quella
dell'11 settembre.
E la crisi fa sì che sia possibile sfruttare
la paura e la preoccupazione del pubblico
per esigere che gli avversari siano umili,
ubbedienti, distratti. In Stati più brutali
può significare l'aumento del terrore e della
repressione. Questo è stato molto più facile
negli ultimi mesi - e non voglio insultare
la vostra intelligenza dicendo a che cosa
mi riferisco. Le vittime di questo sistema
certamente dovrebbero resistere allo sfruttamento
prevedibile dell'elemento "crisi".
Dovrebbero concentrarsi sulle principali
questioni che rimangono pressapoco le stesse
che erano prima: programmi di militarizzazione
e l'attacco sempre più forte contro la democrazia
e la libertà, che sono il nucleo centrale
dei programmi cosiddetti neoliberali.
Il conflitto in corso viene simbolizzato
in questo momento dal FSM a Porto Alegre
e dal FEM di Davos a New York. Il FEM di
Davos è una riunione di quelli che veramente
prendono le decisioni nel mondo dei ricchi
e famosi del mondo, i leaders, gli uomini
d'affari, i politici. Dicono di riunirsi
per pensare profondamente ai problemi che
l'umanità affronta. Temi come: come possiamo
inserire valori morali in quello che facciamo?
Oppure: che cosa dobbiamo mangiare? In effetti,
i ristoranti eleganti di New York saranno
pieni zeppi dei partecipanti di Davos...
I media americani fanno riferimento in questi
giorni a un anti-forum che si sta realizzando
in Brasile, frequentato da pazzi riuniti
a Porto Alegre per protestare contro le decisioni
dell'Organizzazione Mondiale del Commercio.
E un altro riferimento è alla brutta faccia
dei partecipanti. Questa retorica è interessante:
è infantile ovviamente. Secondo me, tale
infantilità deve essere capita come segno
di inferiorità e insicurezza. Noi ritenuti
"pazzi", riuniti qui a Porto Alegre,
dobbiamo essere l'antiforum. E i pazzi dell'antiforum
sono ovviamente quelli che si oppongono alla
globalizzazione: questa è un'altra retorica
che dobbiamo rifiutare.
La globalizzazione significa integrazione
internazionale, e nessuno ci si opporrà,
e ciò dovrebbe essere ovvio per il movimento
sindacale dei lavoratori e della sinistra.
Il FSM è una delle realizzazioni più importanti
della speranza della sinistra e del movimento
dei lavoratori e di altri movimenti popolari.
Dobbiamo cercare un programma di globalizzazione
che si preoccupi dei reali interessi del
popolo e combatta la concentrazione illegittima
di potere. Il termine globalizzazione non
può essere ristretto alla loro visione della
integrazione internazionale. Una visione
che si preoccupa solo degli interessi corporativi,
essendo gli interessi del popolo qualcosa
di incidentale.
E' con questa terminologia ridicola che chi
cerca una forma più giusta e decente di globalizzazione
viene definito "anti-globalizzatore".
Non dobbiamo accettare questo termine spreggiativo
con cui i primitivi, uomini dell'età della
pietra, si riferiscono agli "anti-globalizzatori".
I re Magi di Davos, si chiamano modestamente.
Io preferirei il termine usato dal Financial
Times "I Signori dell'Universo".
Giacché i signori dell'Universo professano
e ammirano Adam Smith allora possiamo sperare
che seguano la sua descrizione del proprio
comportamento, sebbene Smith li chiamasse
"Signori dell'Umanità" (ciò è stato
prima dell'era Spaziale), si riferiva a quello
che lui chiamava i principali architetti
della politica del suo tempo: i mercanti
e i fabbricanti d'Inghilterra, che cercavano
i propri interessi, anche a costo di avere
un impatto sugli altri popoli.
Ora dirò qualche parola sul tema di questa
conferenza, cioè, su un mondo senza guerre.
Parlerò in modo molto generico, le questioni
specifiche su cosa fare in Colombia, Palestina,
saranno trattate poi in apposite conferenze.
Non possiamo dire molto su temi umani senza
avere fiducia, ma a volte ciò è possibile.
Noi possiamo per esempio avere fiducia in
due cose: o ci sarà un mondo senza guerre
o non ci sarà più un mondo. Almeno un mondo
abitato da creature che non siano batteri,
scarafaggi ed altri insetti.
E questo perché gli uomini hanno sviluppato
mezzi per l'autodistruzione nell'ultimo secolo.
Inoltre, i leaders del mondo civilizzato
hanno piena coscienza di quello che stanno
facendo, almeno così ammettono i funzionari
delle loro agenzie di intelligence come la
Cia, tutti favorevoli alla corsa alla distruzione
del mondo. Più terribile ancora è che ciò
è svolto e messo in atto in una base irrazionale.
Esistono ideologie e valori dominanti che
classificano la sopravvivenza molto al di
sotto dell'egemonia. Sono principalmente
marxisti volgari, come ho detto. Questa è
la base per la militarizzazione dello spazio,
che appartiene a questi programmi, programmi
che sono stati portati avanti sfruttando
l'opportunità aperta dagli eventi dell'11
settembre e quindi aumentando la minaccia
di distruzione in nome della difesa contro
il terrorismo.
La globalizzazione ha portato a una prosperità
mai vista prima, ed è quello che ci dicono.
Ciò è vero soprattutto per quel che riguarda
gli USA, e nella decade degli anni Novanta
gli USA hanno avuto il più grande boom economico
del mondo. Alcuni sono rimasti indietro in
questo miracolo economico della decade. Noi
"pazzi" ci preoccupiamo di questi
poveretti. Le falle del modello riflettono
il dilemma sulla questione della crescita
veloce e della globalizzazione. Ci dicono
che le disuguaglianze aumentano perché alcuni
non sfruttano le opportunità meravigliose
di questo sistema. Questo quadro è falso.
Ed è difficile percepire che, indipendentemente
dalla crescita della disuguaglianza, la crescita
degli USA negli anni Novanta è stata uguale
a quella dell'Europa, molto al di sotto dei
primi 25 anni dopo la seconda guerra mondiale,
e molto minore di quella degli anni durante
la guerra in una economia gestita dallo Stato.
Allora: come può un quadro convenzionale
come questo essere tanto radicalmente diverso?
Come mai fatti così controversi? La risposta
è semplice. Per una piccola parte della società
gli anni Novanta sono stati davvero anni
di un boom economico e questo settore include
quelli che danno a tutti gli altri la meravigliosa
notizia.
E in realtà non possono essere accusati di
essere disonesti, leggono tale notizia ad
ogni momento sui giornali che scrivono sulla
base della propria esperienza personale.
Ciò è vero anche per le persone con cui si
riuniscono attraverso i circoli universitari
e le conferenze d'élite come quella che i
Magi ora stanno frequentando a New York o
nei ristoranti eleganti dove si divertono.
È soltanto il resto del mondo che è diverso
da loro.
La globalizzazione è precedente alla prima
guerra Mondiale. Allora era molto più ampia
che oggi. Per esempio, era molto più diffusa
quella che che Smith chiamava la libera circolazione
della mano d'opera. Il caso più drammatico
che posso citare è il flusso di capitale
finanziario speculativo a breve termine che
va ben oltre a qualsiasi fatto precedente.
Questa differenza fra la globalizzazione
di oggi e quella del passato rivela caratteristiche
essenziali della versione contemporanea della
globalizzazione: il capitale è la priorità,
il popolo è qualcosa di incidentale.
I confini tra gli USA e il Messico sono artificiali,
come del resto tutti i confini, sono risultato
di conquiste. I confini sono stati militarizzati
dal governo. Clinton, per impedire la libera
circolazione della mano d'opera ha indebolito
il libero commercio, nel senso classico del
termine, e ciò è stato importante per gli
effetti del miracolo economico in Messico
che ha portato al disastro la maggior parte
della popolazione messicana.
Il flusso di capitale è stato accellerato
ancor di più. Due terzi del commercio oggi
sono gestiti da tiranni privati. Una misura
più tecnica della globalizzazione è la convergenza
in rapporto al mercato globale: prezzo unico
e salario unico. Certamente ciò non è ancora
avvenuto, rispetto al reddito sta succendendo
il contrario.
La disuguaglianza sta aumentanto in diversi
paesi e dentro ai paesi, noi ci aspettiamo
che continui l'aumento della disuguaglianza.
La comunità di informazioni degli USA insieme
a esperti e accademici recentemente ha divulgato
una relazione in cui rivelano le loro aspettative
per i prossimi 15 anni: l'evoluzione della
globalizzazione sarà segnata da volatilità
finanziaria cronica e una divisione economica
mondiale sempre più grande. Ciò significa,
meno convergenza e meno globalizzazione in
senso tecnico, più globalizzazione in senso
dottrinario del termine e la volatilità finanziaria
significa crescita più lenta, più crisi,
più povertà.
È esattamente in questo momento che abbiamo
chiara la connessione stabilita tra globalizzazione
voluta dai cosiddetti Signori dell'Universo
e la probabilità di guerra. Il motivo è che
gli esperti militari usano queste previsioni
e hanno spiegato bene che questa aspettativa
sta dietro alla grande espansione degli armamenti,
addirittura prima dell'11 settembre.
Vediamo che c'è una grande celebrazione della
democrazia nell'emisfero, tuttavia un'altra
prospettiva dimostra che non è proprio così.
Negli USA, i leaders delle aziende dicono
che bisogna imporre alla popolazione una
fisolofia di futilità perché ci sia una concentrazione
dell'attenzione umana in cose superficiali,
cose che vanno di moda, beni di consumo;
la gente riceve bene queste idee e si dimentica
di pensare su come gestire la propria vita
e finisce per lasciare in mano a questi grandi
maghi le decisioni riguardo al suo futuro.
Questa lotta per imporre il regime assumerà
molti volti, ma non finirà finchà ci sarà
una concentrazione grande del potere di decisione.
Quindi possiamo aspettarci che questi Signori
dell'Universo sfruttino qualsiasi opportunità
- soprattutto quando sentono la paura delle
popolazioni come nell'11 settembre - ma possiamo
non accettare queste ragioni e chi ha a cuore
il futuro dell'umanità può prendere una strada
diversa. La lotta popolare contro la globalizzazione
basata sui diritti degli investitori, soprattutto
nel Sud, sta influenzando la retorica di
questi Signori dell'Universo che sono spaventati.
Questi movimenti non hanno precedenti come
scopo, come solidarietà, come ampiezza. Le
riunioni come questa di oggi sono estremamente
importanti, il futuro è in mano a quelli
che fanno questi movimenti e non dobbiamo
sottovalutarli.
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