Ricordiano il Bloody Sunday, che accadde
esattamente 30 anni fa, immortalato
anche dalla canzone degli U2.
Corriere della Sera, 30 Gennaio 2002
GUERRE DI RELIGIONE Trent'anni fa i paracadutisti
inglesi spararono su una
folla di cattolici disarmati. Un caso ancora
aperto su cui si moltiplicano i
reportage al cinema, in tv e nelle librerie
Ricorda con rabbia. Quella domenica di sangue
a Belfast
L'odio non � ancora spento, ma le truppe
di sua Maest� oggi difendono le
bambine dagli insulti dei protestanti
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
LONDRA - All'inizio del 1972 l'esercito britannico
aveva perso il controllo
di Londonderry, la citt� dell'Irlanda del
Nord affacciata sull'Atlantico,
dove i cattolici avevano creato una �libera�
Derry, come si chiamava prima
che le sue terre divenissero propriet�, nel
diciassettesimo secolo, della
City di Londra. Ogni pomeriggio bande di
ragazzi si riunivano all'�aggro
corner�, l'angolo degli arrabbiati all'ingresso
del quartiere di Bogside, e
lanciavano alle pattuglie britanniche tutto
ci� che poteva far male: pietre,
sbarre di ferro, bottiglie molotov, bombe
con i chiodi. I teppisti, com'
erano chiamati dagli inglesi, si rifugiavano
dietro le barricate alzate dall
'Ira, l'esercito repubblicano clandestino,
anzi dall'ala pi� dura, i Provos,
che pretendevano l'unificazione delle contee
dell'Ulster alla Repubblica d'
Irlanda.
Vicecomandante dell'Ira, a Bogside, era un
apprendista macellaio di 21 anni,
Martin McGuinness, responsabile della disciplina
(spesso mantenuta con una
revolverata alle gambe, sbrigativamente),
che � oggi ministro dell'
Educazione, per conto del Sinn Fein, nel
governo della provincia, a Belfast:
a Derry, racconta, l'Ira aveva pochi volontari,
�ma migliaia di persone
erano con noi�. A Londra, per�, il primo
ministro Ted Heath era deciso a
riportare a Londonderry �la legge di sua
Maest�: l'ordine alle truppe era
quello di sgomberare l'�aggro corner�, catturare
i pi� agitati tra i
teppisti e internarli senza processo, come
si faceva da qualche mese.
Opera delicata, se � un'intera popolazione
che ribolle. Invece Londra mand�
una compagnia del Reggimento paracadutisti
che non erano mai stati impiegati
per l'ordine pubblico, armati d'un fucile
ad alta velocit�, calibro 7,62,
che sparava pallottole capaci di bucare una
lastra di ferro. La data scelta,
inspiegabilmente, fu quella del 30 gennaio
1972, una domenica, quando invece
dei soliti teppisti c'era da aspettarsi una
gran folla, perch� era stata
convocata una marcia per i diritti civili.
McGuinness, che era andato a
dormire all'alba dopo una notte di ronda,
era d'accordo con il suo
comandante: �L'Ira non doveva affrontare
con le armi i soldati� e port� l'
ordine in ogni angolo, tanto che lo sapevano
pure i britannici. Eppure il
generale-maggiore Robert Ford ammette oggi
che, contrariamente alle regole d
'ingaggio precedenti, aveva dato disposizione
perch� i soldati �sparassero a
isolati capibanda�. Cos� quella �bella giornata�,
in cui �l'umore della
manifestazione era allegro�, covava una giornata
di sangue che avrebbe
segnato il nostro tempo.
Perch� la domenica di trent'anni fa sia diventata
il �Bloody Sunday�, che
nutrir� di odio un'intera stagione storica,
resta tutt'oggi un mistero. Chi
spar� per primo? La commissione Widgery,
subito varata da Londra, disse che
i colpi erano venuti dalla folla. Non era
vero e quel verdetto fu
ritrattato.
Allora si disse che dall'�aggro corner� erano
state lanciate bombe coi
chiodi, ma pure questa tesi fu subito smentita.
Impazienti, intanto, i par�
avevano gi� sparato tre caricatori, ferendo
un ragazzo di 15 anni e un uomo
di 59. Poi scatt� l'operazione degli arresti:
McGuinness, che s'era ritirato
dalle prime linee per timore d'essere preso
e internato (�non avevo avuto la
sensazione che stesse per accadere qualcosa
di terribilmente grave�), sent�
gli spari e vide �gente che scappava dappertutto�.
Fu una carneficina: Paddy
Doherty, colpito ai glutei mentre fuggiva,
fu soccorso da Barney McGuigan,
un pittore disoccupato di 41 anni, che sventolava
un fazzoletto bianco:
anche lui fu ferito alla schiena, a morte.
Cinque dei tredici cattolici
uccisi erano stati colpiti alle spalle e
in dieci minuti di fuoco altri
quattordici innocenti, disarmati come Peggy
Deery, una vedova di 38 anni,
con 14 figli, colpita alla coscia mentre
guardava i paracadutisti che
espugnavano Bogside, rimasero feriti a terra,
sanguinanti, senza un perch�.
Politicamente, il Bloody Sunday fece da catalizzatore
al peggio che si
preparava. A Londra, provoc� lo scioglimento
dell'assemblea di Belfast e il
governo diretto da parte di Westminster,
a Dublino l'incendio dell'
ambasciata britannica, in Irlanda del Nord
un'ondata di adesioni all'Ira,
perch� all'occupazione delle truppe britanniche
i giovani cattolici si
sentirono chiamati a rispondere col terrore.
Nacque cos� la lunga guerra
civile, che super� �l'accettabile livello
di violenza� che un ipocrita
ministro tollerava: in Irlanda del Nord innesc�
l'esplosiva mescolanza di
vittimismo e orrore che segner� anche i protestanti.
L'umiliazione del
Bloody Sunday autorizzer� i terroristi cattolici
(repubblicani) a versare
sangue britannico, mentre i lealisti (unionisti)
invocheranno le proprie
vittime, come quelle dell'attentato di Enniskillen,
per infliggere
mostruosit�. Un fanatismo che porter� allo
sciopero della fame, suicida, di
Bobby Sands. E nel resto d'Europa, dove la
rudimentale lotta di classe dell'
Ira faceva presa sul terreno del Sessantotto,
la violenza dei cattolici
trov� indulgenza: non era simile al terrorismo
basco che combatteva l'odiosa
dittatura franchista al crepuscolo? Ora tutto
ci� � storia, dal 1972 �
passata una generazione: fa nostalgia il
ritornello degli U2, �Sunday Bloody
Sunday�, e le parole scritte a caldo da John
Lennon, �Il grido di tredici
martiri riemp� l'aria della Libera Derry�,
sono ormai impolverate.
Eppure per il trentennale escono nuovi libri,
se ne ristampano di vecchi, si
producono film e inchieste tv, si riaprono
piaghe che parevano cicatrizzate.
La situazione � paradossale: dall'accordo
del Venerd� Santo, firmato nell'
aprile 1998 da unionisti protestanti e repubblicani
cattolici sotto l'occhio
di Londra e Dublino, in Irlanda del Nord
c'� la pace: i �troubles�, come
sono chiamati, sono ufficialmente finiti.
Ma il pi� grave fatto di sangue
del trentennio, la strage di Omagh in cui
29 civili furono massacrati da una
bomba posta dai nuovi duri dell'Ira (c'�
sempre chi non accetta compromessi
e perci� ammazza), � avvenuto a pace gi�
firmata, nell'agosto 1998. E se la
gente chiede d'istituire, sull'esempio di
quanto si fece in Sud Africa alla
fine dell'apartheid, una �commissione verit�
dove le confessioni valgano
come espiazione, fa perfino fatica ad andare
avanti l'inchiesta di Lord
Saville sul Bloody Sunday: alcuni, come l'ufficiale
Robert Ford, hanno
ammesso il loro ruolo (e dal memoriale di
Martin McGuinness abbiamo tratto
citazioni), ma ancora i paras tacciono, e
se parleranno si nasconderanno
dietro l'anonimato.
Perci�, come scrive Marc Muholland in un
libro appena pubblicato, �The
Longest War�, il processo di pace sembra
la prosecuzione della guerra con
altri mezzi. Se � cos�, chi sta vincendo?
In apparenza l'Ira, deponendo le
armi prima di ottenere l'unificazione dell'Ulster
alla Repubblica d'Irlanda
(e perfino distruggendo, simbolicamente,
un arsenale), ammette la propria
sconfitta. Ma il Sinn Fein, suo volto pubblico,
non � mai stato cos� forte:
� diventato il primo partito dei cattolici
in Irlanda del Nord, ha
rappresentanti al Parlamento di Dublino e
proprio pochi giorni fa i suoi
capi, Gerry Adams e Martin McGuinness, sono
entrati a Westminster, dove
potrebbero sedere come deputati: gli irriducibili
di trent'anni fa sono
onnipresenti nelle isole britanniche. I protestanti,
invece, sono
disorientati: abituati a intendere la politica
come antiguerriglia, non si
sanno adattare al confronto pacifico. Il
rancore emerso nel quartiere di
Ardoyne, a Belfast, dove gli unionisti insultano
le bambine cattoliche che
vanno alla scuola Holy Cross, ne � la prova.
E per contrappasso le truppe
britanniche, che trent'anni fa spararono
al Bloody Sunday, oggi proteggono
le scolarette dalle bionde treccine, perch�
non piangano.