Lettere
L'11 settembre 1965, nell'anniversario della
Conciliazione tra la Chiesa e lo Stato italiano,
si riunirono presso l'Istituto della Sacra
Famiglia in via Lorenzo il Magnifico i cappellani
militari in congedo della Toscana. Al termine
dei lavori, su proposta del presidente della
sezione don Alberto Cambi, fu votato il seguente
ordine del giorno: "I cappellani militari
in congedo della regione toscana, nello spirito
del recente congresso nazionale dell'associazione,
svoltosi a Napoli, tributano il loro riverente
e fraterno omaggio a tutti i caduti d'Italia,
auspicando che abbia termine, finalmente,
in nome di Dio, ogni discriminazione e ogni
divisione di parte di fronte ai soldati di
tutti i fronti e di tutte le divise, che
morendo si sono sacrificati per il sacro
ideale della Patria. Considerano un insulto
alla Patria e ai suoi caduti la cosiddetta
'obiezione di coscienza' che, estranea al
comandamento cristiano dell'amore, � espressione
di vilt�".
Quello che riportiamo qui a lato � il testo
della lettera scritta da don Lorenzo Milani
ai cappellani militari toscani che avevano
sottoscritto il comunicato dell'11 settembre
1965. Una lettera di 36 anni, fa ma di grande
attualit�.
gli anticarl�
don Lorenzo Milani
L'obbedienza non � pi� una virt�
Da tempo avrei voluto invitare uno di voi
a parlare ai miei ragazzi della vostra vita.
Una vita che i ragazzi e io non capiamo.
Avremmo per� voluto fare uno sforzo per capire
e soprattutto domandarvi come avete affrontato
alcuni problemi pratici della vita militare.
Non ho fatto in tempo a organizzare questo
incontro tra voi e la mia scuola.
Io l'avrei voluto privato, ma ora che avete
rotto il silenzio voi, e su un giornale,
non posso fare a meno di farvi quelle stesse
domande pubblicamente.
PRIMO perch� avete insultato dei cittadini
che noi e molti altri ammiriamo. E nessuno,
ch'io sappia, vi aveva chiamati in causa.
A meno di pensare che il solo esempio di
quella loro eroica coerenza cristiana bruci
dentro di voi una qualche vostra incertezza
interiore.
SECONDO perch� avete usato, con estrema leggerezza
e senza chiarirne la portata, vocaboli che
sono pi� grandi di voi.
Nel rispondermi badate che l'opinione pubblica
� oggi pi� matura che in altri tempi e non
si contenter� n� d'un vostro silenzio, n�
d'una risposta generica che sfugga alle singole
domande. Paroloni sentimentali o volgari
insulti agli obiettori o a me non sono argomenti.
Se avete argomenti sar� ben lieto di darvene
atto e di ricredermi se nella fretta di scrivere
mi fossero sfuggite cose non giuste.
Non discuter� qui l'idea di Patria in s�.
Non mi piacciono queste divisioni.
Se voi per� avete diritto di dividere il
mondo in italiani e stranieri allora vi dir�
che, nel vostro senso, io non ho Patria e
reclamo il diritto di dividere il mondo in
diseredati e oppressi da un lato, privilegiati
e oppressori dall'altro. Gli uni son la mia
Patria, gli altri i miei stranieri. E se
voi avete il diritto, senza essere richiamati
dalla Curia, di insegnare che italiani e
stranieri possono lecitamente anzi eroicamente
squartarsi a vicenda, allora io reclamo il
diritto di dire che anche i poveri possono
e debbono combattere i ricchi. E almeno nella
scelta dei mezzi sono migliore di voi: le
armi che voi approvate sono orribili macchine
per uccidere, mutilare, distruggere, far
orfani e vedove. Le uniche armi che approvo
io sono nobili e incruente: lo sciopero e
il voto.
Abbiamo dunque idee molto diverse. Posso
rispettare le vostre se le giustificherete
alla luce del Vangelo o della Costituzione.
Ma rispettate anche voi le idee degli altri.
Soprattutto se son uomini che per le loro
idee pagano di persona.
Certo ammetterete che la parola Patria �
stata usata male molte volte. Spesso essa
non � che una scusa per credersi dispensati
dal pensare, dallo studiare la storia, dallo
scegliere, quando occorra, tra la Patria
e valori ben pi� alti di lei.
Non voglio in questa lettera riferirmi al
Vangelo. � troppo facile dimostrare che Ges�
era contrario alla violenza e che per s�
non accett� nemmeno la legittima difesa.
Mi riferir� piuttosto alla Costituzione.
Articolo 11 �L'Italia ripudia la guerra come
strumento di offesa alla libert� degli altri
popoli...�.
Articolo 52 �La difesa della Patria � sacro
dovere del cittadino�.
Misuriamo con questo metro le guerre cui
� stato chiamato il popolo italiano in un
secolo di storia.
Se vedremo che la storia del nostro esercito
� tutta intessuta di offese alle Patrie degli
altri dovrete chiarirci se in quei casi i
soldati dovevano obbedire o obiettare quel
che dettava la loro coscienza. E poi dovrete
spiegarci chi difese pi� la Patria e l'onore
della Patria: quelli che obiettarono o quelli
che obbedendo resero odiosa la nostra Patria
a tutto il mondo civile? Basta coi discorsi
altisonanti e generici. Scendete nel pratico.
Diteci esattamente cosa avete insegnato ai
soldati. L'obbedienza a ogni costo? E se
l'ordine era il bombardamento dei civili,
un'azione di rappresaglia su un villaggio
inerme, l'esecuzione sommaria dei partigiani,
l'uso delle armi atomiche, batteriologiche,
chimiche, la tortura, l'esecuzione d'ostaggi,
i processi sommari per semplici sospetti,
le decimazioni (scegliere a sorte qualche
soldato della Patria e fucilarlo per incutere
terrore negli altri soldati della Patria),
una guerra di evidente aggressione, l'ordine
d'un ufficiale ribelle al popolo sovrano,
la repressione di manifestazioni popolari?
Eppure queste cose e molte altre sono il
pane quotidiano di ogni guerra. Quando ve
ne sono capitate davanti agli occhi o avete
mentito o avete taciuto. O volete farci credere
che avete volta volta detto la verit� in
faccia ai vostri �superiori� sfidando la
prigione o la morte? se siete ancora vivi
e graduati � segno che non avete mai obiettato
a nulla. Del resto ce ne avete dato la prova
mostrando nel vostro comunicato di non avere
la pi� elementare nozione del concetto di
obiezione di coscienza.
Non potete non pronunciarvi sulla storia
di ieri se volete essere, come dovete essere,
le guide morali dei nostri soldati. Oltre
a tutto la Patria, cio� noi, vi paghiamo
o vi abbiamo pagato anche per questo. E se
manteniamo a caro prezzo (1000 miliardi l'anno)
l'esercito, � solo perch� difenda colla Patria
gli alti valori che questo concetto contiene:
la sovranit� popolare, la libert�, la giustizia.
E allora (esperienza della storia alla mano)
urgeva pi� che educaste i nostri soldati
all'obiezione che all'obbedienza.
L'obiezione in questi 100 anni di storia
l'han conosciuta troppo poco. L'obbedienza,
per disgrazia loro e del mondo, l'han conosciuta
anche troppo.
Scorriamo insieme la storia. Volta volta
ci direte da che parte era la Patria, da
che parte bisognava sparare, quando occorreva
obbedire e quando occorreva obiettare.
1860. Un esercito di napoletani, imbottiti
dell'idea di Patria, tent� di buttare a mare
un pugno di briganti che assaliva la sua
Patria. Fra quei briganti c'erano diversi
ufficiali napoletani disertori della loro
Patria. Per l'appunto furono i briganti a
vincere. Ora ognuno di loro ha in qualche
piazza d'Italia un monumento come eroe della
Patria.
A 100 anni di distanza la storia si ripete:
l'Europa � alle porte.
La Costituzione � pronta a riceverla: �L'Italia
consente alle limitazioni di sovranit� necessarie...�.
I nostri figli rideranno del vostro concetto
di Patria, cos� come tutti ridiamo della
Patria Borbonica. I nostri nipoti rideranno
dell'Europa. Le divise dei soldati e dei
cappellani militari le vedranno solo nei
musei.
La guerra seguente 1866 fu un'altra aggressione.
Anzi c'era stato un accordo con il popolo
pi� attaccabrighe e guerrafondaio del mondo
per aggredire l'Austria insieme.
Furono aggressioni certo le guerre (1867-1870)
contro i Romani i quali non amavano molto
la loro secolare Patria, tant'� vero che
non la difesero. Ma non amavano molto neanche
la loro nuova Patria che li stava aggredendo,
tant'� vero che non insorsero per facilitarle
la vittoria. Il Gregorovius spiega nel suo
diario: �L'insurrezione annunciata per oggi,
� stata rinviata a causa della pioggia�.
Nel 1898 il Re �Buono� onor� della Gran Croce
Militare il generale Bava Beccaris per i
suoi meriti in una guerra che � bene ricordare.
L'avversario era una folla di mendicanti
che aspettavano la minestra davanti a un
convento a Milano. Il Generale li prese a
colpi di cannone e di mortaio solo perch�
i ricchi (allora come oggi) esigevano il
privilegio di non pagare tasse. Volevano
sostituire la tassa sulla polenta con qualcosa
di peggio per i poveri e di meglio per loro.
Ebbero quel che volevano. I morti furono
80, i feriti innumerevoli. Fra i soldati
non ci fu n� un ferito n� un obiettore. Finito
il servizio militare tornarono a casa a mangiar
polenta. Poca perch� era rincarata.
Eppure gli ufficiali seguitarono a farli
gridare �Savoia� anche quando li portarono
a aggredire due volte (1896 e 1935) un popolo
pacifico e lontano che certo non minacciava
i confini della nostra Patria. Era l'unico
popolo nero che non fosse ancora appestato
dalla peste del colonialismo europeo.
Quando si battono bianchi e neri siete coi
bianchi? Non vi basta di imporci la Patria
Italia? Volete imporci anche la Patria Razza
Bianca? Siete di quei preti che leggono la
Nazione? Stateci attenti perch� quel giornale
considera la vita d'un bianco pi� che quella
di 100 neri. Avete visto come ha messo in
risalto l'uccisione di 60 bianchi nel Congo,
dimenticando di descrivere la contemporanea
immane strage di neri e di cercarne i mandanti
qui in Europa?
Idem per la guerra di Libia.
Poi siamo al '14. L'Italia aggred� l'Austria
con cui questa volta era alleata.
Battisti era un Patriota o un disertore?
� un piccolo particolare che va chiarito
se volete parlare di Patria. Avete detto
ai vostri ragazzi che quella guerra si poteva
evitare? Che Giolitti aveva la certezza di
poter ottenere gratis quello che poi fu ottenuto
con 600.000 morti?
Che la stragrande maggioranza della Camera
era con lui (450 su 508)? Era dunque la Patria
che chiamava alle armi? E se anche chiamava,
non chiamava forse a una �inutile strage�?
(l'espressione non � d'un vile obiettore
di coscienza ma d'un Papa canonizzato).
Era nel '22 che bisognava difendere la Patria
aggredita. Ma l'esercito non la difese. Stette
a aspettare gli ordini che non vennero. Se
i suoi preti l'avessero educato a guidarsi
con la Coscienza invece che con l'Obbedienza
�cieca, pronta, assoluta� quanti mali sarebbero
stati evitati alla Patria e al mondo (50.000.000
di morti). Cos� la Patria and� in mano a
un pugno di criminali che viol� ogni legge
umana e divina e riempiendosi la bocca della
parola Patria, condusse la Patria allo sfacelo.
In quei tragici anni quei sacerdoti che non
avevano in mente e sulla bocca che la parola
sacra �Patria�, quelli che di quella parola
non avevano mai voluto approfondire il significato,
quelli che parlavano come parlate voi, fecero
un male immenso proprio alla Patria (e, sia
detto incidentalmente, disonorarono anche
la Chiesa).
Nel '36 50.000 soldati italiani si trovarono
imbarcati verso una nuova infame aggressione:
Avevano avuto la cartolina di precetto per
andar �volontari� a aggredire l'infelice
popolo spagnolo.
Erano corsi in aiuto d'un generale traditore
della sua Patria, ribelle al suo legittimo
governo e al popolo suo sovrano. Coll'aiuto
italiano e al prezzo d'un milione e mezzo
di morti riusc� a ottenere quello che volevano
i ricchi: blocco dei salari e non dei prezzi,
abolizione dello sciopero, del sindacato,
dei partiti, d'ogni libert� civile e religiosa.
Ancor oggi, in sfida al resto del mondo,
quel generale ribelle imprigiona, tortura,
uccide (anzi garrota) chiunque sia reo d'aver
difeso allora la Patria o di tentare di salvarla
oggi. Senza l'obbedienza dei �volontari�
italiani tutto questo non sarebbe successo.
Se in quei tristi giorni non ci fossero stati
degli italiani anche dall'altra parte, non
potremmo alzar gli occhi davanti a uno spagnolo.
Per l'appunto questi ultimi erano italiani
ribelli e esuli dalla loro Patria. Gente
che aveva obiettato.
Avete detto ai vostri soldati cosa devono
fare se gli capita un generale tipo Franco?
Gli avete detto che agli ufficiali disobbedienti
al popolo loro sovrano non si deve obbedire?
Poi dal '39 in l� fu una frana: i soldati
italiani aggredirono una dopo l'altra altre
sei Patrie che non avevano certo attentato
alla loro (Albania, Francia, Grecia, Egitto,
Jugoslavia, Russia).
Era una guerra che aveva per l'Italia due
fronti. L'uno contro il sistema democratico.
L'altro contro il sistema socialista. Erano
e sono per ora i due sistemi politici pi�
nobili che l'umanit� si sia data.
L'uno rappresenta il pi� alto tentativo dell'umanit�
di dare, anche su questa terra, libert� e
dignit� umana ai poveri.
L'altro il pi� alto tentativo dell'umanit�
di dare, anche su questa terra, giustizia
e eguaglianza ai poveri.
Non vi affannate a rispondere accusando l'uno
o l'altro sistema dei loro vistosi difetti
e errori. Sappiamo che son cose umane. Dite
piuttosto cosa c'era di qua dal fronte. Senza
dubbio il peggior sistema politico che oppressori
senza scrupoli abbiano mai potuto escogitare.
Negazione d'ogni valore morale, di ogni libert�
se non per i ricchi e per i malvagi. Negazione
d'ogni giustizia e d'ogni religione. Propaganda
dell'odio e sterminio d'innocenti. Fra gli
altri lo sterminio degli ebrei (la Patria
del Signore dispersa nel mondo e sofferente).
Che c'entrava la Patria con tutto questo?
e che significato possono pi� avere le Patrie
in guerra da che l'ultima guerra � stata
un confronto di ideologie e non di patrie?
Ma in questi cento anni di storia italiana
c'� stata anche una guerra �giusta� (se guerra
giusta esiste). L'unica che non fosse offesa
delle altrui Patrie, ma difesa della nostra:
la guerra partigiana.
Da un lato c'erano dei civili, dall'altra
dei militari. Da un lato soldati che avevano
obbedito, dall'altra soldati che avevano
obiettato.
Quali dei due contendenti erano, secondo
voi, i �ribelli�, quali i �regolari�?
� una nozione che urge chiarire quando si
parla di Patria. Nel Congo p. es. quali sono
i �ribelli�?
Poi per grazia di Dio la nostra Patria perse
l'ingiusta guerra che aveva scatenato. Le
Patrie aggredite dalla nostra Patria riuscirono
a ricacciare i nostri soldati.
Certo dobbiamo rispettarli. Erano infelici
contadini o operai trasformati in aggressori
dall'obbedienza militare. Quell'obbedienza
militare che voi cappellani esaltate senza
nemmeno un �distinguo� che vi riallacci alla
parola di San Pietro: �Si deve obbedire agli
uomini o a Dio?�. E intanto ingiuriate alcuni
pochi coraggiosi che son finiti in carcere
per fare come ha fatto San Pietro.
In molti paesi civili (in questo pi� civili
del nostro) la legge li onora permettendo
loro di servir la Patria in altra maniera.
Chiedono di sacrificarsi per la Patria pi�
degli altri, non meno. Non � colpa loro se
in Italia non hanno altra scelta che di servirla
oziando in prigione.
Del resto anche in Italia c'� una legge che
riconosce un'obiezione di coscienza. � proprio
quel Concordato che voi volevate celebrare.
Il suo terzo articolo consacra la fondamentale
obiezione di coscienza dei Vescovi e dei
Preti.
In quanto agli altri obiettori, la Chiesa
non si � ancora pronunziata n� contro di
loro n� contro di voi. La sentenza umana
che li ha condannati dice solo che hanno
disobbedito alla legge degli uomini, non
che son vili. Chi vi autorizza a rincarare
la dose? E poi a chiamarli vili non vi viene
in mente che non s'� mai sentito dire che
la vilt� sia patrimonio di pochi, l'eroismo
patrimonio dei pi�?
Aspettate a insultarli. Domani forse scoprirete
che sono dei profeti. Certo il luogo dei
profeti � la prigione, ma non � bello star
dalla parte di chi ce li tiene.
Se ci dite che avete scelto la missione di
cappellani per assistere feriti e moribondi,
possiamo rispettare la vostra idea. Perfino
Gandhi da giovane l'ha fatto. Pi� maturo
condann� duramente questo suo errore giovanile.
Avete letto la sua vita?
Ma se ci dite che il rifiuto di difendere
se stesso e i suoi secondo l'esempio e il
comandamento del Signore � �estraneo al comandamento
cristiano dell'amore� allora non sapete di
che Spirito siete! che lingua parlate? come
potremo intendervi se usate le parole senza
pesarle? se non volete onorare la sofferenza
degli obiettori, almeno tacete!
Auspichiamo dunque tutto il contrario di
quel che voi auspicate: Auspichiamo che abbia
termine finalmente ogni discriminazione e
ogni divisione di Patria di fronte ai soldati
di tutti i fronti e di tutte le divise che
morendo si son sacrificati per i sacri ideali
di Giustizia, Libert�, Verit�.
Rispettiamo la sofferenza e la morte, ma
davanti ai giovani che ci guardano non facciamo
pericolose confusioni fra il bene e il male,
fra la verit� e l'errore, fra la morte di
un aggressore e quella della sua vittima.
Se volete diciamo: preghiamo per quegli infelici
che, avvelenati senza loro colpa da una propaganda
d'odio, si son sacrificati per il solo malinteso
ideale di Patria calpestando senza avvedersene
ogni altro nobile ideale umano.
don Lorenzo Milani
gli anticarl� Andrea Gervasi Alessandro Ziaco
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