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Ovvero: "la cattiveria si cela in ogni antro oscuro" |
| Sono depresso
(e 'sti gran ca... direte voi, ma la pagina è sempre la mia e ci posso
mettere quello che mi pare=) ) Cmq. questa è una sottospecie di pagine di
scuse, anzi, di riflessione... Bene, cominciamo, e spero che ciò che
scriverò rinunciando allo studio (per il momento) di Dante possa essere
di aiuto a qualcuno...
Se andate a vedere la vecchia pagina noterete che al primo posto tra gli "insulti" risulta un certo Magliari...ebbene come avete avuto occasione di vedere egli è passato ad essere simpatico ai miei occhi, e devo dire che ora, magari conoscendolo un po' meglio, capendo e "interpretando", sono arrivato a conclusione che in fondo (anche non troppo in fondo) cotale persona è simpatica, altruista, profonda...insomma una gran persona! Cosa voglio dire? Beh voglio dire che per giudicare una persona bisogna conoscerla (frase scontata) e che non bisogna fermarsi sulle apparenze (frase ancora più scontata); non è un male avere pregiudizi, anzi, è normale e naturale, il problema è che questi non devono essere il criterio su cui basarsi. Ok, si hanno pregiudizi su una persona, ma se il contrario si mostra evidente e credibile, perchè continuare ad avere delle opinioni ovviamente sbagliate, solo perchè idee fatte prima di conoscere una persona o un avvenimento? E' da stupidi e ottusi, da gente, e sottolineo gente, che non sa ragionare e non sa cambiare, rimanendo disadattata al mondo che cambia. Quindi scusa Alessandro (non so quanto gliene importi a lui, ma è pur sempre uno sfogo personale!!) Un'altra cosa: Ultimamente sono stato accusato (veramente solo da una persona, ma cmq. mi sembra giusto difendermi) di dare giudizi e di sentirmi chissà chi, e la frase tipica che accompagnava tali accuse era "tu non sei nessuno"! Volevo precisare che io sono eccome, sono me stesso!!! E questo mi sembra una "carica" (ovviamente appartenente a tutti) più che valida per criticare...il fatto è che i miei giudizi non sono assolutamente assoluti (scusate il gioco di parole...), ma strettamente relativi alla mia persona e a quello che appare ai miei occhi. E non ho mai affermato che nessuno deve criticare me, anzi! Se io do un giudizio, come fa chiunque quando è chiamato ad osservare una cosa, vuol dire che SECONDO ME la situazione è in un certo modo, anche se magari sbaglio. Le critiche servono a questo, per raggiungere la verità, anch'essa non assoluta, ma concordata tra due persone, poi fra tre e così via. Anche Platone lo diceva: c'è la tesi, poi la confutazione, la definizione e l'omologhia, cioè il raggiungimento, dopo una discussione, di un accordo sull'argomento. E tale accordo non sempre si raggiunge con 5 min. di conversazione. Poi, altra accusa che mi si rivolge (mi sembra di essere Boccaccio che si difende...), è logico e quasi obbligatorio che io voglia avere ragione: Se sostengo una tesi è perchè ritengo che essa sia la più giusta, ed è normale che io cerchi di difenderla come meglio posso, essendo quella la mia idea. Se non sono sicuro neanche di quello che sostengo come posso parlare e discutere? Chi sostiene ciò in cui non crede fermamente? Anche se poi, come nel discorso sui pregiudizi, se qualcuno riesce a "confutarmi" e a dimostrarmi che ho torto, vuol dire che metterò da parte le mie vecchi credenze e assumerò come mio il ragionamento del mio interlocutore. Ma non mi si può accusare di combattere per far valere ciò che ritengo sia giusto!!!! |
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