Usta

Fiera! ti volgi a me,

sorpreso dai tuoi occhi

che come mille lame

dilaniano i miei vecchi

pensieri, ora scatto

per fuggire, vago invano

all’imbrunire, tua la luce

che m’insegue, fitto

il buio che m’abbraccia:

cieco, sordo pure afflitto.

Ora è calma, basta caccia.

Seguo l’usta, non mi poso:

cerca lesta un’altra tana

qui le fiere sono il doppio

e le prede dileguate.

La una luce poi lo scoppio

e di già son avvampate

altre fiamme, fuochi sparsi

fiori e gemme, tutto brucia;

via le genti disperate,

cavalieri d’arme in lacrime

contro il drago corazzato.

Macchie gialle e nere rime

l’hanno poi addomesticato

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