Usta
Fiera! ti volgi a me,
sorpreso dai tuoi occhi
che come mille lame
dilaniano i miei vecchi
pensieri, ora scatto
per fuggire, vago invano
all’imbrunire, tua la luce
che m’insegue, fitto
il buio che m’abbraccia:
cieco, sordo pure afflitto.
Ora è calma, basta caccia.
Seguo l’usta, non mi poso:
cerca lesta un’altra tana
qui le fiere sono il doppio
e le prede dileguate.
La una luce poi lo scoppio
e di già son avvampate
altre fiamme, fuochi sparsi
fiori e gemme, tutto brucia;
via le genti disperate,
cavalieri d’arme in lacrime
contro il drago corazzato.
Macchie gialle e nere rime
l’hanno poi addomesticato
5/01