Guardiamoci negli occhi, è accaduto e non possiamo
fare finta di niente, l'attacco all'Iraq, l'attacco a
Saddam Hussein l'attacco al terrorismo segnerà una
tappa importante un punto di arrivo e di partenza
allo stesso tempo. Alle vittime di questa dittatura,
alle vittime di un cieco terrorismo verrà dato
un'opportunità di riscatto, una vendetta simbolica
(ormai si ragiona per simboli, il ragionamento terra
terra non fa più presa sulle masse e sui popoli, la
complessità delle nostre culture lo smaliziato modo
di vedere chiaramente realtà e verità rende
necessario l'adozione di simboli, simboli forti, alle
volte eccessivi, ma al fine pratico di smuovere le
coscienze necessari). Una guerra dai contenuti
discussi e discutibili che concentra in sé sentimenti
contrastanti, una guerra che prima, durante e sono
disposto a crederci, dopo, ha mobilitato (e
mobiliterà) altre milioni di anime ancora saldamente
aggrappate ai propri corpi per manifestare a favore
o contro azioni di offesa, azione di ripristino
dell'ordine, azioni di guerra, azioni di pace, ognuno
le ha descritte come più gli ha fatto comodo.
Ognuno dei manifestanti aveva (ed avrà) motivi e
paure diverse dagli altri che lo spingono a
manifestare: c'è chi ha ben chiaro l'ideale della pace
in testa e lotta , lotterebbe fino a mettere in pericolo
se stesso pur di raggiungerla, c'è chi ha sentimenti
di odio verso chi si è mosso militarmente, chi ha
una paura tremenda sia del terrorismo, sia delle
dittature, sia dei militari e manifesta, prega e spera
che qualche evento pacifico spazzi tutti questi via
dallo scenario odierno, c'è chi ancora crede di essere
tornato indietro di cinquant'anni e teme che si stia
per innescare una reazione a catena tra i governanti
di tutto il mondo, una catena dove il più carismatico
coinvolge un altro e poi un altro e poi un quarto e
via di questo passo, questi agiscono solo per
disturbare ciò che credono che sia un regime con
azioni di disordine e disobbedienza. Ci sono
dall'altro schieramento persone che vogliono dare
appoggio ad un'azione impopolare ma d'autorità
un'azione che si è resa necessaria (forma verbale
italiana che ben rende l'idea dell'inevitabilità e
scarica le coscienze) tra questi e quelli di prima
probabilmente l'unico punto di contatto lo si trova in
quella percentuale che ha una paura tremenda sia
del terrorismo, sia delle dittature e manifesta, prega
e spera che qualche evento spazzi tutti questi via
dallo scenario odierno con un'azione militare che
ripristini la pace.
Io personalmente non ho esposto la bandiera della
pace, non ho manifestato il mio pensiero in piazza,
ma non sono rimasto indifferente a quanto è
accaduto.
Ho osservato intorno a me quello che c'era, ho
ascoltato discorsi, arringhe, monologhi, dibattiti,
tribune politiche, confronti e conversazioni dove
l'argomento è sempre lo stesso, ognuno giudica
commenta quanto c'è di buono e quanto c'è di
cattivo in questa guerra arrivando a contorsioni
linguistiche per arrivare a determinare chi abbia
ragione (sempre se stesso) e perché, in modo
schiacciante per di più. Tutti quindi siamo diventati
politici e tutti come sempre guardiamo lontano
prima di guardare vicino: ci occupiamo di borse
mondiali e di economia global o non global prima di
tappare le falle e mettere in salvo la nostra
economia domestica da sperperi e sprechi abissali,
enunciamo leggi morali per la società intera senza
saper educare i nostri figli o noi stessi ad una vita
densa di significato e di piacere allo stesso tempo,
allo stesso tempo ci occupiamo di politica estera e
tendiamo a regolare popolazioni intere prima di
sapere noi che direzione prendere.
Guardandomi intorno, leggendo e ascoltando è
venuto il momento in cui mi sono stufato di sentire
la voce e i pensieri degli altri e mi sono messo a
pensare, forse e anzi probabilmente tutto quello che
ho visto e sentito mi ha influenzato, ma questo è
meglio che siate voi a dirlo, pensa e ripensa la mia
mente non si staccava dalle dittature dalle guerre
dai cancri della società. E allora? finalmente un
pensiero al di fuori dei giudizi fine a se stessi, un
pensiero propositivo, vi risparmio la genesi che è
stata un po' travagliata, ma il risultato è senz'altro
un risultato da Nobel per la pace, anche io ho
trovato il modo di salvare migliaia se non milioni di
vite umane da un'oppressiva e violenta situazione
che da anni , decenni e probabilmente secoli corrode
la società ed il sud d'Italia in particolare: la mafia,
la camorra e la sacra corona unita potrebbero essere
eliminate, ed il provvedimento si rende necessario
anche in un paese non belligerante come il nostro,
bombardando Palermo, Napoli e Bari. Scatenerò altri
cortei di pacifisti magari a Baghdad o Tel-Aviv, ma il
risultato è certo. Con l'appoggio dei nostri alleati
americani saneremo la nazione e finalmente
vivremo di quella pace che noi tutti ardentemente
inseguiamo!
Grazie a tutti per l'ascolto, colleghi, connazionali,
amici, e lettori carissimi.