ciao,
a me capita di avere dei ricordi, di non so quale rilevanza, in cui ricordo i
suoni, la luce le sensazioni di tatto, caldo freddo e via così, specie di
quando ero bambino, una delle più persistenti è l'immagine di quando ero
piccolo e stavo a tavola, con me c'erano mamma e papà e la luce era quella
della domenica, quella calda pure d'inverno, mai accecante, in grado di
rallentare ogni cosa.
Durante questa cena, no, se c'era la luce era pranzo,
giusto! beh, durante il pranzo devo averne detta una
delle mie, ma più in piccolo, e sento arrivare una scoppola di quelle che fanno
il rumore di due assi di legno che cocciano. Mia
nonna aveva un nome anche per quegli schiaffi: 'tientelammente'; se ho l'età che ho e ve lo sto a
raccontare, non faccio neanche tanti giri di parole per dirvi che era un nome
appropriato e vado oltre.
Il punto della nuca è questo qui. La mano era quella di mio padre. E voi non
riuscirete ad immaginare la soddisfazione nel ricevere quello schiaffo, mi è
rimasto tutta la vita, e lo uso tutt'ora,
quel modo di sentirmi compiaciuto. Forse ho anche sorriso come ora al tempo.
Tornando a noi, vi dico anche questa frase sentita ieri sera: "Viviamo più
semplicemente per permettere semplicemente agli altri di vivere" chi
diceva fosse di E.F. Schumacher chi di Gandhi, li
citiamo entrambi e non ci possiamo sbagliare. Il fatto è che mi è tornata in
mente una scena di quando ero bambino. Ero proprio in
cima ad uno scivolo piuttosto largo e mi avviavo a scendere, la sensazione che
mi si infilò sotto pelle fu quella di scorrere morbidamente in più ieri sera si
è ripresentato il senso di compiacimento, esattamente lo stesso di quando mi
presi lo schiaffo da piccolo.