non faccio un cazzo a lavoro e questo già lo sapevate, ma che non facessi un cazzo a casa rappresenterebbe una novità. Come alcuni di voi, nel tempo libero, leggo; le mie letture preferite sono il vocabolario italiano e la tavola periodica degli elementi. Questa volta , per non farvi cestinare subito questa mail, vi parlerò della prima delle due letture. Mangiando pranzo, ieri, mi sono letto la "o" e ho scoperto alcune sue caratteristiche:
- le parole che iniziano con la 'o' e che usiamo nel linguaggio comune non sono molte (oggi, ora, ormai, obliquo, obiettivo, onore, odore, occhi, olio, ostile …)
- moltissime parole riguardano i settori medico, botanico, zoologico, una quantità sproporzionatamente grande rispetto a quelle che usiamo quotidianamente (il più curioso è il caso di odino: come prefisso e come suffisso significa dolore)
- caso strano in italiano la 'o' viene usata come doppia e per di più come iniziale (ooblasta x es.), oltre che in finale di parola, in parole del settore botanico o zoologico (doppia 'o')
- l'italiano , come lingua, ha delle risorse straordinarie: alcune parole condensano in sé il significato di intere frasi e anche qui il fenomeno è descritto da una parola che comincia per 'o', ma non ve la dirò. Pensate alle parole:
- odeporico, ociologia, ofelimità. Due su tre, il correttore automatico di Word, me le segnala come errore.
- Odeporico: attinente a viaggio. Surreale presentarsi a fine agosto con le foto delle vacanze e dire: volete vedere le foto odeporiche di quest'estate? è difficile anche concepire la frase.
- Ociologia: sembra un errore di battitura invece è la disciplina che studia il comportamento della folla.
- Ofelimità: la più attuale delle tre, con questa parola si definisce la sensazione derivante dalla semplice detenzione di un bene, un cancro della mostra società.
se poi ci fate caso in questo testo, se non per gli esempi, avete letto tutto facendo ameno di parole che iniziano con la 'o'.