29/7/02

Che cosa ti ha spinto a scrivere un libro?


«Principalmente la voglia di comunicare agli altri l'opinione che mi sono fatto su ciò che mi circonda, sulle persone e sui rapporti con esse».


Di cosa parla il tuo libro?

«In linea generale parla di me e dei miei sentimenti, raccogliendo poesie e racconti scritti in una dozzina d'anni.

Il libro è diviso in tre sezioni: la prima raccoglie evasioni di fantasia, la gioia scoperta nelle cose comuni, ma anche il disagio prodotto da questa società e alcuni principi della mia moralità : un piccolo cesto da cui pescare argomenti diversi. La seconda parte parla d'amore, all'inizio poesie e racconti come pietre collegate da un filo sottile a formare una collana, una storia d'amore che nasce e che si spegne, di seguito pensieri liberi. La terza parte raccoglie la parte più introspettiva dei miei pensieri, paure e rabbiose grida contro una vita che non sempre si lascia vivere come vorremmo».


Perchè hai scelto la poesia per comunicare?

«Questo libro è fortemente sperimentale. Vi troviamo poesie in forma di sonetto, rime libere e con metriche inventate, tautogrammi, ho provato a comporre anche un haiku, ma ci sono anche raccontini e frasi dirette a chi sta leggendo per permettere al lettore di "entrare" in ciò che legge.

Alle volte le parole seguono la "musica" altre è il contrario.

Anche nel modo di scrivere ho cercato di rifiutare convenzioni e stereotipi, affinchè chi legge non sia colui che legge, ma colui che ascolta il messaggio che ho cercato di trasmettere e lo elabora per trasportarlo nella sua vita. In ultimo la poesia e il racconto breve permettono di toccare numerosi argomenti, o sfaccettature di essi con un cambio di ritmo e di stile che si presta bene ad assecondare le intenzioni di chi scrive, si plasma meglio intorno al messaggio da trasmettere.»


Ultima domanda, per questo esordio ti sei auto prodotto: una scelta o una necessità ?

«Entrambe, o meglio dapprima ho cercato le case editrici e i canali convenzionali, poi aspettando le loro risposte ho riflettuto e mi sono interessato ad un'autoproduzione. Me ne sono, definitivamente, convinto quando insieme alla proposta di pubbliazione ho ricevuto anche delle richieste di "collaborazione economica".

A conti fatti propongo un prodotto alla metà del prezzo che avrebbe avuto, se fossi stato prodotto e seguito da altri, e della stessa qualità. Così questo lavoro assume, per me, un ulteriore valore: quello di rendere maggiormente accessibile un testo di comunicazione e scambio di idee. Io la chiamo veicolazione della cultura. Esattamente l'opposto di ciò che il modello di società attuale ci propone »

Grazie

«A te»


Stretta di mano.
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