A
dire la verità mi sento bersaglio di molte voci,
ognuno porta avanti le proprie idee con uno slancio enfatico proporzionato alla
convinzione o al bisogno di auto convincersi, il confine è labile.
Sento molte opinioni che, in quanto tali, sono tra di
loro contrastanti. Specialmente le sento riguardo a quello che si dovrebbe
insegnare ai figli, a quello che ci è stato insegnato,
a quello che altri ci vorrebbero imporre ed alle nostre libere scelte.
Personalmente credo che ognuno di noi sia la reazione chimica
e fisica a ciò che gli è stato insegnato e a ciò che gli è stato proposto in
precedenza e già a questo punto le variabili sono molte, se poi aggiungiamo che
ognuno di noi è diverso dagli altri anche per conformazione e capacità l'inghippo
si fa enormemente grande e complicato. A me pare chiaro quello che ho
detto perché è da molto che ci penso, mi sono fatto molti esempi, mi sono
convinto che tutto questo sia così come lo penso. Un
bambino di quattro anni ha già ricevuto una serie di stimoli esterni incalcolabile
ed ogni stimolo che ha ricevuto è stato assimilato a livelli diversi a seconda
sia degli stimoli precedentemente
assimilati in toto od in parte, sia dal suo livello
di attenzione prestato allo stimolo, da chi glielo ha proposto, dalla sua
stessa età e da chissà quanti fattori più reconditi che addirittura ignoro del
tutto, non solo perché non mi vengono in mente.
Quindi: cos'è l'educazione?, che cosa si dovrebbe insegnare?,
a chi spetta dare insegnamenti?, dovremmo insegnare? o
semplicemente vivere e lasciare che i nostri figli, egli altri intorno a noi,
imparino?
Quanto educhiamo, quanto insegnamo e quanto deviamo sadicamente
il corso della vita dei nostri figli? Quanto è combinazione di tutto questo?
Mi faccio tutte queste domande spesso e volentieri guardando mia figlia ed
accorgendomi che effettivamente passa la maggior parte della sua vita con altri
bambini, anche per mia scelta, e che porta a casa nozioni assolutamente da bambino
(legittimo, per dio), la cosa che è altrettanto evidente è la provenienza prima
di queste nozioni: gli adulti. I bambini assorbono di
nascosto parole e movimenti dai grandi per farli propri ed usarli quando
sono al
cospetto di altri bambini quando gli si presentano situazioni nuove alle quali
non sanno far fronte con le proprie risorse. Proprio lì si fissa
l'apprendimento, l'evoluzione personale, la crescita, non nelle severe bacchettate
verbali faccia a faccia dove, forse vengono solo umiliati
e disorientati da una severità che intimamente contraddice le azioni ed i gesti
di chi la esterna.
Esiste il fumo passivo e se esistesse l'educazione
passiva?
cioè un'educazione che passa senza volontà che gli altri apprendono da noi
senza che sia veicolata da un intento, un proposito, ma da un intimo essere che
sgorga senza barriere e senza filtri? Se esistesse ( e
credo esista) occuperebbe gran parte della nostra giornata. Fino ad oggi
l'abbiamo sempre considerata 'il nostro modo di essere', ma non riguarda solo noi ed il nostro essere.
Chi ancora prima dei tempi o recentemente lo ha teorizzato è uscito con parole
tipo: rivoluzione umana, jihad, purificazione
dell'anima e tanto altro che non conosco.
Tutto questo, forse, risolve i miei problemi semplificandoli, tornare puro per
essere puro, originario e compiere solo atti puri, pensare solo puramente per trasmettere
solo bene e pace, allontanare da se ogni desiderio ed ogni desiderio di
superiorità, di docenza, di arroganza, ogni brama.
Forse
insegnare con il non insegnamento…
allontanare da sé ogni illusione …