IL SOLE MI BRUCIA

All’alba, con il primo raggio

spero che le giunga l’immagine

della mia figura fine

tesa con coraggio,

mezzo lo sguardo, ad incrociare

il suo, pur senza destare

in lei tanto sentimento d’amore

che mi strinse il cuore.


Ancora indietro di tanto

la memoria mi porta

a quando la vedevo di carta

adagiata su un manto

con le braccia incrociate:

beltà di cime innevate

e cogliendole un fiore

le porgevo il mio cuore


e senza alcuno accanto

vedo che il mio paggio

cresce e muore!

5/90



Siamo alla prima poesia che ho scritto per scrivere poesie. Ero ad una festa e ho pensato a questa ragazza, non ho esitato molto a lasciare i compagni e ad andare a casa, un lavoro estemporaneo, fulmineo, con una ritmica ed una metrica assolutamente personali. C'č poco da dire sullo struggente desiderio che animava le mie passioni di adolescente; una certa timidezza caratterizzava questo primo innamoramento, superato il primo sbandamento nel quale mi sentivo in completa balia dell'amore, nel quale mi bastava essere visto da lei per restare in vita, i sogni e le immagini si sovrapponevano confuse nella mia testa. Risvegliandomi poi da queste fantasie (ultima terzina) mi rendevo conto che senza un minimo di iniziativa sarebbe rimasto lì, inoperoso pure il mio paggio, colui che mi avrebbe dovuto accompagnare all'altare, auto ironia, cinismo verso me stesso se vogliamo.
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